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	<title>Comments on: Lost in translation</title>
	<link>http://www.diariotraduttore.com/2008/12/15/lost-in-translation/</link>
	<description>[Pensieri, riflessioni, idee e sogni di un traduttore programmatore alle prese con la vita]</description>
	<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 13:53:33 +0000</pubDate>
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		<title>By: Luigi Muzii</title>
		<link>http://www.diariotraduttore.com/2008/12/15/lost-in-translation/#comment-8543</link>
		<dc:creator>Luigi Muzii</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2008 15:03:32 +0000</pubDate>
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		<description>I primi due titoli che mi vengono in mente, anche perché li cito spesso, sono "Southern Comfort", tradotto con "I guerrieri della palude silenziosa" o il mio film preferito "A New Leaf", tradotto con "È ricca, la sposo e l'ammazzo".
I titoli, però, li scelgono sempre, o quasi sempre, i distributori, e seguono politiche di "marketing" talvolta oscure. "Dressed to Kill", per esempio, non perde con "Vestito per uccidere", anche se l'originale è più ricco di significato.
Per "L’attimo fuggente", per esempio, io avrei preferito "Carpe diem" che per gli italiani è davvero familiare, giacché "La società dei poeti estinti" richiede una conoscenza della lettura inglese che francamente mi sembra un po' eccessivo pretendere dallo spettatore medio. Inoltre avrebbe richiamato il genere horror...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>I primi due titoli che mi vengono in mente, anche perché li cito spesso, sono &#8220;Southern Comfort&#8221;, tradotto con &#8220;I guerrieri della palude silenziosa&#8221; o il mio film preferito &#8220;A New Leaf&#8221;, tradotto con &#8220;È ricca, la sposo e l&#8217;ammazzo&#8221;.<br />
I titoli, però, li scelgono sempre, o quasi sempre, i distributori, e seguono politiche di &#8220;marketing&#8221; talvolta oscure. &#8220;Dressed to Kill&#8221;, per esempio, non perde con &#8220;Vestito per uccidere&#8221;, anche se l&#8217;originale è più ricco di significato.<br />
Per &#8220;L’attimo fuggente&#8221;, per esempio, io avrei preferito &#8220;Carpe diem&#8221; che per gli italiani è davvero familiare, giacché &#8220;La società dei poeti estinti&#8221; richiede una conoscenza della lettura inglese che francamente mi sembra un po&#8217; eccessivo pretendere dallo spettatore medio. Inoltre avrebbe richiamato il genere horror&#8230;</p>
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