DiarioMail DiarioFeed
Stampa questo post    Invia per e-mail questo post

Do It Right

La subacquea è caratterizzata, al pari di moltissime altre attività sportive, da vere e proprie scuole di pensiero, oltre che scuole di didattica, ciascuna delle quali si differenzia dalle altre per approccio, metodologie e strumenti.

Una delle più “rigide”, da molti punti di vista, è nota come DIR, acronimo di “Do It Right”: questa dottrina, a differenza di altre, non si limita a stabilire degli standard operativi, bensì impone ai suoi membri un’insieme di regole che va dalla vestizione alla scelta degli strumenti, dal loro utilizzo al modo in cui un subacqueo deve comportarsi sott’acqua. Detto così non sembra poi tutto così esclusivo, in fondo ciascuna scuola descrive e tratta questi particolari, e difatti ciò che rende in un certo modo unico il DIR è il fatto che non c’è solitamente libertà di scelta tra un range di soluzioni, quanto piuttosto vi è LA soluzione.

Questa rigidità non è comunque dettata da ostracismo, quanto dall’esperienza maturata nel corso di anni, la quale ha permesso di definire uno standard operativo che permetta di agire entro parametri di sicurezza. Va comunque detto che quest’ultimi non mancano nemmeno in altre didattiche (es. PADI, FIPS, ecc…) le quali però, pur imponendo standard di sicurezza, permettono maggiori margini di scelta, soprattutto a livello di dotazione strumentale.

Global Underwater Explorers

Ecco nel dettaglio alcuni dei parametri che caratterizzano i subacquei DIR:

  • Maschera: con poco volume per minimizzare lo sforzo di pulirla in acqua. Fascetta in sostituzione del cinghiolo.
  • Erogatore primario: necessariamente di qualità, servirà anche in caso di sub senz’aria, dovrà avere una frusta lunga che passerà sotto il canister ed intorno al collo.
  • Erogatore backup: di qualità, servirà sia in caso di air-sharing sia in caso di guasto del primario. La frusta sarà lunga abbastanza per permettere di respirare agevolmente ma non troppo da formare anelli, sarà tenuto da un necklace.
  • Torcia backup: sono fissate al D-ring dello spallaccio e fissate per non farle penzolare inutilmente, ma facilmente accessibili in qualsiasi evenienza. Devono avere una autonomia almeno doppia rispetto al tempo di fondo.
  • Impugnatura Goodman (su torcia primaria): permette di avere sempre le mani libere e la possibilità di lavorare con entrambe.
  • Muta: appropriata al tipo di immersione.
  • Sottocavallo: permette di tenere il BC nella giusta posizione attaccato al corpo. Ha 2 D-ring, uno per lo scooter ed uno per attaccare attrezzatura in più.
  • Corrugato: lungo abbastanza per essere usato facilmente ma non troppo, anch’esso non deve “penzolare”.
  • D-ring: 2 sul petto, uno sul fianco sinistro per fissare il manometro (in totale i D-ring sono 5 distribuiti per tutto l’imbrago).
  • Frusta manometro: lunga abbastanza per facilitarne la lettura ma non troppo, essenzialmente arriva precisa al D-ring laterale dove verrà clippato il manometro.
  • Manometro: privo di console e di semplice lettura.
  • Coltello: attaccato al ventrale per un accesso facile.
  • Tasche: per metter via spool, wetnote, maschera di riserva, tabelle, palloni…
  • Schienalino: d’acciaio o alluminio. Un unico pezzo di fettuccia da 5 cm passa attraverso lo schienalino a formare un imbrago. Con il bibo lo schienalino verrà “imbullonato” alle bombole bloccando in mezzo un sacco. Con il mono si può usare una contropiastra anche se non necessaria.
  • Sacco: evitare doppi sacchi ed elastici. Giusto bilanciamento tra sacco bombole pesi e muta.
  • Luce primaria: sua caratteristica principale è avere autonomia almeno uguale al tempo di fondo. Il pacco batterie è posizionato in modo tale che sia facilmente raggiungibile, verificabile ed eventualmente rimovibile. Quindi sul fianco destro dove è perfettamente idrodinamico. Il pacco batterie è assimilabile a zavorra ed è quindi un elemento sacrificabile in caso di necessità.
  • Profondimetro/timer: deve essere indossato al polso per eliminare qualsiasi possibilità di impiglio.
  • Pinne: non devono avere fibbie che si possono rompere. Si usano le molle.
  • Manifold (ovviamente solo per l’uso del bibo): serve ad evitare che un guasto ad un erogatore limiti utilizzo di parte del gas.
  • Corpo: elemento essenziale dell’attrezzatura. Bisogna averne cura ed adattare i propri allenamenti al tipo di immersioni che si andranno a fare. L’allenamento aerobico è molto importante. Un buona forma fisica è utile nella vita come nella subacquea e farà si che ci si trovi più preparati in situazioni particolari durante l’immersione.

Quanto sono prossimo alle direttive DIR? Ecco la risposta:

  • Maschera: ho ancora il cinghiolo, e lo spazio non è minimizzato. A breve passerò a una Scubapro Frameless che ha un minor volume d’aria.
  • Erogatore primario: uso un erogatore Scubapro di qualità con frusta non eccessivamente lunga per non creare impaccio.
  • Erogatore backup: altro erogatore Scubapro con frusta più lunga del primario. Lo tengo fissato al jacket tramite porta-erogatore a sgancio rapido. Niente necklace.
  • Torcia backup: fissata al D-ring dello spallaccio sinistro, di modo che non penzoli inutilmente. La durata è oltre le due ore.
  • Impugnatura Goodman (su torcia primaria): non dispongo ancora di torcia primaria.
  • Muta: semistagna Cressi Atlantis (Man). Ottima muta dal neoprene elasticizzato che permette comodità d’indossamento e assenza di infiltrazioni d’acqua non desiderate (per immersioni in acque non calde).
  • Sottocavallo: non dispongo di D-ring posizionati sottocavallo.
  • Corrugato: collegato allo spallaccio destro del jacket, non pende e non crea impedimento.
  • D-ring: 4 sul petto (2 per spallaccio), un moschettone sul lato sinistro per fissare il manometro e un porta-erogatore sulla destra per l’erogatore di backup.
  • Frusta manometro: arriva esattamente all’altezza del D-ring sinistro, ove è fissata tramite moschettone.
  • Manometro: come da descrizione DIR.
  • Coltello: non dispongo ancora di coltello.
  • Tasche: integrate nel jacket, di buona capienza.
  • Schienalino: non uso schienalini, bensì solo il jacket.
  • Sacco: utilizzo un jacket OK 747 Free-Shark, che non è eccessivamente ingombrante (ho dovuto però rimuoverne i velcri in posizione ascellare, causa sfregamento con la muta). Posso comunque ancora togliere qualche chilo dalla pesata al fine di raggiungere il giusto equilibrio.
  • Luce primaria: non dispongo ancora di luce primaria.
  • Profondimetro/timer: il computer subacqueo, con tanto di profondimetro e timer, è sempre ben in vista sul polso destro (su quello sinistro c’è spazio per la bussola).
  • Pinne: pinne Mares con fibbie (una si è già rotta). Prossimamente vorrei prendere le Scubapro Seawing Nova, già dotate di molle.
  • Manifold (ovviamente solo per l’uso del bibo): non faccio uso di bibo.
  • Corpo: un po’ di allenamento non mi farebbe male, ma ora come ora riesco a mantenere sott’acqua un assetto neutro che trovo soddisfacente nel rispetto del fondale e dei suoi abitanti.

Non ci sono commenti a questo post

Scrivi un commento