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Weblog di Marco “Cav” Macciò
Fondatore e traduttore Game Italian Translation

Ottima fra le traduzioni quella che ecciterà le stesse passioni nell'anima, e le stesse immagini alla fantasia con lo stesso effetto dell'originale - Ugo Foscolo
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DtPad 2.1.0.40 / 2.1.1.40

Settembre 5, 2011 - Nessuna risposta

Nota: agli utenti di Windows Vista e Windows 7 si consiglia di utilizzare il setup per installare DtPad, invece della versione in archivio.

Attenzione: a seguito dell’aggiornamento alcune sessioni create con precedenti versioni di DtPad potrebbero smettere di funzionare correttamente. Eventuali errori saranno comunque segnalati all’apertura delle stesse.

Executable file DtPad 2.5.0.40 (12/01/2012) - Setup
Executable file DtPad 2.5.0.40 (12/01/2012) - Archivio

Clicca qui per leggere la scheda di DtPad.


Con la versione 2 di DtPad, ancitipata su ogni pianificazione a causa di radicali sviluppi sul codice, sono cambiati diversi aspetti di questo editor. Questo suo primo update, che si può tornare a installare usando l’aggiornamento interno all’applicazione (menu “? -> Controlla aggiornamenti…”) introduce alcune nuove funzionalità minori e riscrive interamente la sua interazione con Dropbox, che ora tutti possono usare liberamente. Oltre a ciò, la versione 2.1.0.40 corregge alcuni errori, soprattutto riguardanti la gestione delle sessioni.

Ecco l’elenco completo:

  • Nuova feature conversione pagina HTML in testo lineare (”Azioni -> Converti -> Pagina HTML in testo”)
  • Nuova feature introduzione bottone di “Ricerca nei file” all’interno della barra degli strumenti per un ancor più rapido accesso alla funzionalità
  • riscrittura dell’integrazione con Dropbox, ora disponibile pubblicamente (l’autenticazione avviene tramite la pagina web dello stesso Dropbox e nessun dato privato come username e password vengono storicizzati da DtPad)
  • Nuova feature possibilità di rinominare o cancellare (quest’ultima previa abilitazione nella finestra delle preferenze) di cartelle e file su Dropbox
  • Nuova feature possibilità di inclusione delle sessioni tra i file preferiti ad apertura rapida (identificati dal prefisso “[S]”)
  • miglioramento affidabilità della validazione e formattazione di documenti HTML e XML
  • aggiornamento componente Be.HexEditor
  • aggiornamento componente iTextSharp, con miglior gestione in lettura ed estrazione del contenuto di file PDF testuali
  • corretto bug salvataggio sessione se si annulla il salvataggio di un file aperto (l’esecuzione ora si interrompe attendendo che l’utente decida come procedere)
  • corretti diversi altri bug in salvataggio e apertura di sessioni
  • diverse migliorie al codice, all’interfaccia e alla localizzazione

Aggiornamento 07/09/2011: è stato rilasciato un semplice aggiornamento che risolve alcuni bug e semplifica la procedura di autenticazione verso Dropbox. Questo il changeset:

  • integrazione in DtPad dell’apertura della pagina di autenticazione su Dropbox (prima veniva aperto Internet Explorer e il programma non era in grado di determinare autonomamente la buona riuscita dell’operazione)
  • risoluzione bug di evidenziazione del testo in fase di ricerca e sostituzione
  • riscrittura modulo SharpBox (ora personalizzato sulle esigenze di DtPad e indipendente dal progetto su Codeplex) causa dipendenza dal modulo System.Web che richiedeva un’installazione completa del framework .NET 4
  • alcune migliorie al codice e all’interfaccia

Digitale a mano libera

Settembre 2, 2011 - Nessuna risposta

Non sono un disegnatore particolarmente abile, anzi. Sebbene in tempi remoti il disegno, prima a mano libera poi tecnico, sia stato da me assai apprezzato, ho da tempo abbandonato ogni velleità a tal proposito. Non è infatti sufficiente saper disegnare, ma bisogna avere anche una fantasia e una creatività che spesso nel disegno libero veniva a mancarmi, vero motivo per il quale ad esso predilessi quello tecnico. Sia quel che sia, ancora oggi di tanto in tanto mi piace poter usare matita e penna, pur per puro e disinteressato diletto.

Per questo motivo non ho potuto che restare a bocca aperta dopo aver visto questo filmato

Premetto, anzi “postmetto”, che da tempo trovo intriganti le tavolette grafiche e che un po’ di tempo fa stavo per impossessarmi di una di esse; per quanto però mi attraessero, un dubbio sul loro effettivo utilizzo riusciva sempre a palesarsi. Ne ho infatti provate un paio (a basso costo… medio totalpiù) e in entrambi i casi mi sono trovato piuttosto male, nulla che si potesse paragonare a un vero disegno a mano libera. Forse però Inkling di Wacom è la prima soluzione che riesce ad accomunare il tratto classico alla sua rappresentazione digitale, ovvero esattamente ciò che coltivavo in mente.

