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Blog di Marco “CavaliereOmbra” Macciò
Fondatore e Traduttore Game Italian Translation

Ottima fra le traduzioni quella che ecciterà le stesse passioni nell'anima, e le stesse immagini alla fantasia con lo stesso effetto dell'originale - Ugo Foscolo
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La nota del traduttore

Settembre 18, 2008 - Nessuna risposta

Wikipedia è una risorsa difficilmente catalogabile. Spesso si ritiene essere una vera e propria enciclopedia, ma a fronte di tantissime informazioni complete e degne davvero di una “Treccani”, ce ne sono altre che sono invece di natura più discutibile. In sé il progetto non può che dirsi ampiamente riuscito (anche in virtù del successo che continua ad avere e dell’importanza che si è guadagnata nei confronti degli utenti), ma evidenzia le sue principali lacune soprattutto nelle versioni localizzate per i singoli paesi, le cui pagine confrontate con le corrispettive inglesi (e dunque più “internazionali”) mostrano il fianco ad alcune interpretazioni personali o semplicemente a informazioni leggermente meno dettagliate.

La scheda sulla intraducibilità, ove mi è caduto l’occhio proprio per caso, riporta una frase che mi ha colpito:

Una nota del traduttore, talvolta abbreviata in NDT o N.D.T., è una nota (di norma a piè di pagina o a fine testo) che il traduttore aggiunge per fornire informazioni sui limiti della traduzione, sulla cultura del testo di partenza, o altre informazioni che considera utili.
Tali note sono a volte permesse, e a volte perfino richieste, nelle prove di traduzione. Tuttavia, il ricorso a note è di norma visto come un’ammissione di fallimento da parecchi traduttori professionisti. - Intraducibilità, Wikipedia

Non avevo mai pensato alla “nota del traduttore” come a un’ammissione di fallimento, e il senso che questa parola porta con sé conduce la mia mente a immagini inadatte al contesto. Come più volte ho accennato qui sul Diario, e come esplicano ampiamente le citazioni presenti in cima, la traduzione è un processo che inevitabilmente consiste in una trasformazione, passaggio nel quale alcune proprietà linguistiche possono venire a modificarsi o addirittura a perdersi rispetto all’originale. Ciò però non è (spesso) dovuto a un errore del traduttore, quanto a limiti invalicabili i quali necessitano di una ulteriore spiegazione al fine di chiarire il contesto entro cui egli ha operato.

La nota del traduttore

Tutto ciò lo rapporto a un esempio preciso che mi è capitato di incontrare giusto stamani leggendo il romanzo “L’accademia dei sogni”, di William Gibson: una frase appartenente a un dialogo, apparentemente normalissima, ha necessitato di un commento del traduttore, il quale ha dovuto illustrare come anche nel contesto originale tale frase appariva in lingua italiana, invece che inglese. All’interno della versione dedicata al nostro paese, tale particolare senza una debita annotazione sarebbe rimasta totalmente celata agli occhi di un lettore, modificando il senso e anche l’effetto stesso della scena messa in atto da Gibson. L’estraneità della frase in questione serve infatti a scatenare lo stupore della protagonista che si trova momentaneamente inerme.

In un caso simile il traduttore si è trovato davanti all’impossibilità di trasmettere il senso originale senza apparire in prima persona davanti al lettore, violando così quella sorta di “invisibilità” che di solito lo attornia. L’alternativa sarebbe stata far pronunciare quella frase in una lingua straniera all’italiano, ma la cura in questo caso sarebbe stata certamente peggiore del malanno, in quanto avrebbe stravolto l’intenzione originale dello scrittore. La via di mezzo, dunque, pare non solo sensata, ma anche l’unica percorribile seppur parzialmente a danno del climax.

Parlare dunque di “ammissione di fallimento” non mi pare del tutto corretto. Tutto ciò non è infatti dovuto al traduttore, quanto alla lingua stessa e al concetto di traduzione, la quale ha dei limiti spesso invalicabili anche per la persona più esperta. Intendendo la questione in tal senso, l’ammissione di fallimento dovrebbe essere effettuata dalla linguistica. Al traduttore, invece, non resterebbe altro che prenderne atto e dunque cercare di porvi rimedio ponendo sé stesso sulla scena come se si fosse un cicerone e guidando gli spettatori verso il fulcro dell’opera da lui rappresentata.

