Diventare scrittori… o forse no
Pubblicare un libro una volta non era alla portata di tutti. Questioni derivanti da diritti d’autore, costi di pubblicazione, ecc… componevano un quadro piuttosto sconsolante per lo scrittore occasionale, colui ovvero che si diletta solamente in quest’arte, pur non appartenendovi (in senso stretto). Al di là però dei più o meno grandi nomi che giungono nelle librerie e nelle biblioteche, quanti potenziali scrittori restavano privi non solo di mercato, ma pur di attenzione?
I verbi al passato, nel loro cercare di sottolineare una condizione non più vera, sono però una forzatura volontaria. Sebbene infatti alcune barriere siano state abbattute, molte altre ancora persistono. Parlando delle prime, ad ogni modo, non si può far altro che denotare come internet, ancora una volta, abbia cambiato il nostro mondo.
Lulu.com e Ilmiolibro.it sono solo due volti di un fenomeno che permette, a costo zero, di pubblicare una propria opera letteraria, fotografica o di altro tipo “stampato”, sia in forma privata che pubblica. E’ dunque possibile, a fronte di alcune scelte quali formato, copertina e altro ancora, decidere quante copie far stampare, se pubblicarne il contenuto online o porlo in vendita tramite lo stesso sito (una parte del ricavato in tal caso resta ad esso), il quale si preoccuperà di procurare un codice ISBN e di regolare eventuali aspetti “burocratici” che tanto detestiamo.
Internet ha già contribuito a far cambiare diverse abitudini, ha stabilito nuove possibilità e nuovi traguardi di comunicazione. Ora (più o meno, dato che comunque questi servizi esistono da un po’, sebbene io ne parli solo ora) è anche possibile per tanti neo-scrittori (o anche solo aspiranti) ambire a ciò che sino a un po’ di anni fa sarebbe sembrato quasi irrealizzabile, ostacolo quasi insormontabile se non a fronte di ingenti costi. Il costo ad oggi? La connessione alla grande rete!
Certo, aver smussato quello scoglio prima così improponibile darà possibilità a ciascuno di dar voce ai propri scritti, ma questo non significherà che tutti diverranno scrittori. Non è detto comunque che tra le opere auto-pubblicate non spunti un giorno una nuova pietra miliare della letteratura…
Perché ne parlo? No, non ho il vezzo di divenir uno scrittore, né di pubblicare degli scritti. Poter di tanto in tanto divagare i miei pensieri sul Diario basta e avanza a darmi quel senso di spensieratezza (e di approfondimento al tempo stesso) che vado cercando. Ciò nondimeno iniziative come quelle sopra mi hanno colpito positivamente e penso che di tanto in tanto farò un salto su di essi per vedere se qualche autore indipendente e sconosciuto ha pubblicato qualcosa di interessante.