Non vedo l’ora di provarla. Questa penna infatti non ho intenzione di farmela scappare e finalmente soddisferò questo piccolo desiderio. Spero poi, col tempo, di riuscire a buttare qui sul Diario due righe sul suo utilizzo.

Per esser delusi bisogna prima esser illusi

Agosto 31, 2011 - Una risposta

Ricordate Gioventù Ribelle, il fantomatico progetto diretto da Raoul Carbone e spelleggiato da Marco Accordi Rickards? Be’, rileggendo un po’ il Diario mi è tornata in mente la questione del 150esimo dell’unità d’Italia e con rammarico (ma non sorpresa), ho scoperto che sul sito relativo all’iniziativa promossa dal governo… non c’è alcuna traccia di questo videogioco che doveva ricordare e celebrare questo evento anche sui nostri computer. Ogni barlume di speranza di sapere che fine hanno fatto i soldi destinati al progetto, nonché il progetto stesso, è così sfumato in una nube di “faremo” e di promesse sottoposte mesi addietro. Le stesse promesse che si rifanno a quel Pulcinella a cui accennavo a marzo.

Trovo conferma di quanto sopra anche su ArsLudica, dove senza troppi giri di parole si constata la triste fine della nostra gioventù (in forma videoludica, s’intende). Non è comunque sola: condivide infatti il suo destino con Wings of Magic, altro progetto capitanato da Carbone pressoché scomparso nel nulla, con la altresì defunta Black Sheep Studios, il cui sito è del tutto irraggiungibile, e con ViGaMus, museo del videogioco che Accordi (ovvero AIOMI) doveva aprire in quel di Roma per mostrare cosa è davvero il videogioco e quale evoluzione abbia vissuto nel corso degli anni.

ViGaMus

Ebbene sì, persino quest’ultima iniziativa, appoggiata peraltro anche da Alemanno e dal governo (altri fondi pubblici destinati a Carbone e Accordi?) che ne aveva promesso l’avvio entro la primavera del 2011, è sfumata in niente, almeno per il momento. Lo stesso sito ufficiale di ViGaMus porta come data di apertura un laconico “Spring 2011″; si sono scordati persino del sito, oltre che del progetto. Ancor peggio, sulla home page di AIOMI campeggia questa frase:

AIOMI PRESENTA “VIGAMUS”, IL MUSEO DEL VIDEOGIOCO. Nel 2010 il primo centro italiano ed europeo dedicato alla cultura, all’arte e alla storia del videogioco Roma, 22 gennaio 2010 ViGaMus (Video Game Museum), il primo Museo permanente europeo del Videogioco, nascerà a Roma nel 2010 e sarà parte…

Magari il tempo darà torto a previsioni così “torve” e il museo si mostrerà in tutta la sua magnificenza, insieme magari ai prodotti della ex Black Sheep Studios; io naturalmente sono sempre qui che attendo pazientemente di vedere qualche risultato concreto.

Certo è che è triste costatare come chi in Italia dovrebbe risollevare le sorti dell’immagine videoludica sia del tutto incapace di gestire un qualsivoglia progetto, piccolo o grosso che sia, sempre che il tutto non celi solo il solito interesse italico a raccogliere fondi per poi promettere progetti che mai vedranno la luce (o del cui destino perlomeno non si ha alcuna idea, il che mostrerebbe il fianco al dilettantismo). Lungi da me voler formulare comunque questa o altre accuse, anche se temo che il tempo e le circostanze parlino ampiamente sempre più. Resta l’augurio a cui accennavo sopra di veder risorgere questa situazione. Magari non in mano a gatti e volpi, però.

Sconti irreali

Agosto 30, 2011 - Nessuna risposta

Gli sconti non mi sono mai piaciuti molto; spesso ci aiutano ad acquistare un prodotto a un prezzo inferiore percependone dunque il lato vantaggioso, ma altrettanto spesso si rivelano essere specchi per allodole, appositamente preparati per ingannare l’acquirente il quale pensa di entrare in possesso di un bene a un costo inferiore, salvo poi pagare semplicemente ciò che era dovuto.

Il tutto poi è particolarmente esaltato su quei prodotti ove lo sconto avviene sin troppo frequentemente per non poter esser considerato qualcosa di studiato a tavolino, strategia commerciale basata sull’incremento del prezzo base al fine di generare entusiasmo al suo (inevitabile) ribasso.

E’ questo il caso degli editori o delle grandi librerie (vere e virtuali), che frequentemente pubblicano libri a costi elevati, salvo poi promuovere sconti e promozioni al limite della svendita; “acquista ora al 50% di sconto” è una frase che abbiamo letto spesso su internet e su cartelli presenti presso diversi punti vendita.

