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Innovazioni e valori aggiunti

Il cinema 3D è sempre più una realtà e, al pari di tanti videogiochi caratterizzati da molti effetti grafici e ben scarsi gameplay, si sta imponendo nemmeno poi tanto cautamente sul più tradizionale 2D a cui siamo abituati (e in taluni casi affezionati) da anni di pellicole visionate. Non tutte le evoluzioni sono spinte dagli acquirenti, spesso sono loro ad essere spinti dal mercato, e in questo caso mi viene spontaneo pensare che forse questa esigenza nasce più dal desiderio di cercare un’evoluzione ulteriore all’alta definizione piuttosto che dal sincero desiderio di vedere qualcosa di nuovo. Ovviamente una volta presentata al pubblico, essa non può che strabuzzare gli occhi davanti al primo sfavillante impatto, magari accompagnata da qualche fastidio ottico al quale si fa poca attenzione… in fondo non è forse vero che perché si appaia belli un po’ si deve soffrire?

Non stupisce del tutto l’articolo apparso sul Corriere alcuni giorni addietro. Il mio primo film 3D è stato Avatar, film tanto lodato quanto ben fatto graficamente e banale nella sceneggiatura. L’impatto è stato ingeneroso e privo di immagini atte ad abituare l’utente alla nuova visione, abbandonato a sé stesso di fronte a molecole d’acqua in primo piano e una strana sensazione di confusione. L’immagine tridimensionale non è naturale, sebbene la nostra visuale lo sia, ed è accentuata ponendo un primo piano in risalto su tutto il resto, col risultato che si ottiene un miglior risultato osservando la scena su questo stesso piano, dove il regista ha pensato si dovesse rivolgere lo spettatore.

Innovazioni e valori aggiunti

Quest’ultimo dunque è ancora più passivo rispetto a una pellicola tradizionale sulla quale generalmente è possibile rivolgere il proprio sguardo non solo sul fulcro della ripresa, ma anche su particolari minori, piccoli aspetti che a un occhio attento potrebbero non sfuggire e che in una visuale 3D probabilmente finirebbe per restare in secondo piano, fuori fuoco e disperso. Certo, il citazionismo non passa solo attraverso un particolare sullo sfondo, e Tarantino è un fulgido esempio di come si possa essere maestri in quest’arte senza per questo costringere lo spettatore a distrarsi, ma comunque è un qualcosa in meno, piuttosto che un vero e proprio valore aggiunto.

Prossimamente cercherò di vedere altri film in 3D, perché comunque non voglio scartare questa evoluzione senza prima averne compreso bene la natura… e sicuramente non prima di aver abituato la mia vista a ciò che essa ha da offrire. Il tutto sperando di non dover far prima ricorso a un ottico!

Una risposta

  1. Gravatar

    Il futuro del 3D è a rischio? Probabilmente è solamente incerto, almeno stando all’articolo apparso oggi sul sito del Corriere della Sera.

    http://www.corriere.it/cronache/10_marzo_17/cinema-3d-occhialini_875fe06c-31b4-11df-b03c-00144f02aabe.shtml

    Marco/Cav - Marzo 18, 2010 alle ore 8:35

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