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Dossier “traduzione libera”

Un viaggio nel mondo delle localizzazioni amatoriali italiane. Della serie, quando la passione conta più delle valutazioni sull’importanza del bacino d’utenza… - The Games Machine n. 241 - dicembre 2008, Speciale Traduzione Libera

Con queste parole si presenta il dossier che la nota rivista videoludica The Games Machine ha pubblicato nel suo numero di dicembre (uscito con quasi un mese di anticipo e dunque già disponibile nelle edicole). L’articolo, dalla lunghezza di ben quattro pagine e curato da Matteo “Elvin” Lorenzetti, cerca attraverso un’intervista al fondatore dei Tir Evolution di dare un’immagine della situazione attuale circa la “traduzione libera” (ovvero quella che io chiamo traduzione amatoriale, dato che per traduzione libera si potrebbe anche intendere la social translation).

Dico “cerca” perché in realtà il taglio generale ha un sapore differente da quello comunicato dal suo titolo; l’attenzione è infatti principalmente posta sulle dichiarazioni di Marino “Rz3zN1k” Pezzatini, lasciando l’analisi di quello che è veramente il mondo delle traduzioni a qualche trafiletto o a qualche frase sparsa qui e là. Da ciò nasce la critica principale che sento di muovere a TGM per questo articolo, ovvero quello di non aver pensato davvero a redigere uno speciale sulle traduzioni, quanto un’intervista fine a sé stessa. Non che non sia interessante, beninteso, ma il titolo avrebbe dovuto essere posto differentemente, o altrimenti il contenuto essere approfondito a un livello molto maggiore.

Dossier traduzione libera

A proposito della stesura dell’articolo poi ci sarebbero varie cose da dire: innanzitutto non è stato scritto per intero dal redattore responsabile, il quale ha demandato alle poche persone da lui contattate (principalmente membri del Tir Evolution) la ricerca di informazioni, in secondo luogo ha visto una “collaborazione” sbrigativa e poco coordinata di varie persone (tra cui anche il sottoscritto) nel tentativo appunto di trarre da un’intervista un vero e proprio dossier. Vi è stata una generale confusione che ben poco ha giovato alla raccolta dati, senza contare che la stessa è ricaduta su scelte personali e coinvolte in prima persona (e dunque per definizione particolarmente soggettive). In particolar modo mi riferisco alla classifica che appare in terza pagina… discutibile non solo per le posizioni quanto per il fatto stesso di volerne stilare una.

Va detto che effettuare un’analisi della scena traduttiva amatoriale richiede uno sforzo notevole, sia a causa della pluralità che la compone, sia per sua natura “dispersiva” che vede diversi gruppi e comunità spesso separati tra loro. Spiace dunque per questa occasione mancata e resta la speranza che un giorno qualcuno riesca a dare un’immagine più completa anche a livello giornalistico (come già è accaduto più volte per altri ambiti quali ad esempio i “mod”, spesso vere e proprie espansioni maturate direttamente dal pubblico, invece che dagli autori). Nel frattempo si può comunque leggere un’intervista piuttosto piacevole e interessante, fermo restando che si tratta appunto di questo, più che di uno speciale.

Sia chiaro comunque che questa non vuole essere una critica fine a sé stessa, tanto meno rivolta a Rz3zN1k o ad altri membri del Tir Evolution, i quali compongono uno dei gruppi oggi più attivi (ora soprattutto grazie alla nuova traduzione di Vampire the Masquerade: Bloodlines). Si tratta piuttosto di una precisazione (personale, ovviamente). Se qualcuno non fosse d’accordo con quanto scritto sopra, che lo dica liberamente senza farsi alcun problema! Il Diario è sempre aperto alla discussione.

Aggiornamento: in seguito a una interessante discussione sul forum di TGM, cui hanno partecipato anche Elvin e altre persone coinvolte nella stesura del suddetto dossier, devo ammettere di aver riconsiderato alcune delle critiche sopra sollevate. Resto comunque speranzoso su un futuro possibile speciale (non sbrigativo, possibilmente) che abbracci il mondo traduttivo amatoriale nella sua integrità, anche se sono conscio di quanto difficile sarebbe una tal opera.

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