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Il potere di un’immagine

E’ molto recente la mia scoperta di Flickr, e lo è in un contesto, quello dei social network, che trovo difficile da comprendere davvero a fondo; al pari di molti (e più per canoni comuni) possiedo un account su Facebook e uno su Google+. Del primo non comprendo la smania di accrescere il numero di amici includendo persone delle quali si sa poco o nulla, vuoi per lontananza vuoi per mille altri motivi, del secondo il vuoto che lo contraddistingue sin dalla sua festeggiata nascita. Di fatto Google+ assomiglia a una festa modaiola dove nessuno conosce nessuno e che pertanto si rivela essere noiosissima… seppur di tendenza e sulla bocca di tutti.

Oltre a ciò, è il caos insito in questi network che mi perplime maggiormente; il più delle volte si finisce per mirare contenuti ai quali non si attribuisce particolare rilevanza, quasi si stesse sfogliando un “Novella 2000″ che invece di trattare di grandi star e personaggi parla del vicino di casa, dell’ex-amico, del conoscente o collega d’ufficio. Il tutto sfiora dunque la curiosità, insita nella natura umana, ma si farebbe torto a limitare a questa visione Facebook e soci: è infatti vero che se ne possono fare usi differenti, anche di informazione o di organizzazione di eventi, dunque lo strumento “sociale” è in realtà più malleabile dell’utilizzo che se ne fa tradizionalmente.

Flickr, in questo scenario, è differente. E’ un libro fotografico che permette di mettere in mostra la propria passione senza troppe pretese, senza troppi giri di parole (spesso inutili) e senza perdite di tempo. Non ci sono nemmeno grosse discussioni, “mi piace” o commenti a infastidire il vero soggetto, protagonista del portale: le immagini. Quest’ultime parlano in pratica da sé.

BikeNYC

Prendiamo ad esempio l’iniziativa fotografica, riportata anche sul blog ufficiale di Flickr, nota come #BikeNYC (in stile “tag Twitter”, altro social network). Attraverso un semplice elenco di foto si propone di rappresentare una realtà spesso poco nota di New York, ovvero quella di coloro che ogni giorno attraversano la città usando la bicicletta come mezzo di trasporto: la grande mela non è infatti nota per questo volto, attribuito spesso e volentieri ad altre metropoli quali ad esempio Amsterdam o Pechino (per citarne due), e il ciclista non è visto come un attore a cui concedere troppi lussi.

L’autore di questa iniziativa avrebbe potuto spendere parole e parole cercando di trasmettere questo concetto di città aperta a tutti, anche alle biciclette, ma ha preferito invece dedicarsi a una raccolta di foto di persone pressoché sconosciute, fermate e posizionate appositamente per lo scopo. In pratica ha fatto ciò che non sto facendo io ora, ma per trasmettere quanto ho scritto sinora un’immagine temo proprio che non sarebbe stata sufficiente. Chapeau dunque a Dmitry Gudkov per l’idea e la conseguente realizzazione.

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