Ma è necessario scontare sempre e tanto? Se tale sconto è previsto a livello di strategia di vendita, perché piuttosto non ridurre alla base il prezzo di uscita e quindi avvicinare il costo agli acquirenti finali, che si rivolgano alla catena o al piccolo negozio sotto casa? Così facendo non si generebbero “grandi occasioni” (il 50% di cui sopra), ma si eviterebbero grosse disparità di trattamento.

Sconti irreali

Gaspare Bona se lo chiede su l’Unità del 21 luglio scorso e conclude che lo sconto non fa davvero il gioco del cliente e che un controllo sull’editoria, pur sulla falsa riga di altre nazioni europee, sia in qualche modo necessaria oltre che benvenuta.

La legge sul prezzo del libro, che entrerà in vigore dal prossimo 1° settembre, dovrebbe regolamentare tutto ciò. Il condizionale è ancora d’obbligo, perché in realtà questa legge suona un po’ come quel tentativo di uniformarsi al resto del mondo civile, senza però sconvolgere davvero del tutto il pregresso; il limite scontabile c’è, temporale anche, ma il primo arriva al 15% contro il 5% normalmente europeo e il secondo vieta questa strategia commerciale nel solo mese di dicembre.

E’ però un primo tentativo reale di cercare di far scendere il prezzo del libro alla radice, unificando grande, media e piccola distribuzione e incidendo su tutti gli acquirenti in maniera più paritaria, piuttosto che avvantaggiare (per davvero o per percezione?) colui che riesce a cogliere un’improponibile sconto. Certamente non ha fatto tutti contenti; il web contiene molte lamentele a proposito, ma forse qualcosa si otterrà.

O forse, siamo sempre in Italia e sempre in una situazione precabile, si troverà presto il modo per aggirare il limite. Sempre che il limite del 15% basti davvero a risolvere la situazione.

DtPad 2.0.0.40

Luglio 22, 2011 - Nessuna risposta

Note: questa versione introduce molte nuove feature e innumerevoli cambiamenti al codice. Per questo motivo si è deciso di azzerare la numerazione degli aggiornamenti, introducendo una nuova major-version.

Attenzione: non sarà possibile aggiornare le precedenti versioni di DtPad (inclusa l’ultima 1.7.1.35) usando l’apposito Updater. Per poter disporre della nuova 2.0.0.40 sarà necessario reinstallare l’applicazione. Agli utenti di Windows Vista e Windows 7 si consiglia caldamente di utilizzare il setup, invece della versione in archivio!

Executable file DtPad 2.5.0.40 (12/01/2012) - Setup
Executable file DtPad 2.5.0.40 (12/01/2012) - Archivio

Clicca qui per leggere la scheda di DtPad.


Diverse cose sono cambiate su DtPad negli ultimi mesi, vero motivo per il quale non si sono visti ulteriori aggiornamenti dall’ultima 1.7.1.35. Su tutti sovrasta la migrazione al framework .NET 4.0 (ora richiesto), l’isolamento delle password in un file criptato (finalmente più sicuro) e una gestione più puntuale degli encoding, compreso l’UTF-8 privo di BOM (Byte Order Mark).Ma vediamole nel dettaglio:

