Una passione chiamata “kart”
Una delle mie passioni sono i kart (vedere qui e qui). Correre su di essi, affrontare gran premi in compagnia di amici e conoscenti è qualcosa che mi ha sempre saputo divertire. Nel tempo mi è capitato di provare un po’ di tutto, o quasi: piste all’aperto e al chiuso, kart di differente potenza e cilindrata, circuiti su uno o due piani. Ogni sfida è ben accetta e ed è una nuova occasione per mettersi in gioco. Certo, dopo ciascuna gara qualche livido sulla schiena, ma sinora non ho mai avuto da lamentarmi in fase di post-gara.
L’ultima che ho avuto modo di fare è stata sabato 21 scorso: per l’esattezza si è trattata della seconda gara di Reti Kart, “campionato aziendale” di kart (il termine è “virgolettato” perché non è un campionato vero e proprio… quanto l’insieme di diverse sfide che con molta calma si susseguono tra loro… al momento, giusto per spiegarmi meglio, sono state disputate due gare nell’arco di 10 mesi). A differenza della prima, risalente a settembre dello scorso anno, questa volta tutto è stato più difficile, con una sfida serrata tra me e un’altra persona, la quale è riuscita a mantenere la seconda posizione per tutto il tempo della gara, dopo averla conquistata alla seconda curva dalla partenza approfittando della confusione iniziale.

Non è comunque la posizione di arrivo che conta, quando appunto il divertimento derivante dalla sfida (sempre leale e corretta… niente manovre pericolose) in sé, quel sano senso di competizione che in pista prende in parte il sopravvento, e sul quale ci ridi insieme agli altri non appena sei sceso dal mezzo. Non è dunque rilevante vincere o meno, anche se comunque si tiene lo stesso una classifica, con punteggi e statistiche a corredo, con lo scopo di mantenere intatto quel senso (amichevole, lo ripeto) di sfida… un po’ come quando si affronta una partita di calcio, o una qualsiasi altra attività sportiva che preveda un confronto (a squadre o meno, non ha importanza).
La prossima gara si terrà più avanti, nei mesi a venire… molto probabilmente non prima di fine estate/inizio autunno. Naturalmente sempre di sabato, perché durante la settimana gli impegni lavorativi (nonché la dislocazione non ravvicinata dei nostri piloti) costringono a rinunciare a ogni tentativo.

