DiarioMail DiarioFeed
Stampa questo post    Invia per e-mail questo post

Consapevolezza accademica

Spagna, ritorno… e parto subito con un post in tema traduttivo dovuto a una questione di cui avrei voluto scrivere (sempre principalmente per piacere, più che per informazione, essendo questo un blog personale) prima di partire, ma sul quale non sono riuscito a ritagliarmi il tempo necessario a trattarlo.

Le traduzioni amatoriali che tipo di realtà compongono? Quella che apparentemente sembra una domanda facile (e sulla quale ho peraltro già scritto molto in passato) mi sta dando ancora da pensare a causa dell’interessamento mostrato da un paio di persone, desiderose di affrontare tale argomento non solo per interesse personale, ma anche (per la prima volta) accademico. L’ambito è quello relativo alla discussione di tesi di laurea in area linguistica, ergo assolutamente pertinente, il quale sinora ha cercato di affrontare le traduzioni dai più svariati punti di vista, con l’eccezione (non unica però) di quello videoludico amatoriale.

La localizzazione di videogiochi, almeno in Italia, è una realtà che ha un ampio margine di crescita e una forte richiesta di traduttori capaci e con esperienza. Le varie iniziative atte a diffondere la cultura della traduzione del software (non certo ultimo il Gruppo L10N che da questo punto di vista ha effettuato diverse pubblicazioni interessanti) mostrano appunto come su questo campo ci sia ancora molto da dire e definire, anche in ambito accademico.

Se dunque è già presente da tempo un tale interesse, stupisce (ma forse nemmeno tanto) come tale interesse si stia spostando anche verso la sfera amatoriale ad esso legato. Una sorta di processo di “ufficializzazione” di gruppi come il G.I.T. è una realtà già da alcuni anni, ovvero da quando alcuni distributori hanno iniziato a fare la conoscenza di tali gruppi autorizzandone in vari casi i lavori (come appunto è accaduto tra G.I.T. e Ubisoft o Atari) o addirittura appoggiandoli. Questa è comunque solo la punta di un iceberg molto più profondo, le cui radici affondano sempre più in collaborazioni tra gruppi amatoriali e distributori/produttori al fine di localizzare materiale non solo a fine gratuito o hobbystico, ma addirittura per il mercato stesso.

Stando a questi presupposti era in fondo prevedibile un interessamento anche da parte dell’ambito accademico, ma era difficile sinora fare una previsione a tal proposito. E’ stato dunque con un misto di stupore e interesse che mi son ritrovato a discorrere di traduzione amatoriale e della mia esperienza personale con le due persone di cui sopra, evidenziando modalità d’interazione, approcci, metodologie, evoluzioni, concezioni e quant’altro. L’argomento è vasto, anzi vastissimo, e non mi è stato del tutto semplice raccogliere tutto in una sorta di discorso unico: anche questo Diario, per quanto mi abbia dato più volte l’occasione di organizzare le idee, è un insieme sparso di pensieri il quale mi porta ancora una volta a pensare alla Guida introduttiva alla traduzione di videogiochi per PC come a un’occasione per raggruppare almeno una parte di essi.

A quelle due persone che mi hanno contattato in questi mesi faccio un grosso “in bocca al lupo” per la loro tesi di laurea, augurandomi che questa loro iniziativa possa essere un punto d’inizio per una sempre maggior consapevolezza, a livello “ufficiale” o perlomeno “ufficioso”, di quel grande impegno che negli anni tanti traduttori amatoriali hanno riposto (e stanno riponendo ancora) nella loro opera.

Non ci sono commenti a questo post

Scrivi un commento