Circuiti e manie
TrackMania è semplice! Nessuna pretesa di realismo, nessun sorpasso al millimetro o sportellata per battere un rivale particolarmente ostico. Solo alcune vetture di fantasia e la pista, il tutto con salti, capottamenti, derapate e accelerazioni tutt’altro che legate alle più comuni leggi fisiche, anche se si salta a oltre 200 Km orari da 30 metri di altezza. Solo divertimento, puro e semplice e tanti record da far segnare.
La formula che ha reso questa (già lunga, dato il numero di episodi che l’ha vista protagonista) serie è proprio questa sua natura scanzonata e spensierata, dove il giocatore non debba concentrarsi su ammortizzatori, freni a disco e setup della vettura, ma solo sulla ricerca della precisione millimetrica che porti a stabilire un nuovo record (personale o meno che sia). Classifiche globali e locali (si parte dal generico “World” per arrivare sino alla propria regione d’abitazione) censiscono infatti la posizione di ciascun partecipante a queste folli corse, con tanto di medaglie, tempi migliori, posizioni e replay.

Nel mio caso TrackMania, nella sua versione United Forever su Steam (piattaforma che nella sua genialità apprezzo sempre più), è riuscito a risvegliare quella che era una passione spenta ormai da tanti tempo, ovvero quella per i giochi di corse. Questo genere, che tanto avevo apprezzato soprattutto ai tempi dei vari Grand Prix dell’indimenticabile Geoff Crammond, aveva infatti perso per me ogni attrattiva da ormai svariati anni, forse proprio in concomitanza della perdita di ogni interesse verso il mondo della Formula 1 e quindi delle corse in generale.
La formula del successo di questo gioco non si ferma comunque a classifiche, comunità e sfide divertenti, ma è arricchita anche da un editor in-game di una semplicità senza pari, che permette con pochissimi sforzi di disegnare le proprie piste dando sfogo alla fantasia. Insomma, sono rimasto davvero rapito da tutto questo e il mio profilo su Steam ne è testimone, il quale (soprattutto a causa delle ore spese su TrackMania) mi ha simpaticamente etichettato come “Morto che cammina”.
P.S. Nel caso trovaste su TrackMania un tempo registrato a nome [MP.IT] CavaliereOmbra, sappiate che è mio!