Affrontare i problemi per risolverli
I problemi non si risolvono da soli, e certamente non si risolvono non parlandone. Semmai perseverando in questo atteggiamento si rischia (ma più che un rischio è una certezza) di incorrere in incrementi degli stessi, i quali col tempo finiscono per acquisire dimensioni e rilevanza tale da diventare un serio scoglio evolutivo. L’informatica, il mio campo, è solo un esempio. Uno più autorevole, almeno agli occhi di un leader, viene da Alan Mulally, l’artefice del nuovo successo di Ford in un periodo e un settore ove gli Stati Uniti non sono più floridi come in passato.
Ecco un breve estratto dell’intervista apparsa sul numero 652 di Quattroruote (mese di febbraio 2010). L’augurio è che serva d’ispirazione a tutti coloro che pensano che basta non parlare dei problemi affinché essi non esistano.
Mr. Mulally, di cosa parlerete tra un paio di giorni, alla riunione settimanale? Lei riunisce ogni settimana tutti i manager che riportano a lei, no?
Sì, ci vediamo per due ore e mezzo o tre. Ogni singola regione del mondo, ogni mercato, ogni divisione dell’azienda viene esaminata attraverso una serie di tavole, di cartelle - 322 in totale - messe insieme dai responsabili delle varie aree e distinte da codici colore: rosso, giallo, verde. Il verde è tutto okay, il rosso denota un problema, che richiede attenzione.Avete molti rossi?
Certamente. Ford è un’azienda complessa e ramificata, con un gran numero di programmi in corso, un universo di fornitori, alcuni dei quali possono essere in difficoltà… L’idea è questa: si riconosce il problema, lo si evidenzia e per la settimana successiva tutti possono lavorare a una soluzione. Ci si aiuta a vicenda, cercando di passare dal rosso al verde.Beh, richiede un certo grado di coraggio per il responsabile di un’area esporre un colore rosso, o no?
Giusta osservazione, se l’ambiente non fosse sicuro. Se un manager si prendesse una lavata di capo perché la sua area ha un problema, non rivelerebbe mai un rosso e i problemi si trascinerebbero. Qui nessuno alza la voce, nessuno viene umiliato. Ci si aspetta che ci siano dei rossi. Anzi, i rossi sono benvenuti perché è un primo passo per risolvere i problemi.Una curiosità: quando ha introdotto per la prima volta il sistema dei codici colore?
La settimana in cui arrivai in Ford. E per un paio di settimane dopo l’introduzione, devo ammetterlo, le cartelle erano sempre tutte verdi. A un certo punto ho detto: “Signori, negli ultimi tempi abbiamo perduto un sacco di soldi. Siete proprio sicuri che non ci sia niente che non va?”. Allora qualcuno, mi pare sia stato Mark Fields, ha denunciato un problema tecnico all’apertura del portellone di un modello che stava per entrare in produzione. Sulla sala era sceso un silenzio di tomba. Io ho applaudito, dicendo: ottima visibilità, grazie. La settimana seguente le cartelle erano un arcobaleno di colori.

