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Vita da pendolare

“Les vacances de Monsieur Hulot”, pellicola di Jacques Tati, si apre con una scena piuttosto ilare. Un gruppo di turisti si trova in stazione per prendere un treno e mentre aspettano tranquilli sul binario, una voce dal tono basso e confuso fa un annuncio incomprensibile. I turisti, a loro volta confusi, si spostano su un altro binario dove però si accorgono che non arriva nulla e così tornano a quello iniziale, salvo poi vedere un terzo binario dove sta invece per giungere qualcosa. Arrivati sulla piattaforma ad esso relativo, si vedono passare davanti un treno in corsa e agli sventurati non resta che tornare al binario d’origine, dove finalmente arriva il treno giusto.

Tutto ciò veniva dipinto nell’ormai lontano 1953, ma pare che nonostante siano passati 55 anni da allora, le ferrovie italiane ci vogliano ancora “regalare” momenti di “brioso risveglio mattutino”, come se il pensiero dell’approssimarsi di una nuova giornata lavorativa non bastasse già di per sé. Se non altro non si può dire che la vita da pendolare sia stantia, noiosa e apatica; in fondo si potrebbe anche individuare un lato positivo nel fatto che le ferrovie tengono talmente tanto ai loro pendolari da volerli tenere in forma con un po’ di sano movimento, di tanto in tanto.

4 risposte

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    Cav,
    ma che male ti ha fatto Tati per farti citare un suo film con il titolo inglese? :D :D :D

    Rag - Ottobre 8, 2008 alle ore 17:02
  2. Gravatar

    Ho corretto al volo. Non so perché l’ho messo in inglese… mi è tornato in mente con quel titolo ed è anche così che ho cercato su YouTube il filmato della parte iniziale del film.

    Marco/Cav - Ottobre 9, 2008 alle ore 9:10
  3. Gravatar

    Vorrei tanto essere ottimista come te sulla vita da pendolari!
    Ovviamente ho colto la tua ironia, ma, sinceramente, io ho perso perfino quella, quando si parla di Trenitalia!
    Dopo 5 anni avanti e indietro da Milano per l’università, posso dire con tutto il cuore di non vedere l’ora di smettere…

    (un po’ di “off-topic” rispetto alle tematiche a noi più care ogni tanto fa bene…soprattutto quando permette di sfogarsi!)

    Chiara/Biblitra - Ottobre 9, 2008 alle ore 15:51
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    Era quello che speravo anche io quando nel settembre del ‘99 ho iniziato a fare il pendolare verso Milano (anche io come te causa università)… ma ancora oggi sono lì, mattina e sera 5 giorni su 7 (tranne quando va male, ma per fortuna non capita spesso) a fare il pendolare sulla carissima e simpaticissima tratta Torino-Milano. Però dei lati positivi ci sono davvero: prendi la scena “coreografica” del film di Tati… a viverla prima fa imbestialire (è vero), ma poi quando ci si ripensa vien da riderci sopra e a raccontarla agli amici sembra una barzelletta! Insomma… le ferrovie ci animano i viaggi che altrimenti sarebbero tutti uguali tra loro… grigi e noiosi.

    Scherzi a parte come hai giustamente detto la prendo con molta ironia… senza credo che non ce la farei a sostenere le tante disavventure che capitano giorno dopo giorno (si suol dire “far buon viso a cattivo gioco”… beh, è proprio il mio caso).

    P.S. Non si può vivere di sole traduzioni… per questo gli off-topic fanno da sempre parte del mio blog! Io peraltro son un “traduttore” molto atipico (non è nemmeno del tutto vero che sono un traduttore… non uno vero e proprio, perlomeno). :D

    Marco/Cav - Ottobre 9, 2008 alle ore 16:21

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