Ancora Nintendo, ancora Wii
Ciò che Nintendo sta facendo con la sua ultima console, Wii, ha quasi dell’incredibile. Il modo in cui questa casa, con una lunga tradizione nel campo dei videogiochi, sia riuscita ad avere un successo così grande, ma soprattutto immediato, non ha eguali, né paragoni. Leggere notizie come questa non stupisce ormai nemmeno più, e basta girare per negozi alla ricerca di materiale per questa console per rendersi conto di quanto essa sia bramata dal pubblico.
L’ultimo esempio, solo in ordine temporale, è Wii Fit, ovvero una sorta di bilancia associata ad attività di svago e sport da effettuare direttamente davanti alla televisione. Annunciata per il 24 aprile, la Balance Board è arrivata nei negozi con un giorno di anticipo, facendo registrare nell’arco di nemmeno 24 ore vendite tali da poter quasi scatenare un prematuro esaurimento scorte. Mercoledì sera (a dunque poche ore dall’avvenuta distribuzione) ho potuto io stesso constatare in un GameStop come su 25 copie arrivate, ormai ne fossero disponibili solo 8.

Dove Wii Fit ha avuto ancor più successo è comunque nell’espansione del concetto di social gaming, che qui trova una ulteriore (incredibile) valvola di sfogo. Dopo aver infatti convinto alcuni amici a provare anche questa, io e loro ci siamo trovati subito attratti dalle possibilità e capacità ludiche di questo strumento: giochi di equilibrio, di bilanciamento, attività di Yoga, ecc… sono tutti studiati in maniera talmente divertente da risultare come non mai adatti all’intrattenimento di gruppo.
Nessuna altra console ha saputo prima d’ora creare intorno a sé un’atmosfera tale, basandosi non sulla classica modalità multigiocatore via internet, bensì sulla vera essenza del gioco tra amici, che deve essere divertente e facilmente accessibile senza bisogno di leggersi lunghi manuali cartacei. Non sarà ciò che molti considerano una “piattaforma hardcore” (termine che sinceramente non ho mai apprezzato, in quanto secondo me sintomo di una fetta di giocatori ancora alla ricerca di uno status-simbol che li distingua come “giocatori d’elite”… il nerd di una volta, insomma), ma è esattamente ciò che ormai stavo cercando da anni a questa parte.