DiarioCantiere al traguardo

Settembre 17, 2008 - Nessuna risposta

I lavori proseguono, e questa volta lo fanno con un passo che sin dalle mie prime intenzioni era quello più decisivo: la ristrutturazione e la ridefinizione delle pagine. In un blog come questo, l’uso delle pagine soprastanti è molto importante, dato che sono l’unico posto a disposizione per raccogliere tutto ciò che non riguarda strettamente quei pensieri giornalieri che di tanto in tanto redigo in home. Informazioni su chi sono io, cosa è il Diario, chi è e cosa fa il Game Italian Translation… sono tutte informazioni che sino a stamani vivevano in pagine dalla vecchia concezione, molte delle quali nate all’apertura di questo spazio (che già risale a più di un anno fa).

Col tempo nuove esigenze si sono venute a delineare, le quali però richiedevano vari cambiamenti che dovevano essere affrontati a priori. Concluse con successo le prime fasi di revisione (qui e qui), non restava dunque altro che affrontare il problema di petto e riorganizzare i contenuti. La nuova struttura, che fa ora uso dei menu a comparsa comodi per poter gestire anche materiale multiplo, è ora così suddivisa:

Diariocantiere al traguardo

  • Dentro al diario - una breve spiegazione su chi sono e su cosa è il Diario (questa pagina rispetto a quella esistente in precedenza non dispone più né del collegamento alla webapp di Mozilla Prism, né della form di contatto)
    • Pensieri in libertà - i post per molti versi più importanti e meritevoli di essere segnalai (questa pagina è rimasta inalterata rispetto a prima)
  • Traduzione - questa pagina è dedicata al Game Italian Translation e alle attività che al suo interno mi hanno visto direttamente coinvolto (sostanzialmente si tratta della vecchia pagina “Progetti”)
    • Database G.I.T. - tutti i lavori del G.I.T. a disposizione in quello che è un vero e proprio database di mirroring (questa pagina è ancora come in precedenza)
  • Biblioteca - nell’arco degli anni di G.I.T. non è stato prodotto solo il documento relativo alla guida alla traduzione, ma anche altro che finalmente ha una biblioteca tutta sua ove potersi mostrare (questa pagina è totalmente nuova)
    • Guida aperta - la Guida introduttiva alla traduzione di videogiochi per PC merita indubbiamente più spazio, anche in virtù dei progressi che potrebbero susseguirsi nel tempo (questa pagina è simile a quella presente in precedenza, tranne che per la visualizzazione in formato flash del documento, ora presente nella “Biblioteca”)
  • Diariorama - qui sono raggruppati quei “prodotti” del Diario che nella precedente struttura delle pagine si presentavano separati, ovvero la webapp di Mozilla Prism e il plugin per Firefox 2, l’uno in “Dentro al diario”, l’altro in una pagina ad esso dedicato (questa pagina è di nuova concezione)
    • RSS Traduttore - questo plugin per Firefox 2 (incompatibile con la terza versione del browser di Mozilla causa la momentanea mancata disponibilità di un canale SSL) permette di rimanere sempre aggiornati sulla presenza di post sul Diario (questa pagina è rimasta inalterata)
  • Contatti - fornire un chiaro e univoco punto per permettere agli utenti un rapido punto di contatto è importante (questa pagina contiene la form di scrittura precedentemente disponibile in “Dentro al diario”)

Alcuni particolari sono ancora da definire per quanto riguarda l’impostazione delle pagine, ma si tratta ormai di punti talmente minori da poter ritenere quest’ultime come se fossero già ultimate. Spero che ora il blog risulti ancora più chiaro da leggere e “sfogliare” (in fondo si tratta appunto di un diario) e perché no magari anche più piacevole.

Retrospettiva sul G.I.T.

Settembre 15, 2008 - Nessuna risposta

Con un autunno ormai non solo più alle porte, ma già realtà tangibile e quotidiana (temperature in discesa, clima uggioso e ore diurne in diminuzione sono un segnale inequivocabile dell’avvento del cambio di stagione) è anche ora di fare una piccola retrospettiva sulle attività del Game Italian Translation. Come forse il Diario avrà notato, è un po’ che non tratto di traduzioni nell’ambito del gruppo, ma in questo momento di “down” prolungato del sito è forse d’obbligo per me tornare a pensarci con più responsabilità e cercando di fare il punto della situazione.

