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Gioie e dolori del web design

Dedicarmi al web design mi è sempre piaciuto: lo studio delle interfacce, la ricerca di possibili evoluzioni e miglioramenti e infine di amalgamare tutto con un aspetto grafico piacevole e usabile, sono tutti aspetti di un’attività che riesce a stimolare la mia fantasia e concentrazione. Il sito del Game Italian Translation, questo del Diario e infine quello di PizzaPizzaMarescià (quest’ultimo affiancato da un grafico molto bravo) sono solo alcuni dei risultati più visibili a cui mi sono dedicato. Unico vero mio rammarico è la mia scarsa capacità di elaborazione grafica (scarsa rispetto a ciò che mi piacerebbe riuscire a fare), compensata però da una certa conoscenza di HTML e PHP che mi permette di superare alcuni scogli (la programmazione in fondo è il mio mestiere).

Ciò nonostante le gioie e i dolori del web design si mostrano costantemente sotto forma di “rendering”, quel nome che identifica la capacità di ciascun browser di renderizzare (per l’appunto) le pagine web, dando sostanzialmente vita al freddo codice HTML che, dinamismi o meno, i siti producono. Ogni browser ha un suo metodo, l’uno differente dagli altri, il cui risultato grafico può variare sensibilmente: Javascript, CSS, allineamento e posizionamento div… sono solo alcuni degli aspetti che portano il web designer ad affrontare doverosi test dopo ogni modifica al fine di verificarne il risultato effettivo.

Uno dei principi base che dovrebbe appartenere a ogni sito web e a ogni web application è l’usabilità, traguardo che si raggiunge sia con una generale chiarezza dei contenuti, sia con un aspetto esteriore piacevole seppur non invadente. A differenza di una Windows application, il web comporta una maggior difficoltà dovuta alla mancanza di controllo dell’ambiente ove l’utente andrà a usufruire del risultato finale. Internet Explorer, Firefox, Opera, Safari, Chrome… sono i nomi più famosi con cui si deve regolarmente fare i conti. Non tutti comportano però uguali fatiche.

Gioie e dolori del web design

Attualmente sono appena uscito da un periodo (come ho documentato qui nei giorni scorsi), di re-design del Diario, un’attività che inizialmente pareva facile, ma che immancabilmente ha comportato alcuni problemi, causati soprattutto dal browser di Microsoft. I programmi da me usati per i test sono stati i seguenti:

  • Internet Explorer 6
  • Internet Explorer 7
  • Firefox 3.0.3
  • Opera 9.52
  • Chrome Beta

Mi manca ancora un test con Safari 3.1.2, ma mi ritengo abbastanza soddisfatto dai risultati ottenuti sinora… tranne che nel caso di Internet Explorer 6. Questo browser, purtroppo ancora molto diffuso, ha dei limiti davvero significativi, tra cui la mancata capacità di mostrare correttamente la trasparenza di immagini in formato PNG, la gestione dei “position” dei div, e molto altro ancora. Particolari che messi assieme fan sì che il blog si mostri in forma erronea e non del tutto usufruibile.

Miglior destino invece subisce il Diario sulla nuova versione di Internet Explorer, per il quale si sono però resi necessari aggiustamenti dedicati unicamente a esso. Dove infatti Firefox, Opera e Chrome renderizzavano correttamente elementi CSS quali i menu a comparsa nella barra superiore o il campo di ricerca presente in piè di pagina, Internet Explorer causava disallineamenti sgradevoli da vedersi, i quali hanno richiesto svariate modifiche. Tutto questo per tacer poi degli errori in esecuzione di codice Javascript…

Sostenere che Microsoft non rispetti gli standard web è difficile, dato il nome che si porta dietro, eppure pare che tra tutti i browser quello della casa di Redmond sia il meno malleabile, il più ostico e generalmente quello meno capace di interpretare l’HTML. Probabilmente questa “rigidità” è dovuta a una gestione troppo rigida degli standard, forse a una loro mancanza in alcuni casi… fatto sta che ormai il maggior dolore per un web designer resta questo, mentre le gioie hanno sempre più il nome di altri browser, Firefox su tutti.

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