  • migrazione al framework .NET 4, ora richiesto al fine di poter eseguire DtPad
  • Nuova feature pieno supporto alla JumpList di Windows 7 (link rapidi da menu start e dalla barra delle applicazioni)
  • Nuova feature crittazione di utenze e password (es. proxy) all’interno di un file separato al fine di mettere definitivamente in sicurezza i dati sensibili dell’utente
  • Nuova feature gestione mantenimento elenchi puntati (finestra delle preferenze, “Formato -> Mantieni elenchi puntati quando si va a capo”)
  • Nuova feature supporto a encoding UTF-8 senza BOM e UTF-16 Little Endian
  • Nuova feature integrazione traduzione testi anche per la lingua francese, spagnola e tedesca, inclusa la possibilità di tradurre intere frasi contemporaneamente (prima era possibile tradurre solo una frase alla volta)
  • Nuova feature possibilità di evidenziazione dei risultati ottenuti in fase di ricerca testo
  • Nuova feature lista ultimi URL selezionati all’apertura di una pagina web (”File -> Apri -> Sorgente pagina web…”)
  • Nuova feature formattazione e decodifica standard URL (”Azioni -> Formatta -> URL”)
  • Nuova feature possibilità di elencare tramite “Esplora risorse” interno (pannello destro) il contenuto di una cartella riportando la dimensione di ciascun file o sottocartella
  • Nuova feature colorazione tab tramite menu contestuale
  • Nuova feature incolla speciale con gestione sorgenti HTML e RTF
  • Nuova feature integrazione ricerca testo su Wikipedia
  • Nuova feature nuove modalità di ricerca ed esportazione liste di nomi file dal pannello interno di esplora risorse
  • soluzione definitiva alla mancanza di permessi in avvio sotto Windows Vista e Windows 7, anche senza installare il programma tramite “DtPad Setup”
  • miglioramento prestazionale nel mantenimento degli spazi di inizio riga quando la relativa impostazione è attivata nella finestra delle preferenze (”Formato -> Mantieni spazi iniziali quando si va a capo”)
  • miglioramento del pannello laterale di “Esplora risorse”, con possibilità di selezione rapida di un percorso noto
  • ampliamento finestra delle preferenze, al fine di garantire maggior spazio per nuove impostazione e una più usabile modifica delle stesse
  • miglior disposizione delle impostazioni di lingua nella finestra delle preferenze (”Lingua”)
  • menu contestuale ad-hoc anche negli elementi ancora da definire
  • aggiornamento componenti DevExpress per la visualizzazione di elementi grafici
  • aggiornamento componente SharpBox per l’integrazione con Dropbox
  • aggiornamento componente Be.HexEditor, con possibilità di copia dei valori esadecimali
  • aggiornamento componente SharpZip, con evidenziazione del percorso dei file contenuti negli archivi ZIP gestiti con DtPad, copia dell’elenco dei file contenuti e correzione conteggi dimensioni file
  • aggiornamento componente iTextSharp
  • correzione bug in fase di ridimensionamento finestra avendo il pannello delle note aperto
  • correzione bug nella finestra di ricerca nei file
  • correzione bug modifica zoom usando la combinazione CTRL + rotella del mouse
  • correzione bug DtPad Updater (aggiornamento parametri inesistenti)
  • aggiornamento licenza d’uso alla 3.0 Creative Commons Attribution (creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/3.0)
  • snellimento del pacchetto di installazione (rimosse DLL non più utilizzate)
  • innumerevoli migliorie, correzione bug e ottimizzazioni a codice e interfaccia

Pensieri, riflessioni, idee e sogni di un…

Giugno 28, 2011 - Nessuna risposta

Da oggi un nuovo sottotitolo campeggia su ogni pagina del Diario: in realtà dovrei dire “finalmente”, in quanto la modifica si è resa necessaria già svariato tempo addietro, sebbene ne abbia sempre rimandato l’intervento. Peraltro c’è anche un motivo pratico per cui ho colto l’occasione di aggiornare tale sottotitolo, ovvero la decisione di creare una sorta di area ricorrente, sotto il nome di “DP_Source”, che pubblichi un po’ del codice sorgente di DtPad, applicativo che ho sviluppato a spizzichi e bocconi nell’arco degli ultimi due anni.

Pensieri, riflessioni, idee e sogni di un…

Questo diario è dunque sempre meno “traduttivo”, e sempre più programmativo. Niente di eccessivamente tecnico, perché questa non è la sede adatta, né ho il tempo o il desiderio di impelagarmi nella rete dei milioni di siti personali che trattano di questo mestiere; si tratta semplicemente di lasciare l’opportunità di poter visionare parti del codice del mio editor testuale (sviluppato come passatempo, non dimentichiamolo mai, grazie!) ed eventualmente di prenderne spunto. O di suggerire soluzioni migliori, qualora qualcuno ne fosse interessato.

Certo è, comunque, che la traduzione ha dovuto negli anni lasciare spazio al lavoro e alla vita, perdendo di conseguenza spazio in questa mia dimensione internettiana. Ciò non significa che il Diario debba chiudere i battenti: sempre traduttore rimarrà, seppur ex, solamente con una tendenza di argomenti un po’ differente, come d’altra parte si può notare osservando gli ultimi post.

Rilevare la codifica di un file col framework .NET (C#)

Giugno 24, 2011 - Nessuna risposta

Avete mai provato a gestire gli encoding all’interno di un’applicazione sviluppata sul framework .NET? Se la risposta è sì, allora sapete quanto può essere a volte frustrante gestire questa “non-scienza”. Perché di ciò si tratta: mentre alcuni encoding dispongono di un preambolo di alcuni byte a inizio file che fungono a mo’ di “ehi, sono io“, altri non possiedono questa caratteristica e pertanto comprendere la natura della codifica del contenuto di un file diventa un processo basato sulla predizione e su tentativi da effettuarsi l’uno dietro l’altro… finché uno di essi non va bene. E anche così non si ottiene la certezza matematica di aver individuato la soluzione definitivamente corretta.

Le fonti che si trovano su internet a proposito di questo tema sono davvero molteplici, diverse delle quali propogono soluzioni parziali: in particolar modo in molti non considerano gli Unicode privi di BOM (Byte Order Mark), identificando come Encoding.ASCII tutto ciò che non ha un preambolo. Persino DtPad ragiona in questo modo, perlomeno nella versione 1.7, perché dalla prossima anche questo particolare è stato risolto. Almeno per il momento.