Inutile dire che in questi mesi si sono accavallati vari impegni che mi hanno progressivamente allontanato da tutto ciò: il cambio di lavoro a giugno/luglio, le sudate ferie di agosto, il ritorno in ufficio in un metà agosto pieno di scadenze dalla difficile gestione… sono tutti momenti che sono parte integrante della vita di ciascuno, o perlomeno di molti. Ciò nondimeno il G.I.T. non può (non deve) cadere in un silenzio come quello che lo ha circondato negli ultimi mesi (il quale è stato terribilmente accresciuto dalla imprevedibile caduta del sito).

Retrospettiva sul G.I.T.

Ecco dunque il punto della situazione:

  • ripristino sito - questo punto è particolarmente delicato, perché purtroppo non disponiamo di stime su un possibile ritorno sull’attuale dominio e non abbiamo modo dunque modo di capire se riporre maggior impegno su un possibile spostamento (che comunque richiederebbe molto lavoro, nonché un nuovo dominio)
  • traduzione The Fall: Last Days of Gaia - inutile girarci intorno, abbiamo bisogno di un aiuto concreto per poter proseguire in questo lungo progetto (se qualcuno può essere d’aiuto mi contatti)
  • traduzione Making History: The Calm & The Storm - il progetto è vicino alla fine da tempo, ma manca il completamento della doverosa fase di revisione
  • traduzione Independence War II: Edge of Chaos - i file sono stati tutti tradotti da Krenim, ma devono ancora essere solo pubblicati

Ci sarebbero alcune altre priorità, ma al momento le considero minori. Quelle sopra indicate sono già sufficientemente ampie e impegnative in termini di tempo. Mi auguro di “spuntarne” alcune quanto prima.

Qualcos’altro è cambiato

Settembre 11, 2008 - Nessuna risposta

Come preannunciato alcuni giorni fa, le evoluzioni settembrine del Diario non si sono concluse con l’inserimento di una gestione dei download, citazioni casuali, applicazioni flash, con la pubblicazione online della guida alla traduzione e infine la creazione di un database complessivo dei lavori del Game Italian Translation. Altri cambiamenti erano all’orizzonte e finalmente, dopo alcuni giorni di piccole sistemazioni, posso dire di aver raggiunto un altro obiettivo.

A fianco di una generale ristrutturazione di tutto l’HTML prodotto da WordPress (con il risparmio di qualche Kb sul traffico… nulla di sensibile, ma comunque ugualmente auspicabile) sono state inserite alcune nuove funzionalità, tra cui:

  • possibilità di visualizzare il contenuto di un post in versione stampabile (vedere il collegamento in alto a destra presente in ciascun post, esempio)
  • possibilità di inviare per e-mail il contenuto di un post (vedere il collegamento in alto a destra presente in ciascun post, esempio), specificando un massimo di 5 destinatari per volta e associando all’invio un proprio messaggio personale

Qualcos’altro è cambiato

  • visualizzazione delle sottopagine al passaggio del mouse nel menu superiore (”Progetti” -> “Database G.I.T.”)
  • gestione di più applicazioni flash (fino a un massimo di 3) per singolo post o pagina

Ancora una volta comunque, anche a monte di questi ulteriori cambiamenti, non posso dire di aver completato gli obiettivi che mi ero prefissato al ritorno dalle vacanze; nel corso dei prossimi giorni è infatti possibile che la struttura superiore delle pagine vari sensibilmente, dando spazio a una struttura più articolata che consenta al Diario di gestire un maggior numero di contenuti, al di là dei post giornalieri.

Non ho intenzione di variare la natura di questo spazio, che è nato con un layout a unica colonna proprio per non disperdere il suo vero senso in mille riquadri ingannevoli, ma vorrei ugualmente poterne organizzare gli argomenti, i file, i documenti, ecc…

P.S. I nuovi moduli di stampa e invio e-mail, sebbene completamente integrati, non sono ancora del tutto localizzati in italiano.

Comunicazione di servizio: ripristino G.I.T.

