Un momento di distrazione
Finché la vita trascorre normalmente non ci si rende conto di quanto certe abitudini siano parte integrante della nostra vita e come senza di esse saremmo più sperduti di quanto non penseremmo in loro presenza. Mi riferisco, ovviamente, anche la lavoro… quale abitudine intacca maggiormente la vita di una persona, se non quella che comanda le giornate dal lunedì al venerdì, dalla mattina alla sera?
Nel mio caso non si è mai verificato prima d’ora che restassi lontano da lavoro per più di due o tre settimane, non perlomeno da quando ho un lavoro fisso (non annovero naturalmente gli anni degli studi), e mai sono rimasto a casa per oltre una settimana. Quando il 21 dello scorso mese ho dunque preso ferie mi aspettavo di trascorrere alcuni giorni di riposo a cavallo del periodo Natale/capodanno per far ritorno appena dopo alla mia scrivania settimanale. Non facevo però i conti con la distrazione…
Una distrazione momentanea, dato che è stato sufficiente un solo secondo per perdere l’equilibrio e scivolare sopra a un misto di neve e pioggia che due venerdì fa ha causato la rotazione improvvisa, nonché dolorosa, del mio ginocchio destro. Il rumore è stato secco, duro e chiaro, e altrettanto chiara è stata la sensazione che non avevo solamente subito un colpo come molti altri. Solo dopo diverse ore ho constatato all’ospedale una lesione al menisco destro e forse (anche se mi auguro proprio di no) del crociato.

Esito di tutto ciò? Dopo esser tornato dalle ferie sono riuscito a lavorare un giorno solo prima di incorrere in un nuovo stop, questa volta assai meno piacevole di quello vacanziero che mi ha visto in compagnia di amici. Sono infatti bloccato e impossibilitato a recarmi presso l’ufficio, sebbene conservi tutte le mie capacità di ragionamento che sono né più, né meno di come non fossero prima dello scivolone.
Le abitudini, si diceva… sì, ho dovuto cambiarle, mutarle e reinventarmi qualcosa. Perché per una persona abituata a svolgere determinate mansioni, quali esse siano, e a cercare tempo per sé, trovarsi ad avere tutto il tempo che si vuole lascia spaesati. A lungo si è magari desiderato poter amministrare il proprio tempo, ma quando giunge il momento… Dov’è l’ufficio? Dove sono le mie abitudini? E ora cosa faccio?
Ai tempi dell’università ingannavo il mio tempo con diversi progetti, non certo ultimo il Game Italian Translation. Questa interruzione contemporanea è però destinata ad essere una parentesi di qualche mese in anni di lavoro, quindi non avrebbe senso riesumare il gruppo, perché tanto poi dovrei nuovamente abbandonarlo al suo destino non appena riprese le mie abitudini tradizionali. Certo non potrei fare un tale dispetto al gruppo per cui tanto ho dato e in cui tanto ho creduto. Ciò nondimeno tenersi attivi mentalmente è qualcosa che per me è indispensabile, quindi quale momento migliore per approfondire le proprie conoscenze? L’ambito? Tanti, soprattutto quello informatico (sempre sul lavoro si ricade).
Se non altro c’è da dire che questo momento di stasi mi ha portato nuovamente a ragionare “a voce alta” qui sul Diario.

