Si riprende, infine
Chi abbia avuto occasione di nuotare sotto la pioggia
conosce la strana impressione di stare all’asciutto sotto la superficie
e il timore di uscire per non bagnarsi.
Un sommozzatore, a guardare in su quando piove,
scorge un’infinità di mobili minuscoli spilli che traforano l’acqua.
L’acqua dolce, lentamente mischiandosi all’acqua salata del mare,
crea una zona di distorsione ottica nello strato superficiale,
come raggi di calore dondolanti sulla terra arroventata.
Nelle acque sotto costa, durante gli acquazzoni,
abbiamo notato una straordinaria agitazione tra i pesci.
Vanno matti per la pioggia.
Quando cade, i più piccoli sfrecciano in tutte le direzioni,
e dal fondo escono sarghi solitari che si arrampicano
e si tuffano, descrivendo incredibili acrobazie.
Muggini e branzini volteggiano freneticamente sotto l’ebollizione della pioggia.
Stanno ritti sulla coda con la bocca aperta,
quasi per succhiare l’acqua dolce.
Le giornate di pioggia in mare sono giorni di festa.
- Jacques Yves Cousteau
Finalmente si torna in acqua! Il blu intenso del mare, le sensazioni che accompagnano l’immersione, il silenzio della profondità interrotto solo dal proprio respiro, il fascino di un mondo ove l’uomo è ancora un ospite e non un abitante, la capacità di controllare la forza di gravità a proprio piacere, invece di esserne “vittima”… sono tutte percezioni che iniziavano a mancarmi davvero.
Dovrà essere un ritorno graduale, anche se comunque non ho certo dimenticato nulla in quest’anno di assenza, ma non voglio forzare i ritmi. C’è tutto il tempo del mondo; la subacquea è prima di tutto relax, quello vero… profondo. Non avrebbe alcun senso fare altrimenti.