Settembre 8, 2008 - Nessuna risposta

A distanza di qualche giorno, torno col pensiero alla questione del sito del Game Italian Translation, ormai offline da ben più di un mese. Data la situazione piuttosto “di mezzo” (con rassicurazioni da parte di chi gestisce il server che tutto si risolverà per il meglio) non ho ancora preso una decisione in merito a un possibile spostamento, che anzi preferirei rimandare a un momento più tranquillo e lasciandone comunque traccia sul vecchio sito, cosa che ora come ora sarebbe impossibile fare.

Stando alle ultime informazioni in mio possesso pare comunque che sia il G.I.T. che il Progetto TIFONE torneranno online tra pochi giorni (settimane?), nell’attesa dei quali sto felicemente notando come il passaparola circa la presenza del database G.I.T. sul Diario abbia funzionato, facendo registrare in pochi giorni diversi download. A tal proposito, data la precedente mancanza di un mirror ufficiale di download per i lavori del gruppo, ho deciso che manterrò il database ora presente anche alla riapertura del sito principale, dando così una possibilità di scelta in più agli utenti (il tutto con una banda molto efficiente, stando almeno ad alcune mie misurazioni).

Mi auguro di non dover più tornare su questa vicenda, se non per annunciarne la definitiva risoluzione…

Post collegati: Comunicazione di servizio: G.I.T. offline
Comunicazione di servizio: database G.I.T.

Senso distorto

Settembre 7, 2008 - Nessuna risposta

Dilbert è un fumetto che mi ha sempre divertito, con la sua spiccata ironia sul mondo del lavoro, sui capi ufficio, sui dipendenti svogliati che cercano di rimandare il lavoro o quantomeno di non assumersi responsabilità. La sua formula data da vignette brevi, ma incredibilmente geniali ha causare un successo tale che capita abbastanza spesso di trovare addirittura delle versioni localizzate per i singoli paesi, anche (naturalmente) per l’Italia.

Quasi per caso mi è capitata sottomano una vignetta, il cui significato nella versione italiana mi è perso sin da subito un po’ “strano”, come se la battuta insita in essa fosse un po’… distorta. Una volta recuperato l’originale in inglese, ho messo a confronto le due immagini per capire meglio, e…

Senso distorto 1

Senso distorto 2

Ora, non so chi si occupa della traduzione delle vignette di Scott Adams (il creatore di Dilbert), forse qualche affezionato qui e là che lo fa per conto suo, ma qui un minimo di attenzione in più andava riposto.

P.S. In caso qualcuno non lo trovasse, l’errore eclatante è nella seconda vignetta.

Samorost 2

Settembre 6, 2008 - Nessuna risposta

Samorost 2 è senza mezzi termini un capolavoro, al pari di tutta la produzione dei suoi creatori. Ancora una volta torno sul Diario per occuparmi di quel mondo seminascosto, ma assiduamente presente, dello sviluppo indipendente di videogiochi. Questa volta, a differenza del post riguardante Multiwinia di soli pochi giorni fa, non si tratta di un gruppo tale da poter godere di una visibilità paragonabile a quella di realtà di mezzo quali ad esempio Introversion Software, ma di un gruppo che sebbene cresciuto, resta sconosciuto ai più.

Amanita Design, questo il nome del gruppo, è nato nel 2003 dalla creatività di due persone che da allora hanno iniziato a sviluppare giochi usando come piattaforma Flash. La natura dei loro lavori è prettamente legata all’uso dell’ingegno. Molto di rado viene infatti chiesto al giocatore di usare la rapidità di riflessi (anzi, in verità quasi mai) o altre capacità “fisiche”, mentre invece è sempre richiesto saper affinare la propria mente al fine di trovare la soluzione che permetta di risolvere da una situazione sino a un attimo prima ritenuta addirittura impossibile. In caso non si fosse capito, si parla dei cari e vecchi “punta e clicca”.

Samorost 2

Ciò che colpisce maggiormente è la genialità delle soluzioni che si devono trovare (spesso inaspettate da tanto sono ricercate), la simpatia della grafica e del sonoro, nonché di quel buffo personaggio in pigiama bianco che pur di salvare il suo fedele cagnolino si butta all’avventura senza pensarci sopra un attimo. Humor unito a una genialità che oggi è una merce piuttosto rara sono dunque per me la formula del successo di Amanita Design.

