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	<title>Comments on: Luci e ombre</title>
	<link>http://www.diariotraduttore.com/2008/10/24/luci-e-ombre/</link>
	<description>[Pensieri, riflessioni, idee e sogni di un traduttore programmatore alle prese con la vita]</description>
	<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 16:19:00 +0000</pubDate>
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		<title>By: Marco/Cav</title>
		<link>http://www.diariotraduttore.com/2008/10/24/luci-e-ombre/#comment-4335</link>
		<dc:creator>Marco/Cav</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Oct 2008 12:46:26 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.diariotraduttore.com/2008/10/24/luci-e-ombre/#comment-4335</guid>
		<description>Concordo appieno sulla distinzione tra volontario e gratuito, che nelle mie intenzioni si rispecchiano in parte nella suddivisione tra amatoriale e libero. Approfondirei ulteriormente ora dicendo che un'attività volontaria può essere gratuita come non esserlo, e questo di fatto non fa altro che sottolineare come in effetti questi due aggettivi identifichino concetti distanti tra di loro.

Lo scetticismo posso capirlo, come posso capire che un genitore dovrebbe anche insegnare le lingue ai figli (ma non credo proprio che quella persona in particolare non lo facesse, anzi... la decisione di tradurre per loro non penso negasse l'altra cosa), ma se posso, dal mio piccolo, vorrei riuscire a mostrare ciò che c'è nell'ombra; forse è poca cosa, forse no... conosco chi ha iniziato qui nell'ombra e poi è uscito alla luce, chi ancora vi si muove ma con capacità che non ho visto nemmeno in gente che lavora in questo campo.

Forse sono eccezioni, di certo la norma sarà ben altra, ma i discorsi sulla social translation (iniziati ben prima degli ultimi post e riconsiderati solo ora) mi hanno spinto a riflettere sulla questione. Il poter portare a lei, Luigi, e ad altre persone quella parte di ombra in cui ancora in parte mi trovo mi rende felice, perché seppur discutibile è ancora numerosa (e purtroppo, sebbene poco visibile, in alcuni casi sfruttata).

