Racconto al contrario
Li aveva uccisi tutti. Nemmeno uno di coloro che aveva incontrato sul suo cammino era rimasto vivo. O almeno così lui credeva. In realtà qualcuno era riuscito a porsi in salvo, ferito o persino incolume grazie a un caso del destino o a una repentina reazione avuta un attimo prima che fosse troppo tardi. La maggior parte di loro però non era stata tanto fortunata e non aveva avuto nemmeno un istante per potersi rendere conto di ciò che stava per accadere. Alcuni erano stati colpiti alle spalle, senza preavviso.Nessuno si era accorto veramente di ciò che era accaduto. L’oscurità notturna gli aveva permesso di compiere tutto questo senza farsi notare, ma anche ammesso che così non fosse conosceva benissimo l’indifferenza delle persone. Nessuno avrebbe detto qualcosa.Giunto a casa non gli restava altro che ammirare il risultato la sua opera, non senza un po’ di disgusto. «Guarda te che sporcizia», fu il primo pensiero che freddamente gli passò per la mente quando osservò le macchie. «Ora dovrò pulire tutto». Non voleva infatti lasciare traccie.
Chi lo conosceva lo definiva una persona molto attenta ai particolari, meticolosa nel trattamento e cura dei suoi oggetti. Compreso, naturalmente, quello col quale aveva attuato la sua strage, il quale era uno dei possedimenti a cui era maggiormente legato. Ne era divenuto un culture il giorno stesso che l’aveva acquistato, un modello costoso, ma a detta del venditore «assai affidabile, vedrà che con questa lei non avrà più problemi». Costui però non aveva pensato alle conseguenze. Nessuno ci aveva pensato quando aveva saputo dell’acquisto; «davvero un bell’acquisto» commentò il suo migliore amico, ammirandone innocentemente i luccichii.
Con molta pazienza, dunque, iniziò a pulire le macchie. Lo straccio presto divenne sufficientemente sporco e dovette interrompersi per dargli una sciacquata. Il lavoro doveva essere ben fatto. Non ci volle comunque molto tempo per lavare ogni traccia - l’aveva fatto già altre volte, in fondo - e in breve poté ammirare nuovamente quello splendore a cui tanto teneva.
Finalmente poté rimirarsi nel parabrezza della sua nuova e costosa autovettura, esclamando a gran voce «maledetti insetti! Ogni notte su quelle strade di campagna è la stessa storia».
Liberamente ispirato al racconto “Sentinella” di Fredrick Brown e ideato al ritorno a casa da alcune strade nelle campagne vercellesi, che nelle sere estive si popolano di un gran numero di insetti.

