Il traduttore visibile
Il concetto del traduttore come di una figura che opera nell’ombra, sia dell’autore che dei lettori, è abbastanza diffuso. Di fatto parlare di una vera e propria ombra è difficile se si pensa al campo specifico, dato che sono molti gli eventi che si organizzano al fine di far parlare il traduttore e di metter lui stesso una volta tanto al centro dell’attenzione, per non parlare di iniziative quali l’ottimo sito La nota del traduttore che si pone l’obiettivo di dare spazio proprio a chi localizza un’opera (che sia letteraria cinematografica, fumettistica o altro).
Nonostante comunque il dialogo sulla traduzione vada avanti da svariati secoli, si sente ancora la necessità di nuove iniziative ed è dunque con interesse che ho visto quest’oggi l’annuncio di AITI (Associazione Italiana Traduttori e Interpreti) circa una nuova conferenza dall’esplicativo titolo “Il traduttore visibile, Tradurre ovvero l’infinito gioco delle possibilità“. Non si tratta comunque di una iniziativa di nuova concezione, in quanto in realtà si tratta della quarta edizione di un percorso avviato quattro anni fa presso il dipartimento di lingue e letterature straniere dell’università degli studi di Parma.

Maggiori informazioni sono reperibili sia sul sito dell’università di Parma, sia sul sito AITI. Qui invece è possibile trovare il programma dell’evento che avrà luogo i 3-4 ottobre prossimi.
In breve ecco qualche titolo di trattazione che avrà luogo in questi due giorni:
- Quando l’infedeltà non è peccato - Le inevitabili “scappatelle” creative nella traduzione
- G11n, l18n, L10n, T9n: hai i numeri per diventare localizzatore?
- La localizzazione software vista dal traduttore
- Gli strumenti del localizzatore
- I professionisti della traduzione e dell’interpretazione e le loro associazioni

