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Homo homini lupus

Questo non è il solito post; qui non si discerne né di traduzioni, né di amatorialità, né di videogiochi. Si racconta solo di un gruppo di amici (4 ragazzi e 2 ragazze) che in tutta amicizia vanno di tanto in tanto a vedere una partita di serie C2, una serie che si presuppone essere tranquilla e la cui partecipazione può esser mossa solo dalla simpatia che si può avere verso una squadra il cui comune è limitrofo al proprio. Qualcosa per cui poter dire di aver visto un’attività sportiva di squadra senza essere toccati dalle antipatie tipiche del tifo da serie A, che ben poco hanno a che fare con lo sport. Beh, si è presupposto male.

Anche in questo terreno, pensando a una partita simile, pare che ci sia chi è capace di concepire una delle violenze più fini a sé stesse che esistano: aggredire qualcuno solo per puro divertimento personale. La sconfitta o la vittoria di una squadra di calcio sono solo due scusanti futili che mal celano un animo violento che se non si manifestasse negli stadi (o fuori, come nel caso a me capitato) probabilmente dovrebbe trovare altro sfogo, ma pur sempre tale sarebbe. E’ qualcosa che so bene esistere e non mi illudo che possa un giorno scomparire come per magia, ma provarlo in prima persona, sentirsi prima insultare a voce (e fin qui poco di male) e poi senza che si sia nemmeno reagito veder scendere svariate persone da circa tre macchine, con cintura e portachiavi in mano e uno sguardo smanioso solo di poter menare le mani su dei perfetti sconosciuti… è qualcosa che lo si rivede in seguito, quando ormai ogni traccia di adrenalina si è assopita.

Homo homini lupus

Uscirne è sembrato quasi facile, pur non essendolo: per fortuna nessuno di noi ha dato loro nemmeno il benché minimo motivo per proseguire nel gesto violento, ma anzi abbiamo chiesto calma e ragione ove calma e ragione non c’erano affatto. L’arrivo sulla scena di una persona, forse un poliziotto in servizio sino a pochi attimi prima al pur modesto stadio comunale, ha probabilmente contribuito a far sì che alcuni di quei tifosi (ammesso e non concesso che così li si possa chiamare) fermassero quelli tra loro più impetuosi, mitigando in tal modo la furia tanto rapidamente scatenatasi.

Quel che però mi ha forse sconvolto maggiormente è stata la reazione passiva delle persone che al sicuro nelle loro macchine (la scena si è svolta su di un marciapiede) hanno assistito senza fare nulla. Ho già osservato altre volte eventi simili, ma ogni volta come la prima mi stupisco (probabilmente con eccesso di ingenuità) dell’egoismo insito nell’uomo in quanto tale… “l’uomo è un lupo per l’uomo” scrisse il mio quasi omonimo Plauto nella sua commedia Asinaria. Beffa finale, un vecchietto, il quale si è ben guardato dal scendere dalla sua vettura, non appena ha visto i riottosi allontanarsi ci ha redarguito circa l’aver istigato i suddetti personaggi; come non lo si sa, dato che si stava solo tranquillamente tornando alle proprie macchine.

A posteriori permane l’amarezza implicita nell’aver vissuto un tale episodio, violento per la velocità con la quale si è svolto e per l’odio che era contenuto negli occhi di coloro che volevano aggredirci: aggressione gratuita, futile e fine a sé stessa degna solo di persone stupide (mi si scusi il termine) e ignoranti sin nell’animo. Persone che sfruttano le partite di calcio, anche quelle in apparenza più amichevoli, per riunirsi e dare sfogo al proprio desiderio prevaricatore. Oltre a noi, peraltro, pare che anche un ragazzino in motorino e un signore anziano (non lo stesso di cui sopra) siano stati aggrediti nel corso del pomeriggio di ieri da queste stesse persone.

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