Come una volta
Che il periodo d’oro delle traduzioni sia passato è abbastanza evidente. Il “fenomeno” si è parzialmente spento, le comunità sono divenute realtà minori e più distinte tra loro, i traduttori sono scesi di numero, ecc… OK, sin qui nulla di nuovo dato che son discorsi che si sono già fatti più volte, e anche questa volta non sono del tutto veritieri. Quando infatti nascono pensieri simili accade quasi sempre qualcosa che fa riconsiderare l’intera vicenda.
Quella scintilla che un po’ di anni fa gettava letteralmente i videogiocatori nella traduzione dei loro videogiochi preferiti esiste ancora, e la si vede in iniziative spontanee come la localizzazione di Okami, condotta dall’Okami Italian Translation Project (nome che richiama alla mente il già famoso ITP, Italian Translation Project), i cui membri si sono riuniti, in occasione dell’uscita della versione su Nintendo Wii, per rimediare alla decisione di Capcom di pubblicare sul suolo italico il suddetto gioco in lingua inglese. Lo stesso spirito, insomma, che ha spinto alla nascita e crescita di questo particolare ambito.

Dunque, come si è visto accadere altre volte in passato, alcuni appassionati si sono messi di gran lena a tradurre frase per frase, il tutto con una pazienza che deve essere stata certosina data la quantità dei testi (il file PDF consta in oltre 390 pagine). La traduzione ora si presenta sotto forma di file TXT o PDF di modo da poter essere stampata, sebbene data la lunghezza ciò potrebbe anche essere un problema per qualcuno, e usufruita direttamente dal proprio divano mentre si gioca. Lavorare su videogiochi per console purtroppo non permette di effettuare patch traduttive che vadano a sostituire i testi in-game… non a meno di pubblicare tutto il gioco violandone così il copyright, ma questa mi pare una soluzione comunque comoda e adeguata.
Lode dunque a queste persone che contribuiscono anche a risvegliare questo “a tratti soporifero” campo traduttivo amatoriale, e alla loro iniziativa che a quanto pare sta già facendo raccogliere loro i primi frutti (e parlando di amatoriale questi non possono essere che sotto forma di riconoscimento). Un grosso in bocca al lupo da parte mia, OITP!