Qui di seguito riporto il codice da me utilizzato (utilizzato dall’ottava versione di DtPad, ancora non pubblica), scritto in C#.

Naturalmente chiunque avesse migliori soluzioni a portata di mano (io ancora non ne ho trovate) mi scriva pure!

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using System;
using System.IO;
using System.Linq;
using System.Text;
 
[...] //Class declaration
 
private static Encoding GetDefaultEncoding()
{
	return new UTF8Encoding(true);
}
 
private static Encoding GetFileEncoding(String fileName, out bool withBOM)
{
	Encoding result = null;
	FileInfo fileInfo = new FileInfo(fileName);
	FileStream fileStream = null;
	withBOM = true;
 
	try
	{
		fileStream = fileInfo.OpenRead();
		Encoding[] unicodeEncodings = { Encoding.BigEndianUnicode, Encoding.UTF32,
						new UTF8Encoding(true), Encoding.Unicode };
 
		for (int i = 0; result == null && i < unicodeEncodings.Length; i++)
		{
			fileStream.Position = 0;
			byte[] preamble = unicodeEncodings[i].GetPreamble();
			bool preamblesAreEqual = true;
 
			for (int j = 0; preamblesAreEqual && j < preamble.Length; j++)
			{
				preamblesAreEqual = (preamble[j] == fileStream.ReadByte());
			}
 
			if (!preamblesAreEqual)
			{
				continue;
			}
			result = unicodeEncodings[i];
		}
 
		if (result == null) //UTF8 without BOM or default?
		{
			byte[] byteArray = new byte[Convert.ToInt32(fileStream.Length)];
			fileStream.Read(byteArray, 0, Convert.ToInt32(fileStream.Length));
			String sASCII = Encoding.ASCII.GetString(byteArray);
			String sUTF8 = new UTF8Encoding(false).GetString(byteArray);
 
			if (sASCII == sUTF8) //If they are equal let default value decide
					     //if it is UTF-8 without BOM, otherwise default
			{
				if (GetDefaultEncoding() == new UTF8Encoding(false))
				{
					withBOM = false;
					result = new UTF8Encoding(false);
				}
				else
				{
					result = Encoding.Default;
				}
			}
			else //Otherwise I try to find an error character into file content
			{
				if (sUTF8.Any(c => c == 65533))
				{
					result = Encoding.Default;
				}
				if (result == null)
				{
					withBOM = false;
					result = new UTF8Encoding(false);
				}
			}
		}
	}
	catch (IOException)
	{
	}
	finally
	{
		if (fileStream != null)
		{
			fileStream.Close();
		}
	}
 
	return result ?? (Encoding.Default);
}

Scommesse digitali

Aprile 11, 2011 - Nessuna risposta

The Daily è in crisi; a sottolinearlo è (tra i tanti) BusinessMagazine in uno dei suoi articoli di oggi. L’ammanco è decisamente sostanziale e annovera una differenza di 745.000 abbonamenti tra quelli desiderati, per raggiungere il punto di pareggio, e quelli effettivi. Troppi, anche per le finanze di Rupert Murdoch.

The Daily è innanzitutto un esperimento, ma forse ancor prima è una scommessa ad opera di un visionario; giornale elettronico nato da un’idea del noto magnate australiano, questo settimanale si presenta non come un qualsiasi foglio quotidiano, bensì come una sorta di “Newsweek” dotato di una funzionalità della quale la carta stampata non può, suo malgrado, dotarsi, ovvero l’interattività.

Per farsi un’idea ci sono comunque diversi strumenti, più o meno analoghi: a livello internazionale un buon esempio è l’applicazione della CNN per iPad. Articoli aggiornati giorno dopo giorno e scritti in maniera cristallina (la stampa italiana avrebbe molto da imparare da essa, ma sebbene ci provi di continuo, altrettanto di continuo fallisce) con a fianco filmati, la possibilità di salvare articoli interessanti, integrarli con social network o altre fonti esterne. Se però lo strumento è tra CNN e The Daily piuttosto paritario, altrettanto non è il tipo di informazione: tanto il primo è concentrato sulla notizia, senza troppi fronzoli, tanto l’altro vorrebbe “raccontare” il mondo, settimana dopo settimana.

The Daily

Più similare come impostazione è R7, di Repubblica (naturalmente sempre su iPad). Anche questo periodico non cerca di riportare notizie, ma critiche e articoli più ampi con uno strumento che non si limita solo a riportare la carta stampata su schermo, bensì ne sperimenta nuove potenzialità in forma digitale. R7, come anche La Vita Nòva del Sole 24 Ore, è dunque forse il paragone più attinente con la rivista di Murdoch, anche se i contenuti difficilmente si possono paragonare.

