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	<title>Comments on: Questione di esperienza</title>
	<link>http://www.diariotraduttore.com/2008/06/27/questione-di-esperienza/</link>
	<description>[Pensieri, riflessioni, idee e sogni di un traduttore programmatore alle prese con la vita]</description>
	<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 14:21:19 +0000</pubDate>
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		<item>
		<title>By: Marco/Cav</title>
		<link>http://www.diariotraduttore.com/2008/06/27/questione-di-esperienza/#comment-2883</link>
		<dc:creator>Marco/Cav</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Jun 2008 16:43:22 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.diariotraduttore.com/2008/06/27/questione-di-esperienza/#comment-2883</guid>
		<description>Ciao Mario,

non so se la distinzione tra hardcore e casual attuata nella maggioranza dei casi sia o meno a un livello leggermente differente. Penso ad esempio a una realtà familiare a mio stretto contatto, la quale vede una persona sì informarsi, ma in maniera sporadica (un po' come uno potrebbe interessarsi di pittura o cinema o altro ancora senza esserne un esperto a tutto campo) e la vede comprare giochi effettuando delle scelte comunque consapevoli, ma senza saperne tutto sulla produzione, dalla gestazione alla vendita. Ciò che non rende "hardcore" questa persona, secondo alcuni, sarebbe il fatto che raramente finisce un gioco, che imposta il livello di difficoltà minimo perché non vuole stancarsi, ma solo divertirsi, perché non è informato sulle uscite e finisce anche per comprare titoli vecchi che semplicemente non sapeva prima nemmeno esistere, ecc...
Le sue scelte, nell'apparente "ignoranza" (nel senso di ignorare), sono comunque coscienti e motivate da una scelta effettuate comunque su una base d'informazione che per quanto ad uso generalistico esiste (non mi riferisco a una stampa generalistica in sé, ma all'uso che in questo caso viene fatto di quella pur specialistica).

E' per questo che sono rimasto un po'... stupito (questo non è il termine giusto, comunque) dalla discussione linkata nel mio precedente commento, ove addirittura il semplice usufruire di meccanismi atti a semplificare l'esperienza di gioco rendono il tutto "casual" e dunque di un livello che appare quasi addirittura inferiore.

Ad ogni modo, distinzione casual-hardcore a parte, sono assolutamente d'accordo con te sul fatto che la stampa, generalistica o meno, dovrebbe affrontare il tema videoludico con maggior maturità (e su questo Metalmark ha scritto e detto abbastanza nell'&lt;a href="http://arsludica.org/2008/06/29/disinformazione-videoludica-la-parola-a-marco-accordi-rickards/" target="_blank" rel="nofollow"&gt;intervista&lt;/a&gt; su Ars Ludica)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Mario,</p>
<p>non so se la distinzione tra hardcore e casual attuata nella maggioranza dei casi sia o meno a un livello leggermente differente. Penso ad esempio a una realtà familiare a mio stretto contatto, la quale vede una persona sì informarsi, ma in maniera sporadica (un po&#8217; come uno potrebbe interessarsi di pittura o cinema o altro ancora senza esserne un esperto a tutto campo) e la vede comprare giochi effettuando delle scelte comunque consapevoli, ma senza saperne tutto sulla produzione, dalla gestazione alla vendita. Ciò che non rende &#8220;hardcore&#8221; questa persona, secondo alcuni, sarebbe il fatto che raramente finisce un gioco, che imposta il livello di difficoltà minimo perché non vuole stancarsi, ma solo divertirsi, perché non è informato sulle uscite e finisce anche per comprare titoli vecchi che semplicemente non sapeva prima nemmeno esistere, ecc&#8230;<br />
Le sue scelte, nell&#8217;apparente &#8220;ignoranza&#8221; (nel senso di ignorare), sono comunque coscienti e motivate da una scelta effettuate comunque su una base d&#8217;informazione che per quanto ad uso generalistico esiste (non mi riferisco a una stampa generalistica in sé, ma all&#8217;uso che in questo caso viene fatto di quella pur specialistica).</p>
<p>E&#8217; per questo che sono rimasto un po&#8217;&#8230; stupito (questo non è il termine giusto, comunque) dalla discussione linkata nel mio precedente commento, ove addirittura il semplice usufruire di meccanismi atti a semplificare l&#8217;esperienza di gioco rendono il tutto &#8220;casual&#8221; e dunque di un livello che appare quasi addirittura inferiore.</p>
<p>Ad ogni modo, distinzione casual-hardcore a parte, sono assolutamente d&#8217;accordo con te sul fatto che la stampa, generalistica o meno, dovrebbe affrontare il tema videoludico con maggior maturità (e su questo Metalmark ha scritto e detto abbastanza nell&#8217;<a href="http://arsludica.org/2008/06/29/disinformazione-videoludica-la-parola-a-marco-accordi-rickards/" target="_blank" rel="nofollow">intervista</a> su Ars Ludica)</p>
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		<title>By: Mario Morandi</title>
		<link>http://www.diariotraduttore.com/2008/06/27/questione-di-esperienza/#comment-2882</link>
		<dc:creator>Mario Morandi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Jun 2008 15:52:16 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.diariotraduttore.com/2008/06/27/questione-di-esperienza/#comment-2882</guid>
		<description>Ciao Marco/Cav,
proprio così, queste distinzioni sono comunque utilizzate principalmente per orientare il mercato. Dopodiché vengono utilizzate nei forum, e i videogiocatori di vecchia data amano spesso definirsi "hardcore gamers", nonostante il fatto che per il mercato l'harcore gamer sia in realtà il giocatore che compra molti videogiochi in un dato arco di tempo.
Eppure forse questa differenza esiste, ed esiste per un motivo importante: il cosiddetto hardcore gamer segue l'informazione specializzata, il casual gamer no.
La stampa specializzata e quella generalista offrono delle visioni completamente divergenti del videogioco; io ritengo che l'unico modo di appianarle in modo maturo sia quello di divulgare con ogni mezzo la storia del videogioco.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Marco/Cav,<br />
proprio così, queste distinzioni sono comunque utilizzate principalmente per orientare il mercato. Dopodiché vengono utilizzate nei forum, e i videogiocatori di vecchia data amano spesso definirsi &#8220;hardcore gamers&#8221;, nonostante il fatto che per il mercato l&#8217;harcore gamer sia in realtà il giocatore che compra molti videogiochi in un dato arco di tempo.<br />
Eppure forse questa differenza esiste, ed esiste per un motivo importante: il cosiddetto hardcore gamer segue l&#8217;informazione specializzata, il casual gamer no.<br />
La stampa specializzata e quella generalista offrono delle visioni completamente divergenti del videogioco; io ritengo che l&#8217;unico modo di appianarle in modo maturo sia quello di divulgare con ogni mezzo la storia del videogioco.</p>
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		<title>By: Marco/Cav</title>
		<link>http://www.diariotraduttore.com/2008/06/27/questione-di-esperienza/#comment-2881</link>
		<dc:creator>Marco/Cav</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jun 2008 12:55:43 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.diariotraduttore.com/2008/06/27/questione-di-esperienza/#comment-2881</guid>
		<description>Ciao Marco,

