Chrome: il terzo (o quarto) incomodo
In questi giorni ci sono altri cambiamenti che si stanno verificando intorno al Diario, ma non è su di essi che oggi voglio scrivere, dato che sono ancora ampiamente in stato “work in progress” e dato che li ho momentaneamente tralasciati a causa della notizia che ieri ho potuto leggere su uno di quei giornali gratuiti che ormai a Milano (ma non solo) circolano ovunque. Google, le cui attività mi interessano sempre moltissimo sia da un punto di vista professionale che personale, ha rilasciato un browser tutto suo dal nome Chrome.
La cosa mi ha stupito non solo perché non ero affatto al corrente di questo progetto, che sinora mi era sfuggito, ma anche perché davo quasi per scontato un rapporto Google-Mozilla che pensavo avrebbe finito col tempo per rafforzarsi pur a un punto tale da creare un’unione delle forze. Al contrario, Google ha iniziato a percorrere una strada tutta sua e arriva, in questo inizio settembre, con un prodotto proprietario.
La scelta è un po’ avventata: il numero di browser ormai affermati è di per sé già notevole, con Internet Explorer e Firefox a guidare il mercato e un Opera che inizio ad apprezzare nuovamente dopo varie release poco felici (l’ottava versione mi aveva deluso un po’, ma la nona sul piccolo Eee PC, dal quale tra l’altro sto or ora scrivendo, funziona benissimo). Con una concorrenza non solo tanto spietata, ma anche tanto radicata, il successo di Google può venire o dall’introduzione di funzionalità tanto ben realizzate da apparire in qualche modo nuove, o dal nome che porta con sé.
Dando per scontato che il nome spingerà molti a scaricare e provare questo nuovo browser (come nel mio caso, peraltro), concentrandosi sulle funzionalità pare che non si possa parlare ancora né di rivoluzione, né di vere e proprie novità, anche se di certo Google ha raccolto in Chrome tutto ciò che da tempo studiava e preparava. All’interno del programma sono infatti presenti Google Gears (sorta di interfaccia per utilizzo offline di applicazioni web… al momento ancora molto poco sfruttata), il suo eclettico motore di ricerca (che comunque ormai è integrato in ogni browser) e una sorta di Prism proprietario (l’applicazione sperimentale di Mozilla che permette di visualizzare siti come se fossero applicazioni a sé stanti, seppur solo a livello grafico).

L’interfaccia di Chrome, altro punto fondamentale nel confronto tra browser, è quanto di più essenziale ci sia, lasciando presupporre un basso utilizzo della memoria e una rapidità di esecuzione superiore ai suoi rivali. Sulla memoria devo però dire che mentre sul mio Sony Vaio si è comportato benissimo (e ci mancherebbe), sull’Eee PC ho rilevato alcuni rallentamenti di troppo, soprattutto se confrontato con il più pesante (ma più veloce) Opera. La rapidità di apertura delle pagine, al contrario, pare essere davvero degna di record, soprattutto nei confronti di Gmail, che risulta più veloce che mai. Quel che lascia comunque dubbiosi è forse proprio l’eccessiva scarsità di contenuti del programma di Google.
Fermo restando che un browser, secondo me, dovrebbe essere principalmente un “software che permette di visualizzare pagine web” e non un “software che fa di tutto e di più”, l’utilizzo di Chrome risente al momento di un menu di visualizzazione dei preferiti, che al momento sono visibili solo aprendo la barra apposita (che per principio non voglio tener sempre attiva dato che comunque nel suo piccolo limita il campo visivo) o aprendo una nuova scheda… il tutto con uno spazio che di fatto ne può accogliere solo un piccolo numero. Strano infine il mix grafico adottato da Google, che pare ispirarsi un po’ a quanto già esistente: i menu sembrano presi interamente da Internet Explorer 7 (compreso quello dei preferiti), la barra alta delle pagine visualizzate da Opera 9 così come la finestra principale con i riquadri delle ultime pagine aperte, la possibilità di creare collegamenti diretti ai siti da Prism. Manca invece la possibilità di installare o gestire plugin, ma di questo personalmente non sento la mancanza.
Fatte queste considerazioni, il mio parere su Chrome è un po’ in bilico tra il buono e il sufficiente, anche se c’è da sottolineare che questa è solo la prima release e che è pure in fase di “beta” (seppur si tratti di una beta Google). Dando quindi per scontato che ci saranno ampi margini di miglioramento e che comunque il suo scopo non sarà mai quello di divenire un programma “tuttofare” (da politica Google, la stessa che ho sempre lodato… un programma deve assolvere al suo scopo nel migliore dei modi, non fare di tutto seppur male) lo manterrò installato sui miei due portatili e continuerò a metterlo alla prova confrontando con più calma vantaggi e svantaggi derivanti da utilizzo e tempi pratici di caricamento (e qui Firefox temo già sin da ora che uscirà sempre sconfitto).
P.S. Simpatica l’idea di accompagnare l’uscita di Chrome con alcune vignette atte a illustrarne l’utilizzo! Alcune è possibile trovarle qui con una breve spiegazione, mentre tutte quante si possono leggere direttamente sul sito ufficiale.