Ciò che comunque rende The Daily un esperimento ancora più azzardato di altri è l’investimento (pur solo iniziale e quindi scevro del mantenimento) di ciò che viene stimanto in 30 milioni di dollari, dei quali non si può rientrare con solo 5.000 abbonati a fronte degli oltre 750.000 richiesti dalle stime per raggiungere il solo punto di pareggio. Il perché viene in parte argomentato nell’articolo di BusinessMagazine, ma non spiega comunque la scarsa reazione del pubblico.

Già, il pubblico: senza di esso non si può giungere a fine mese, ma non è facile tenerselo stretto, a maggior ragione in campo informativo, dove per ottenere aggiornamenti ci si può rivolgere nell’era di internet a migliaia di canali gratuiti. Alla fine anche su prezzi bassi (The Daily richiede solo quasi 40 dollari l’anno per esser letto) vince la convenienza del momento: pago o cerco su Google? Probabilmente però non giova nemmeno il fatto che l’iPad non ha ancora convinto sul lato editoriale.

Certamente l’iPad è un ottimo strumento per farci molte cose, ma per leggere? La gente ancora non ha preso una decisione chiara e con un’offerta ebook ancora traballante in molte nazioni (eBook italiani in crisi: pochi libri e troppe tasse) è difficile spingersi in questa direzione in maniera decisiva. Nel frattempo si rivolge un po’ dove capita, sull’iPad, o alle solite fonti di sempre.

Vita Nòva

Apple dal canto suo poi ha deciso a inizio 2011 di rendere la vita ancora un po’ più difficile agli editori, con la regola (imposta) di far passare dal proprio store tutti gli acquisti legati al mondo di quest’ultimi, compresi gli abbonamenti. Risultato: il 30% delle transazioni non finisce nelle casse degli editori, ma di Apple stessa. Troppo perché, contando tutto, il gioco valga davvero la candela.

Per evitare questa situazione c’è chi ha già iniziato a studiare soluzioni alternative: Rizzoli ha sviluppato un’applicazione web che permette, direttamente da Safari e senza bisogno di visualizzarne le barre, di acquistare via internet ebook senza dover trasferire crediti a Cupertino. Per leggere poi i libri ci pensa iBooks, fornito dalla stessa Apple.

Va da sé che questo funziona perché si parla “solo” di ebook, che pertanto non necessitano di un software definito ad-hoc per essere letti: Murdoch con The Daily non può fare altrettanto, e quindi a lui non resta che accettare le condizioni dell’App Store, volente o nolente. Almeno per ora. Almeno finché non dovrà annunciare il fallimento del suo progetto, cosa che sinceramente non mi auguro proprio dato l’interesse che secondo me si cela dietro a questo esperimento.

DtPad 1.7.0.35 / 1.7.1.35

Marzo 25, 2011 - Nessuna risposta

Note: questa versione introduce diverse feature, tra cui la possibilità di interagire (lettura e scrittura) verso account Dropbox e corregge alcuni bug.

Attenzione: in caso di problemi con la procedura di aggiornamento si consiglia di utilizzare il setup d’installazione, il quale se eseguito nella stessa cartella ove è già presente DtPad si limiterà ad aggiornare il programma senza modificare i file di configurazione e i file di supporto (es. note).

Executable file DtPad 2.5.0.40 (12/01/2012) - Setup
Executable file DtPad 2.5.0.40 (12/01/2012) - Archivio

Clicca qui per leggere la scheda di DtPad.


E’ giunto il settimo aggiornamento di DtPad, contenente al suo interno:

  • Nuova feature apertura e scrittura file da Dropbox (potrebbe non funzionare correttamente sotto alcuni proxy)

Logo Dropbox

  • Nuova feature gestione filtri di esclusione nella ricerca nei file
  • Nuova feature capacità di estrazione da archivi ZIP protetti da password
  • Nuova feature visualizzazione di numeri colonna nell’area principale di testo
  • Nuova feature inserimento nel testo di una visualizzazione per il controllo delle colonne (”Azioni -> Inserisci -> Numeri di colonna”)
  • Nuova feature nelle statistiche ora viene mostrato anche il numero massimo di colonne
  • miglior evidenza del contenuto di DtPad quando questo è minimizzato in tray
  • correzione di un bug bloccante nell’uso del setup di installazione di DtPad (la cartella di destinazione andava creata a mano)
  • correzione bug in casi di omonimia parziale di “section” su file hosts di Windows nel pannello “Configuratore file hosts”
  • correzione bug ricerca testo multiplo su Google
  • correzione bug annullamento dell’azione di inserimento dei numeri riga (”Azioni -> Inserisci -> Numeri di riga”)
  • correzione bug nel controllo di righe massime consentite in fase di incolla testo da sorgenti esterne
  • correzione bug nella ricerca di occorrenze di un testo contenente caratteri di a-capo
  • pulitura del codice e correzione di alcuni errori di localizzazione