leggo da un po' Game Pro ed è lì che ho letto la tua interessante "teoria" (ammesso che così la si possa chiamare) del "conscious-gamer", e devo dire che sin da subito mi ha colpito perché esprime anche solo in una parola (anzi, soprattutto, data la sua forza espressiva) quello che da tempo era il mio pensiero e che in parte ho espresso anche &lt;a href="http://www.diariotraduttore.com/2008/02/13/nintendo-difference/" rel="nofollow"&gt;qui&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.diariotraduttore.com/2008/05/15/possibilita-evolutive-di-un-media/" rel="nofollow"&gt;qui&lt;/a&gt; parlando delle intenzioni di Nintendo in questa generazione. La consapevolezza può essere uno strumento molto più potente della sola esperienza in quanto giocatore (l'aver insomma finito tutti i giochi a livello iper-mega-ultra-super-difficile, piuttosto che infima-bassissima-schiappa e cose simili).
A tal proposito ho giusto letto ieri un utente su un forum dire che secondo lui l'avere salvataggi rapidi nei videogiochi non fa altro che rovinare questo media solo perché così consentirebbe anche agli utenti meno "navigati" di farcela... ed è proprio a causa di quel post che mi è venuto in mente, anche in questo mio piccolo spazio, di sottolineare il tuo concetto del conscious-gamer!
Grazie dunque a te! :)

P.S. Ecco il &lt;a href="http://forumtgmonline.futuregamer.it/showpost.php?p=5508688&#038;postcount=40" target="_blank" rel="nofollow"&gt;link&lt;/a&gt; alla discussione sopra citata.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Marco,</p>
<p>leggo da un po&#8217; Game Pro ed è lì che ho letto la tua interessante &#8220;teoria&#8221; (ammesso che così la si possa chiamare) del &#8220;conscious-gamer&#8221;, e devo dire che sin da subito mi ha colpito perché esprime anche solo in una parola (anzi, soprattutto, data la sua forza espressiva) quello che da tempo era il mio pensiero e che in parte ho espresso anche <a href="http://www.diariotraduttore.com/2008/02/13/nintendo-difference/" rel="nofollow">qui</a> e <a href="http://www.diariotraduttore.com/2008/05/15/possibilita-evolutive-di-un-media/" rel="nofollow">qui</a> parlando delle intenzioni di Nintendo in questa generazione. La consapevolezza può essere uno strumento molto più potente della sola esperienza in quanto giocatore (l&#8217;aver insomma finito tutti i giochi a livello iper-mega-ultra-super-difficile, piuttosto che infima-bassissima-schiappa e cose simili).<br />
A tal proposito ho giusto letto ieri un utente su un forum dire che secondo lui l&#8217;avere salvataggi rapidi nei videogiochi non fa altro che rovinare questo media solo perché così consentirebbe anche agli utenti meno &#8220;navigati&#8221; di farcela&#8230; ed è proprio a causa di quel post che mi è venuto in mente, anche in questo mio piccolo spazio, di sottolineare il tuo concetto del conscious-gamer!<br />
Grazie dunque a te! <img src='http://www.diariotraduttore.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>P.S. Ecco il <a href="http://forumtgmonline.futuregamer.it/showpost.php?p=5508688&#038;postcount=40" target="_blank" rel="nofollow">link</a> alla discussione sopra citata.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>By: Metalmark</title>
		<link>http://www.diariotraduttore.com/2008/06/27/questione-di-esperienza/#comment-2880</link>
		<dc:creator>Metalmark</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jun 2008 12:35:23 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.diariotraduttore.com/2008/06/27/questione-di-esperienza/#comment-2880</guid>
		<description>Lieto che tu abbia citato la mia teoria e che la trovi utile. Mi ha fatto piacere.

Ciao,
Marco</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Lieto che tu abbia citato la mia teoria e che la trovi utile. Mi ha fatto piacere.</p>
<p>Ciao,<br />
Marco</p>
]]></content:encoded>
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