Samorost 2, naturalmente seguito di un Samorost “1″ che mostrava già tutta la creatività dei suoi autori per quanto ancora acerbo dal punto di vista grafico (causa soprattutto alcuni effetti di fuori-fuoco sugli ingrandimenti di visuale), non è particolarmente difficile grazie al fatto che si può trovare la soluzione anche solo per caso, cliccando all’impazzata lungo lo schermo. Va da sé che in questo modo l’intero gioco perderebbe di senso, ma resta il fatto che ogni tanto in mezzo a ragionamento vari capiterà di trovare il bando della matassa quasi per caso. Tutto ciò al fine di impedire al gioco di divenire frustrante, anche se ciò nonostante capiterà ugualmente di restare bloccati sul più bello (chi avesse difficoltà con questo gioco, può rivolgersi alla soluzione completa disponibile qui… anche se personalmente ne sconsiglio l’uso in quanto finirebbe solo per rovinare l’esperienza stessa).

Chrome: il terzo (o quarto) incomodo

Settembre 3, 2008 - Nessuna risposta

In questi giorni ci sono altri cambiamenti che si stanno verificando intorno al Diario, ma non è su di essi che oggi voglio scrivere, dato che sono ancora ampiamente in stato “work in progress” e dato che li ho momentaneamente tralasciati a causa della notizia che ieri ho potuto leggere su uno di quei giornali gratuiti che ormai a Milano (ma non solo) circolano ovunque. Google, le cui attività mi interessano sempre moltissimo sia da un punto di vista professionale che personale, ha rilasciato un browser tutto suo dal nome Chrome.

La cosa mi ha stupito non solo perché non ero affatto al corrente di questo progetto, che sinora mi era sfuggito, ma anche perché davo quasi per scontato un rapporto Google-Mozilla che pensavo avrebbe finito col tempo per rafforzarsi pur a un punto tale da creare un’unione delle forze. Al contrario, Google ha iniziato a percorrere una strada tutta sua e arriva, in questo inizio settembre, con un prodotto proprietario.

La scelta è un po’ avventata: il numero di browser ormai affermati è di per sé già notevole, con Internet Explorer e Firefox a guidare il mercato e un Opera che inizio ad apprezzare nuovamente dopo varie release poco felici (l’ottava versione mi aveva deluso un po’, ma la nona sul piccolo Eee PC, dal quale tra l’altro sto or ora scrivendo, funziona benissimo). Con una concorrenza non solo tanto spietata, ma anche tanto radicata, il successo di Google può venire o dall’introduzione di funzionalità tanto ben realizzate da apparire in qualche modo nuove, o dal nome che porta con sé.

Dando per scontato che il nome spingerà molti a scaricare e provare questo nuovo browser (come nel mio caso, peraltro), concentrandosi sulle funzionalità pare che non si possa parlare ancora né di rivoluzione, né di vere e proprie novità, anche se di certo Google ha raccolto in Chrome tutto ciò che da tempo studiava e preparava. All’interno del programma sono infatti presenti Google Gears (sorta di interfaccia per utilizzo offline di applicazioni web… al momento ancora molto poco sfruttata), il suo eclettico motore di ricerca (che comunque ormai è integrato in ogni browser) e una sorta di Prism proprietario (l’applicazione sperimentale di Mozilla che permette di visualizzare siti come se fossero applicazioni a sé stanti, seppur solo a livello grafico).

Chrome: il terzo (o quarto) incomodo

L’interfaccia di Chrome, altro punto fondamentale nel confronto tra browser, è quanto di più essenziale ci sia, lasciando presupporre un basso utilizzo della memoria e una rapidità di esecuzione superiore ai suoi rivali. Sulla memoria devo però dire che mentre sul mio Sony Vaio si è comportato benissimo (e ci mancherebbe), sull’Eee PC ho rilevato alcuni rallentamenti di troppo, soprattutto se confrontato con il più pesante (ma più veloce) Opera. La rapidità di apertura delle pagine, al contrario, pare essere davvero degna di record, soprattutto nei confronti di Gmail, che risulta più veloce che mai. Quel che lascia comunque dubbiosi è forse proprio l’eccessiva scarsità di contenuti del programma di Google.