Aggiornamento 28/03/2011: purtroppo a causa di una limitazione imposta dall’attivazione dell’integrazione con Dropbox, il collegamento con lo stesso non risultava funzionante per quasi tutti gli utenti. Per evitare problemi è stata momentaneamente rimossa. Al tempo stesso questa patch introuce un miglioramento della criptazione dei dati relativi a password nel file di configurazione di DtPad, al fine di garantire una maggior sicurezza. Gli utenti che possiedono una configurazione proxy salvata, a seguito dell’installazione di questo aggiornamento, dovanno necessariamente reinserire la password nella finestra delle preferenze!

Sviluppatori ribelli

Marzo 23, 2011 - Una risposta

Nota: come in passato, specifico che quanto segue è un resoconto tenuto da terzi circa eventi recenti, e qui riassunto. Chiunque volesse argomentare oltre o rivedere quanto scritto, è liberissimo di contattarmi e di argomentare le sue ragioni, le quali non verranno in alcun modo censurate, bensì pubblicamente riportate (se inviate in forma privata) previo esplicito consenso.


Passano i mesi, l’attenzione si sposta altrove, ma i vizi restano quelli di Pulcinella; andiamo comunque con ordine. Il soggetto di questo post è Gioventù Ribelle, un videogioco appartenente a un’iniziativa del Ministero della Gioventù che ha attraversato diversi campi al fine di promuovere l’appena trascorso 150esimo dell’unità d’Italia. Sul sito ufficiale del gioco si legge:

Gioventù Ribelle è un programma del Ministero della Gioventù, realizzato in collaborazione con il Comitato per le celebrazioni del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia, l’Istituto per la storia del Risorgimento italiano, Museo Centrale del Risorgimento e numerosi altri enti ed istituzioni. Gioventù Ribelle è innanzitutto un tributo alla generazione che 150 anni fa fece da levatrice al sogno di unità nazionale. E’ un progetto che si snoda attraverso molteplici iniziative e lungo l’intero territorio italiano, realizzato per coinvolgere i giovani di oggi in un viaggio nella memoria appassionante, ma anche ricco di suggestioni per valorizzare il proprio presente.

Gioventù Ribelle è un videogioco per immedesimarsi nei ragazzi e nelle ragazze che fecero l’Italia. Per imparare le tappe storiche che condussero all’unità della nazione. Uno strumento ludico e formativo nello stesso tempo. Il mezzo più diffuso di intrattenimento tra le giovani generazioni messo al servizio della memoria nazionale. Il progetto è realizzato in collaborazione con il Gruppo Produttori Italiani di Videogiochi di Assoknowledge, Confindustria. - Gioventù Ribelle

Assoknowledge è una vecchia conoscenza per chi dalla metà del 2009 ha seguito le vicende della nascita della filiera dei produttori di videogiochi. A tal proposito rimando ad alcuni post apparsi proprio su questo weblog (ordinati dal più recente al più datato):

Ma cosa è “Gioventù Ribelle”? Stando a quanto si legge sul forum di Multiplayer.it, dove ha scritto uno dei suoi autori (in arte Schaty), si tratta in realtà di un progetto sviluppato in tutta fretta da alcuni studenti universitari per la loro tesi presso lo IED, istituto dove peraltro è protagonista (tra gli altri) Raoul Carbone, i cui molteplici ruoli sono stati elencati nell’ultimo dei post sopra elencati:

Il punto è che non è un gioco, e rispondo all’utente sopra di te che fa parte dello staff, e che quello scaricabile non è il prodotto finito ma una dimostrazione di una parte del livello mostrata al MAXXI di Roma per presentare al pubblico l’inizio del progetto.
Progetto gratuito che non sarà in vendita e che mostrerà solo le 3 battaglie più importanti del risorgimento italiano rappresentate nel prodotto finale…prodotto che non è costato nulla al pubblico ma che è solo la TESI mia e di altri 7 ragazzi della mia università
[…] E’ una TESI universitaria non un VIDEOGIOCO che competerà con gli FPS per CONSOLE o PC. Una TESI che approfitta del contesto dei 150 anni per avvicinare questo media al nostro Stato, TESI senza risorse economiche ovviamente né tempo sufficiente, tutto dovrà essere completato per il 2 giugno.
Ci siamo occupati dei modelli di oggetti e personaggi di questa dimostrazione in solo 2 settimane e non siamo un team di 100 persone.
Non è nulla di completo ma solo una dimostrazione, ripeto, DI UNA TESI di 8 studenti non di professionisti. […] - Multiplayer.it, Gioventù Ribelle, il videogioco dei 150 anni dell’unità d’Italia

