Community translation
Quest’oggi, sfogliando il web in maniera un po’ stanca, mi sono imbattuto in qualcosa di interessante che tradizionalmente si riporta sotto il nome di “community translation” o “social translation”. L’idea non è nuova ed è già stata usata più volte e in più ambiti, ma è un’idea che ancora (almeno in Italia) nessuno aveva applicato al mondo della traduzione di videogiochi.
Ancor prima di entrare nel dettaglio dell’iniziativa da cui nasce lo spunto riflessivo di questo post, mi preme però esprimere un concetto: una buona pianificazione è per me un prerequisito necessario per qualunque progetto volesse raggiungere una certa qualità. Naturalmente questa condizione è necessaria, ma non sufficiente dato che anche una corretta organizzazione può portare a risultati altalenanti. Ciò nonostante se essa viene a mancare si rischia confusione, assenza di coordinazione e di conseguenza una traduzione di bassa qualità.
L’idea alla base di una “community translation” è quella di rendere disponibili su internet tutti i testi riguardanti un progetto da localizzare. Ciascun utente, in maniera molto simile a quanto accade su Wikipedia, si può registrare e può dunque partecipare alla traduzione, contribuendo a una causa comune. L’insidia che è dietro l’angolo è la gestione di terminologie che si ripetono, l’esigenza di un glossario che non sia solo comune, ma anche in divenire e costantemente aggiornato in base alla natura del contesto e, infine, naturalmente la verifica delle capacità linguistiche delle persone che decidessero di offrirsi volontarie.

Il risparmio dato dunque dalla fase traduttiva, che vedrebbe coinvolte molte più persone rispetto a un team chiuso, rischierebbe di ritorcersi contro gli autori in fase di verifica e revisione, che in determinati casi può essere persino più costosa di una ritraduzione. Condurre un’iniziativa di questo tipo è dunque sicuramente molto impegnativo, se non dal lato traduttivo almeno da quello organizzativo.
WikiBabel è il titolo dell’iniziativa di cui parlavo a inizio post. Si tratta di un progetto avviato da Dewos, chi conosce il mondo delle traduzioni amatoriali quasi certamente conoscerà questo nome, dove attualmente sono raggruppati i file relativi a The Bard’s Tale. Le funzionalità di questo spazio, ancora in beta, sono piuttosto ben realizzate: un motore di ricerca che consenta di vedere come altri traduttori hanno localizzato frasi e termini, il tutto con sempre visibile il confronto testo originale/testo tradotto, e un forum che permetta a tutte le figure coinvolte di poter dialogare tra loro. Ciò nonostante restano ancora i dubbi di cui sopra, soprattutto per quanto riguarda coloro che decidessero di agire in maniera più “isolata”.
E’ comunque un’iniziativa che reputo molto interessante per vari motivi, soprattutto a causa dell’attenzione che potrebbe portare su di sé, contribuendo così a dare nuova linfa alle traduzioni amatoriali. Sarà altresì interessante vedere come risponderanno gli utenti e quale sarà l’esito del primo lavoro di “comunità”. Per il momento mi limito a fare un “in bocca al lupo” a Dewos per il suo (ambizioso) progetto.
P.S. Un piccolo aggiornamento a quanto scritto sopra. WikiBabel è anche opera di Baccello, altro nome decisamente conosciuto in questo ambito!
Siete tutti paranoici sullo stesso punto. Per fortuna ho preso le mie precauzioni e il sistema ha molti metodi per evitare derive stilistiche.