Fermo restando che un browser, secondo me, dovrebbe essere principalmente un “software che permette di visualizzare pagine web” e non un “software che fa di tutto e di più”, l’utilizzo di Chrome risente al momento di un menu di visualizzazione dei preferiti, che al momento sono visibili solo aprendo la barra apposita (che per principio non voglio tener sempre attiva dato che comunque nel suo piccolo limita il campo visivo) o aprendo una nuova scheda… il tutto con uno spazio che di fatto ne può accogliere solo un piccolo numero. Strano infine il mix grafico adottato da Google, che pare ispirarsi un po’ a quanto già esistente: i menu sembrano presi interamente da Internet Explorer 7 (compreso quello dei preferiti), la barra alta delle pagine visualizzate da Opera 9 così come la finestra principale con i riquadri delle ultime pagine aperte, la possibilità di creare collegamenti diretti ai siti da Prism. Manca invece la possibilità di installare o gestire plugin, ma di questo personalmente non sento la mancanza.

Fatte queste considerazioni, il mio parere su Chrome è un po’ in bilico tra il buono e il sufficiente, anche se c’è da sottolineare che questa è solo la prima release e che è pure in fase di “beta” (seppur si tratti di una beta Google). Dando quindi per scontato che ci saranno ampi margini di miglioramento e che comunque il suo scopo non sarà mai quello di divenire un programma “tuttofare” (da politica Google, la stessa che ho sempre lodato… un programma deve assolvere al suo scopo nel migliore dei modi, non fare di tutto seppur male) lo manterrò installato sui miei due portatili e continuerò a metterlo alla prova confrontando con più calma vantaggi e svantaggi derivanti da utilizzo e tempi pratici di caricamento (e qui Firefox temo già sin da ora che uscirà sempre sconfitto).

P.S. Simpatica l’idea di accompagnare l’uscita di Chrome con alcune vignette atte a illustrarne l’utilizzo! Alcune è possibile trovarle qui con una breve spiegazione, mentre tutte quante si possono leggere direttamente sul sito ufficiale.

Il dolce sapore del brand

Agosto 29, 2008 - Nessuna risposta

Introversion Software è un nome che si è potuto più volte leggere sul Diario nel corso dei suoi ormai più di 3 anni di esistenza. I titoli prodotti dai giovani membri di questa, quanto mai eclettica, software house inglese si distinguono davvero molto dalla massa composta da un mercato sempre più ripetitivo, seppur costantemente in crescita, e poco innovativo. Il motivo per cui ne torno ancora una volta a parlare, è l’annuncio (giuntomi ieri sera sulla casella e-mail da Introversion Software stessa) dell’ormai imminente uscita sul mercato del loro ultimo lavoro, Multiwinia.

A ben vedere anche questo gruppo indipendente (e catalogato ancora in molte occasioni come “indie”, anche se è più corretto dire che appartiene a una realtà di mezzo che è in parte commerciale) inizia a scoprire il gusto dei seguiti, della formazione di un “brand” e di riutilizzarlo nel tempo. Multiwinia è infatti una sorta di “espansione” di Darwinia (titolo che ricordo essere stato tradotto dal G.I.T.) che prende i concetti già creati nel predecessore per espanderli verso qualcosa di nuovo: da singleplayer a multiplayer.

Ancora una volta dunque ci si troverà a che fare con un universo digitale, con piccoli “omini” verdi (e non solo) da comandare verso la vittoria, sebbene con la sostanziale differenza composta dalla natura umana del nostro avversario (o dei “nostri” avversari) che sostituiranno una più fredda e distaccata intelligenza artificiale (sebbene talvolta molto perfida e ostica da battere).

Il dolce sapore del brand

Pur senza disporre di una sfera di vetro per vedere il futuro, c’è da credere che col successo avuto da Darwinia, anche Multiwinia avrà un discreto seguito commerciale, rafforzando ulteriormente il buon nome del brand che, tra l’altro, pare non si esaurirà qui. Visitando il sito ufficiale del gioco non ho potuto inoltre fare a meno di notare una scritta campeggiare nell’angolo superiore destro, la quale recita un nome per me nuovo, ovvero Darwinia+. Di cosa si tratti non ne ho ancora la minima idea, ma che ci sarà ancora altro da vedere del mondo dello strano dottor Sepulveda si può esserne certi.