Apparentemente sembra che tutto vada bene: alcuni ragazzi sviluppano una tesi, questa viene portata all’attenzione della nazione come esempio di produttività e tanti complimenti a tutti, se non fosse che il prodotto:

  • ha una qualità imbarazzante, pur per essere un prodotto amatoriale (senza tener conto della tesi)
  • è stato presentato come un successo italiano, da prendere come esempio

AIOMI, ente capitanato da Marco Accordi Rickards della “cordata Carbone-Accordi”, esclamava:

AIOMI, l’Associazione Italiana Opere Multimediali Interattive – Movimento per la Cultura del Videogioco, è lieta di diffondere le immagini che vedono il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano sperimentare il prototipo dell’opera multimediale interattiva Gioventù Ribelle, progetto videoludico annunciato dal gruppo di filiera dei Produttori Italiani di Videogiochi di Assoknowledge (Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici) in occasione dell’omonima iniziativa istituzionale volta a celebrare la ricorrenza dell’Unità d’Italia. In occasione della presentazione della Mostra “Gioventù Ribelle”, svoltasi il 3 novembre 2010 nel Museo Centrale del Risorgimento (Complesso del Vittoriano) a Roma ad opera del Ministro della Gioventù, On. Giorgia Meloni, il Presidente ha infatti incontrato Raoul Carbone, Presidente dei Produttori Italiani di Videogiochi di Assoknowledge – Confindustria, che gli ha illustrato l’opera, e ha toccato con mano il prodotto, navigando della ricostruzione virtuale della Repubblica Romana del 1849.

[…]
Napolitano alla presentazione del giocoRaoul Carbone, Presidente del Gruppo di Filiera dei Produttori Italiani di Videogiochi di Assoknowledge e Vice Presidente nonché cofondatore di AIOMI, ha dichiarato: “E’ un’ulteriore vittoria del Videogioco e di tutti coloro che da anni operano in questo settore. Illustrare Gioventù Ribelle al Presidente Giorgio Napolitano è stata un’emozione e un onore; fino a pochi mesi fa, un risultato del genere sarebbe stato inimmaginabile, oggi, grazie al lavoro svolto da Assoknowledge e AIOMI, anche questo importante obiettivo si è concretizzato”. - La Gioventù ribelle di Napolitano (morire dentro)

Insomma, ricapitolando quanto sinora esposto, è chiaro come Carbone e Accordi abbiano ancora quel cattivo vizietto di far apparire ciò che è, come ciò che non è: una tesi universitaria sotto forma di demo viene presentata come prodotto “vittoria del videogioco” e il frutto del lavoro di alcuni studenti universitari sfruttato per ottenere immagine e visibilità. Magari senza un grazie agli autori, visto che, sempre sul forum di Multiplayer.it, lo stesso autore Schaty dice (oltre a quanto sopra già citato):

Alla fine col nostro nome esce pure una cosa che non ci rappresenta.
Cosa otteniamo noi alla fine? Nulla, né soddisfazioni né riconoscimenti anzi, rabbia e delusione per qualcosa che non ci appartiene - Multiplayer.it, Gioventù Ribelle, il videogioco dei 150 anni dell’unità d’Italia

Il tutto ovviamente non è passato inosservato. Alla fine la gente si è accorta che il gioco era un prodotto assolutamente scadente e amatoriale, buono appunto per una demo, ma non certo per vantare qualità o vittorie, ed è così scoppiato un piccolo caso di cui hanno parlato in molti: c’è chi ha chiesto se ci fossero investimenti statali (su Playfields.net c’era chi diverso tempo fa ne parlava), chi ha cercato di capire se davvero dietro ci fossero i “migliori game designer italiani” e altro ancora.

L’esito è stata una modifica alla pagina ufficiale del videogioco, che ora riporta nelle FAQ chiaramente indicata la natura amatoriale del tutto. Tardiva, soprattutto se si contano, oltre all’annuncio in pompa magna di AIOMI e la presentazione a Napolitano, anche quanto detto sui mezzi d’informazione e sul sito stesso del Ministero:

Governo Italiano

Insomma, la solita vicenda all’italiana e l’ennesima dimostrazione che alla fine ciò che più importa per certa gente è trarre un vantaggio da ogni situazione. Sfruttare degli studenti, ingannare i mezzi d’informazione e far passare una demo per un prodotto fatto e finito è ovviamente del tutto secondario, soprattutto se una volta fatto tutto ciò si modifica una pagina esclamando “ma no, guardate che non è quel che appariva“. Nessuno ha lanciato il sasso e tutto amici come prima.

Aggiornamento 25/03/2011: Gioventù Ribelle non è più disponibile online. Nella pagina del gioco campeggia infatti ora questa laconica scritta:

La demo alfa non è più scaricabile, pubblicheremo il prodotto una volta ultimato - Gioventù Ribelle