Pulcinella perde il pelo, ma non il vizio
L’industria videoludica? Tutto bene, anzi… meglio, stando al sempre eclettico duo Accordi-Carbone. Non stupiscono le dichiarazioni che hanno fatto seguito a all’iniziativa nota come Cartoons on the Bay 2010:
Roma, 16 marzo 2010
AIOMI, l’Associazione Italiana Opere Multimediali Interattive, esprime grande soddisfazione per il risultato ottenuto dall’industria italiana del videogioco alle nomination della categoria Animazione Interattiva dei Pulcinella Awards di Cartoons on the Bay 2010 (www.cartoonsbay.com), organizzato da Rai Trade in Rai Fiction e promosso dalla Rai.
Tra i videogiochi in concorso figurano infatti ben quattro titoli su cinque realizzati da software house tutte italiane: SuperBike 2009 di Milestone, Ciro di SpinVector Srl, Free Running di Raylight Games e Diabolik - The Original Sin di Artematica. I quattro paladini delle opere multimediali interattive italiane dovranno vedersela nientemeno che con il colossal di Naughty Dog Uncharted 2: Il Covo dei Ladri.
La sfida sarà agguerrita, ma trovarsi già in nomination, con una tale presenza di massa e all’interno di un concorso internazionale di grande prestigio come quello di Cartoons on the Bay, rappresenta un vero e proprio passo in avanti per il Videogioco ‘made in Italy’ nel suo lungo cammino verso un riconoscimento istituzionale e culturale all’interno del nostro Paese.Marco Accordi Rickards, Presidente di AIOMI: “La conquista di quattro nomination su cinque da parte di opere italiane è il chiaro segnale che si sta rafforzando un made in italy videoludico e che anche nel campo delle opere multimediali interattive la nostra nazione riesce ad esprimere quella creatività che l’ha resa famosa in tutte le altre manifestazioni dell’ingegno”.
Raoul Carbone, Presidente dei Produttori Italiani di Videogiochi di Assoknowledge - Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici: “L’industria Italiana dei videogiochi è in forte espansione. Anche se i prodotti italiani rappresentano al momento solo il 3% del fatturato del mercato videoludico del nostro Paese, questa è la dimostrazione che i nostri giochi stanno rapidamente raggiungendo gli standard internazionali e che presto verrà colmata tale sproporzione”. - Playfields.net
“Grande soddisfazione“, “quattro paladini“, “sfida agguerrita“, “conquista di quattro nomination“, “industria italiana dei videogiochi in forte espansione“… stupende parole che come questo duo ci ha abituato sembrano dipingere una realtà splendida, tutta dipinta di colori accesi e illuminati da una raggiante luce proveniente da un cielo privo di nuvole. Ha quasi qualcosa del poetico, se non fosse che non è tutto come appare.
Le stesse nomination hanno il solito sapore finto che solo certe manifestazioni tutte italiane sanno proporre ai propri spettatori. Il fatto che il titolo che maggiormente a livello globale ha ricevuto premi (Uncharted 2, naturalmente) sia affiancato a produzioni minori e di sicuro successo inferiore, suona (e non solo un po’) come l’ennesima scelta pilotata dalla nazionalità, piuttosto che dal riconoscimento di pregi e difetti. E, per inciso, questa è la solita ragione per la quale noi italiani non cresciamo in certi campi: invece di riconoscere i problemi e partire da essi per risolverli, li sotterriamo e facciamo finta che non esistano. Un “certo” Alan Mulally avrebbe qualcosa da ridire…
Ma è solo partigianeria quella che ha portato a scelte tanto altrimenti inspiegabili, o forse c’entra il fatto che “Raoul Carbone e Marco Accordi Rickards sono stati […] nella giuria dell’edizione 2009 [di questa manifestazione]” (fonte)? A pensar male… certo è che parlare di “sfida agguerrita” strappa più di un sorriso, seppur dal retrogusto piuttosto amaro.