Con un filo di dubbio circa il futuro di Introversion Software, la cui fantasia ho sempre voluto premiare e che ho sempre ritenuto svolgere un lavoro encomiabile, e nella speranza che non si abbandoni principalmente al riutilizzo di quanto già creato, ma che al contrario continui a evolversi e a migliorarsi come ha fatto sinora, guardo a questo Multiwinia con molta curiosità, anche se sinceramente (e per la prima volta) devo ammettere di nutrire più di un dubbio circa l’acquisto di questa nuova pubblicazione.

Molto probabilmente a questo turno attenderò al fine di vedere quale sarà il prossimo frutto della grande immaginazione di questa software house (che mi auguro non essere Darwinia+).

Aggiornamento: come ho appena appreso da questa notizia, Darwinia+ è in realtà il nome della versione comprensiva sia del gioco base che della sua nuova edizione, e dunque sia di singleplayer che di multiplayer, che verrà pubblicata in autunno per Xbox360.

Qualcosa è cambiato

Agosto 27, 2008 - Nessuna risposta

Un blog, per definizione, è uno spazio in costante evoluzione, ancor più di altri strumenti a lui simili. Tutto questo naturalmente a patto che non venga abbandonato, cosa che non capita così infrequentemente in un universo “internettiano” dal rapido sviluppo ove chiunque ha la possibilità di ritagliarsi uno spazio suo. Fatta dunque eccezione di prematuri disinteressi, dei quali il Diario non deve certamente ancora preoccuparsi, un blogger è quasi sempre alla ricerca di nuovi modi per far crescere ed evolvere il proprio sito personale. Io non faccio eccezione.

In seguito a ogni ritorno vacanziero, ove letteralmente mi rigenero in vista di un nuovo assillante anno lavorativo, il desiderio di rimettersi in gioco cresce nuovamente in me sino a spingermi a ricominciare da dove mi ero interrotto causa stanchezza. Con un G.I.T. offline causa contrattempi non voluti (a tal proposito leggete qui e qui), la mia attenzione si è concentrata quasi interamente su questo blog. I risultati sono stati vari, alcuni già conclusi nei giorni scorsi, altri appena “deployati” (termine mutuato dall’inglese “to deploy”… derivazione come moltissime se ne sentono, purtroppo per molti versi, in campo informatico) o ancora in corso.

Facendo un rapido riepilogo e dunque accennano anche alle novità di oggi, ecco cosa è cambiato sul Diario nel corso di questi giorni:

  • creazione di un mirror di download per ciascun lavoro del Game Italian Translation (link)
  • integrazione applicazioni flash nei post e nelle pagine in maniera modulare (tramite “Custom Fields”)
  • gestione dinamica delle citazioni presenti in home page a inizio pagina, con frasi di autori quali Foscolo, Goethe, Eco, Valéry, Pirandello e Paz (link)
  • pubblicazione di una versione consultabile online della Guida introduttiva alla traduzione di videogiochi per PC, grazie al servizio offerto da Issuu (link)

A fianco di quanto elencato sopra, ci sono altri aspetti a cui vorrei lavorare nei prossimi tempi, tra cui:

  • gestione dinamica dei download (compresi i file del Game Italian Translation)
  • creazione di un layout di stampa dei post e delle pagine
  • inclusione collegamenti ad altri miei profili su internet (LinkedIn, YouTube, ecc…)

Tutto questo non esclude un futuro rimaneggiamento anche più ampio, soprattutto per quanto riguarda l’organizzazione delle pagine che non mi soddisfa a pieno (per quanto risponda alle esigenze attuali).

Insomma, non si può certo dire che il Diario sia uno spazio inerme, anche se come ogni blog la sua natura strettamente personale lo rende quasi “intimo”… il cui scopo principale non è di essere divulgativo, bensì di essere una sorta di valvola di sfogo ove raccogliere pensieri più o meno fugaci (e anche file, perché no).

Aggiornamento 28/08/2008: nell’arco della giornata di ieri, e parzialmente di oggi, è già stato aggiunto un modulo di gestione dei download (i cui conteggi sono dunque appena partiti da zero e non tengono conto dei click effettuati col mio profilo), esteso anche alle traduzioni del G.I.T.. Sono state inoltre espanse le citazioni con alcune frasi di autori quali Levý, Huet, Maimonide e Dante.