Ci sono ampi margini di crescita... ma è difficile percorrerli (non che ci si lamenti, la gavetta non l'ho mai negata e sono fermamente convinto che la si debba fare tutti e che sia importante per crescere).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo appieno sulla distinzione tra volontario e gratuito, che nelle mie intenzioni si rispecchiano in parte nella suddivisione tra amatoriale e libero. Approfondirei ulteriormente ora dicendo che un&#8217;attività volontaria può essere gratuita come non esserlo, e questo di fatto non fa altro che sottolineare come in effetti questi due aggettivi identifichino concetti distanti tra di loro.</p>
<p>Lo scetticismo posso capirlo, come posso capire che un genitore dovrebbe anche insegnare le lingue ai figli (ma non credo proprio che quella persona in particolare non lo facesse, anzi&#8230; la decisione di tradurre per loro non penso negasse l&#8217;altra cosa), ma se posso, dal mio piccolo, vorrei riuscire a mostrare ciò che c&#8217;è nell&#8217;ombra; forse è poca cosa, forse no&#8230; conosco chi ha iniziato qui nell&#8217;ombra e poi è uscito alla luce, chi ancora vi si muove ma con capacità che non ho visto nemmeno in gente che lavora in questo campo.</p>
<p>Forse sono eccezioni, di certo la norma sarà ben altra, ma i discorsi sulla social translation (iniziati ben prima degli ultimi post e riconsiderati solo ora) mi hanno spinto a riflettere sulla questione. Il poter portare a lei, Luigi, e ad altre persone quella parte di ombra in cui ancora in parte mi trovo mi rende felice, perché seppur discutibile è ancora numerosa (e purtroppo, sebbene poco visibile, in alcuni casi sfruttata).</p>
<p>Ci sono ampi margini di crescita&#8230; ma è difficile percorrerli (non che ci si lamenti, la gavetta non l&#8217;ho mai negata e sono fermamente convinto che la si debba fare tutti e che sia importante per crescere).</p>
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		<title>By: Luigi Muzii</title>
		<link>http://www.diariotraduttore.com/2008/10/24/luci-e-ombre/#comment-4333</link>
		<dc:creator>Luigi Muzii</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Oct 2008 10:56:08 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.diariotraduttore.com/2008/10/24/luci-e-ombre/#comment-4333</guid>
		<description>In uno dei primi post tracciai una storia sommaria della traduzione. Ai tempi dei romani, la traduzione era vista come esercizio intellettuale, necessario per leggere e comprendere i fisolofi greci, ma mentre erano in tanti a saper far di conto, pochi erano quelli che sapevano leggere (e scrivere) per godere di questa attività.
L'età moderna post illuminista deve alla traduzione dei classici e delle opere degli intellettuali francesi, inglesi, tedeschi e italiani, e alla loro diffusione, la trasmissione di conoscenze restate fino ad allora privilegio di pochi, anche tra colori, i nobili, per esempio, tra i soli a potersi permettere di acquisirle.
Fino all'esplosione dei commerci internazionali successiva alla Seconda guerra mondiale, la traduzione non era attività remunerata e del tutto accessoria. Quella letteraria era ancora condotta a fini di studio da studiosi che erano compensati modestamente percependo diversamente il loro reddito.
Il famigerato rapporto ALPAC poneva, tra le premesse, la totale (auto)sufficienza di risorse; quarantadue anni dopo le cose sono radicalmente cambiate.
Io non traduco le canzoni a mia figlia, né i film, ma mi sforzo di aiutarla a farlo da sola. Mi sforzo (ancor di più) a tradurre le iscrizioni latine sui nostri monumenti, e mi intristico quando mi capita di essere corretto da un turista straniero, magari dell'est, come è capitato di recente a piazza della Minerva.
Volontario e gratuito sono aggettivi che dovrebbero restare ben distinti, ciascuno in un proprio ambito. La loro continua confusione non è casuale e bisogna chiedersene il perché per comprendere le ragioni del mio scetticismo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In uno dei primi post tracciai una storia sommaria della traduzione. Ai tempi dei romani, la traduzione era vista come esercizio intellettuale, necessario per leggere e comprendere i fisolofi greci, ma mentre erano in tanti a saper far di conto, pochi erano quelli che sapevano leggere (e scrivere) per godere di questa attività.<br />
L&#8217;età moderna post illuminista deve alla traduzione dei classici e delle opere degli intellettuali francesi, inglesi, tedeschi e italiani, e alla loro diffusione, la trasmissione di conoscenze restate fino ad allora privilegio di pochi, anche tra colori, i nobili, per esempio, tra i soli a potersi permettere di acquisirle.<br />
Fino all&#8217;esplosione dei commerci internazionali successiva alla Seconda guerra mondiale, la traduzione non era attività remunerata e del tutto accessoria. Quella letteraria era ancora condotta a fini di studio da studiosi che erano compensati modestamente percependo diversamente il loro reddito.<br />
Il famigerato rapporto ALPAC poneva, tra le premesse, la totale (auto)sufficienza di risorse; quarantadue anni dopo le cose sono radicalmente cambiate.<br />
Io non traduco le canzoni a mia figlia, né i film, ma mi sforzo di aiutarla a farlo da sola. Mi sforzo (ancor di più) a tradurre le iscrizioni latine sui nostri monumenti, e mi intristico quando mi capita di essere corretto da un turista straniero, magari dell&#8217;est, come è capitato di recente a piazza della Minerva.<br />
Volontario e gratuito sono aggettivi che dovrebbero restare ben distinti, ciascuno in un proprio ambito. La loro continua confusione non è casuale e bisogna chiedersene il perché per comprendere le ragioni del mio scetticismo.</p>
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	<item>
		<title>By: Marco/Cav</title>
		<link>http://www.diariotraduttore.com/2008/10/24/luci-e-ombre/#comment-4329</link>
		<dc:creator>Marco/Cav</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Oct 2008 09:24:44 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.diariotraduttore.com/2008/10/24/luci-e-ombre/#comment-4329</guid>
		<description>Io però continuo ad avere l'impressione che una parte di questo sottostrato "non ufficiale" non sia compreso appieno. Forse è una sensazione errata (è possibile), ma perdura. E' anche molto probabile che la mia visione sia decisamente deviata dal mio coinvolgimento, ma vivo una realtà che mi pare nessuno abbia voluto sinora comunicare a dovere, forse perché ci si è sempre ritenuti talmente inesperti da non volersi far notare, forse perché non è mai importato...

Di gratuito e autentico qualcosa esiste ancora: cosa c'è di più sincero di un padre di famiglia che traduce un'opera affinché i suoi figli possano goderne?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io però continuo ad avere l&#8217;impressione che una parte di questo sottostrato &#8220;non ufficiale&#8221; non sia compreso appieno. Forse è una sensazione errata (è possibile), ma perdura. E&#8217; anche molto probabile che la mia visione sia decisamente deviata dal mio coinvolgimento, ma vivo una realtà che mi pare nessuno abbia voluto sinora comunicare a dovere, forse perché ci si è sempre ritenuti talmente inesperti da non volersi far notare, forse perché non è mai importato&#8230;</p>
<p>Di gratuito e autentico qualcosa esiste ancora: cosa c&#8217;è di più sincero di un padre di famiglia che traduce un&#8217;opera affinché i suoi figli possano goderne?</p>
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		<title>By: Luigi Muzii</title>
		<link>http://www.diariotraduttore.com/2008/10/24/luci-e-ombre/#comment-4328</link>
		<dc:creator>Luigi Muzii</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Oct 2008 08:53:43 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.diariotraduttore.com/2008/10/24/luci-e-ombre/#comment-4328</guid>
		<description>Al riguardo segnalo l'ultima parte del mio commento di ieri all'&lt;a href="http://vita-agra.blogspot.com/2008/10/localizzatori-mon-amour-era-chiarimenti.html#links" rel="nofollow"&gt;ultimo post di Marcella Bongiovanni&lt;/a&gt;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Al riguardo segnalo l&#8217;ultima parte del mio commento di ieri all&#8217;<a href="http://vita-agra.blogspot.com/2008/10/localizzatori-mon-amour-era-chiarimenti.html#links" rel="nofollow">ultimo post di Marcella Bongiovanni</a>.</p>
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