Dall’inviato a Pechino
Le olimpiadi quest’anno me le sono perse quasi totalmente. Dal primo agosto all’altro ieri sono infatti stato fuori Italia, in viaggio in terra spagnola con una parentesi “gibilterriana”, col risultato che le imprese di atleti da tutto il mondo ho solo potuto sentirle tra uno e l’altro stralcio di discussione. A quanto trapela da una notizia riportata dal Corriere, però, pare che io non sia stato l’unico a perdermi qualcosa.
Come si può chiaramente leggere in un qualsiasi post contenuto sul blog ufficiale improntato dalla RAI in occasione di Beijing 2008, le critiche al nostro servizio pubblico non sono mancate affatto. Anzi, c’è stata una vera e propria pioggia di lamentele pressoché su ogni aspetto possibile e immaginabile: programmazione, messa in onda, commentatori e quant’altro sono stati oggetto di reclami che, pur in molti casi eccedendo nell’insulto e quindi anche l’umano rispetto, paiono mostrare una realtà piuttosto sconfortante.
Non volendo entrare troppo nel merito della questione, che non conosco direttamente causa assenza, devo dire di essere rimasto davvero stupito dal suddetto blog (gestito dal giornalista inviato sul posto Giampiero De Luise), la cui natura non mi è assolutamente chiara. Se è pur vero che sin da subito è stato inondato di critiche (giuste o meno che fossero, non è questo il punto) è anche vero che non vi è stato un solo intervento atto a discorrere delle olimpiadi: non una notizia, un aggiornamento sulle gare… nulla che cercasse di dare insomma una parvenza di informazione tale da far tacere le critiche. Al posto di tutto ciò vi sono solo state una serie di risposte agli attacchi, la quali chiaramente non hanno fatto altro che peggiorare ulteriormente la situazione.

Le critiche fanno parte del mestiere, e questo dovrebbero saperlo tutti, e il miglior modo per rispondervi è tramite l’impegno, mostrando (e non solo dunque parlandone) il frutto del proprio lavoro. Se dunque De Luise avesse cercato di fare informazione (vera) sul blog da lui gestito, avrebbe quasi certamente ottenuto esiti differenti. Al contrario, alla polemica ha fatto seguire altra polemica, innescando così un vortice che ha di fatto messo sé stesso e la RAI in una posizione piuttosto negativa, evidenziata tra l’altro da queste frasi:
[…] Il blog non è un forum, dove individuato un ambito di discussione, tutti possono dire tutto, a ruota libera, interagendo tra loro.
Questo spazio avrebbe dovuto accogliere spunti di riflessione (naturalmente sportiva) intorno ai quali sarebbe stato interessante ragionare tutti insieme. Purtroppo però il blog si è trasformato nell’ “ufficio reclami”, reclami ai quali abbiamo cercato di fornire alcune risposte, dimostrando la volontà di tenere aperto un canale di comunicazione con i nostri visitatori. […] - Giampiero De Luise, Pechino 2008
I blog sono uno strumento unico dalla potenza comunicativa impareggiabile, ma vanno saputi usare bene e con accortezza. Quando De Luise sottolinea che gli utenti hanno fatto un uso distorto dello spazio da lui curato, commette un errore grossolano e difficilmente perdonabile a causa proprio della totale assenza di quegli spunti riflessivi di cui parla, senza i quali (naturalmente) ai frequentatori non è rimasto nulla di cui parlare, se non appunto le tanto feroci critiche. Cito quasi a caso una delle tante risposte fornite:
[…] Queste pagine sono, ovviamente, l’unico mezzo che abbiamo per farvi capire che qualcosa non va e non per parlare di sport; per quello esistono già altri forum e blog certamente più curati e degni.
Il blog della RAI è nato senza alcuna pretesa (tralasciando quella assurda di ricevere complimenti) ed invece di essere zeppo di notizie esclusive (siete la rete olimpica ve ne rendete conto) è zeppo del nulla, di quel nulla che voi avete creato non postando… e poi vi lamentate di quello che leggete… […] - Alessandro, commento #136
Invece di effettuare un tale spreco di uno strumento tanto avanzato, si faceva miglior opera a tralasciarlo del tutto come mezzo comunicativo, concentrandosi su altri aspetti, quali appunto programmazione degli eventi, commentatori, ecc… mostrando così almeno una organizzazione dell’evento coesa e solida fondata su una visione chiara, e non improvvisata sul momento (come invece è apparsa). Così resta solo l’amaro in bocca per l’ennesima occasione sprecata.


condivido. Purtroppo oggi De Luise fa un post che a me fa cascare le braccia: “Chi vi ha emozionato di più”?
Santiddio, ma chi se ne importa? Perché non mi raccontate le olimpiadi, il dietro le quinte, il clima degli atleti italiani che dovranno affrontare le prossime gare? Niente di niente. Si fanno le domandine sciocchine ai lettori tipo “via piace di più la scherma o il tiro al piattello?” :(((
Io, come da commenti scritti sul blog di Alfredo Di Giovampaolo, sono piuttosto allibito da questa vicenda, in quanto mostra il fianco di una classe giornalistica italiana che tristemente non riesce a stare al passo coi tempi, che arriva tardi e male quando altri sono già invece esperti.
L’aspetto, per me, peggiore di questa vicenda non è la perdita in termini di “spettacolo olimpico”, ma quel voler giustificare la mancanza di conoscenza del media internettiano da parte di un giornalista (peraltro della “redazione internet”, e questa è la beffa finale) che invece proprio a causa del suo mestiere dovrebbe essere aggiornato e informato.
Si può fare informazione senza essere a propria volta informati?