Caro Cavaliere non ti roderà mica? Non siamo degli sprovveduti e la parola Beta ci sta apposta ad indicare che il progetto è ancora in sviluppo. Dewos ha avuto una stupenda idea anche se come dici tu è già stata utilizzata su altri campi. Wikibabel sarà la soluzione al problema delle traduzioni amatoriali mai terminate e abbandonate, chiunque è interessato puo’ dare il suo contributo ma questo non vuol certo dire che chiunque può fare quello che gli pare. Il sistema di votazione integrato nel progetto permetterà di escludere quelle traduzioni sbagliate, e ti dirò di più in questo progetto è proprio il contrario di quello che hai detto, più saranno le persone a tradurre e a votare e più la traduzione verrà buona perché se siamo in 3 o 4 ognuno vota la sua, ma se siamo in 100 è sicuro che la percentuale maggiore dei voti andrà alla traduzione migliore. Ciaoooooooo
PS: Crepi il lupo!
Eahmmm… ecco l’impulsivo Diego che come al solito va alla carica
In realtà il discorso di Cav era un po’ diverso, e sarebbe stato anche giusto se non fosse che si basa quasi totalmente su pregiudizi. In realtà Wikibabel ha un buon sistema di amministrazione, l’ultima parola nella scelta delle stringhe è comunque di chi ha aperto il progetto e il sistema di votazione è un valido alleato in questo. Inoltre è presente la funzione che mette in rilievo la traduzione (concordata) dei termini ricorrenti, per evitare ambiguità, e tante altre cose…
Fra poco apriamo il progetto di Aquaria, perché non provi a collaborare Cav così lo provi con mano. Sono sicuro che hai poco tempo e bla bla bla, ma se anche traduci una sola stringa, sarebbe una stringa in più per il progetto. Alle altre penseranno gli altri. E’ questa la filosofia
E perché dovrebbe rodermi? Sono contento se la scena si riprende un po’ dal torpore in cui è (lentamente) caduta.
Ho un dubbio, più o meno lecito che sia, e l’ho confidato sul mio blog senza pensare di fare un torto o di mettere in cattiva luce questa iniziativa (e se così fosse, ne chiedo scusa). Il voto comunque per me è una soluzione a metà, perché dipende da quanto successo può avere il sistema e non tiene conto dell’uniformità di un lavoro (non sempre, perlomeno). Da questo punto di vista io consiglio (ma forse ci avete già pensato) di gestire per ciascuna traduzione un glossario che possa anche essere aggiornato dagli utenti (con una sorta di versioning, però, come da Wikipedia), di modo che man mano che si trovino termini particolari chiunque possa indicarne la traduzione anche agli altri ed evitare ad esempio che si utilizzino due traduzioni differenti per un solo oggetto, generando confusione nel giocatore.
L’idea in sé è dunque stupenda, meravigliosa e vi faccio un enorme in bocca al lupo… e nel mio piccolo cercherò di parlare dei vostri progetti (che seguirò) qui sul Diario. Non chiedetemi però di partecipare: non che non mi farebbe piacere, anzi, e certo non penso solo al G.I.T., ma sono già abbastanza indietro con le mie traduzioni e con la vita in generale… meglio evitare di prendere altri impegni che tanto poi non potrei onorare davvero fino in fondo.
Lo so che una sola frase costa poco… ma sapeste di quante frasi sono indietro!
C’è già
Io intendo un glossario accentrato, un elenco del tipo “termine - traduzione”. Nei file di Aquaria non vedo nulla di simile.
E’ però pur vero che c’è il motore di ricerca che può aiutare per questi casi, ma forse è un po’ dispersivo.
Ad ogni modo è solo la mia opinione, eh.
P.S. A proposito della “social translation” si era espressa anche Isabella Massardo sul suo blog.
La cosa del glossario l’avevo già anche detta io a Dewos sia sugli oggetti, sui nomi propri riguardo questo ho visto solo l’esempio di Psychonauts sulla traduzione di Okkialor o come si chiama
Praticamente compare la nuvoletta sopra della traduzione. E’ una cosa comunque che va implementata meglio anche secondo me perché è molto importante l’uniformità non solo la correttezza.
Ciao
http://www.dewosblog.it/wiki/templates/help/special_word.jpg
Parole Speciali- Per evitare traduzioni diverse di termini ricorrenti, delle parole speciali vengono evidenziate in rosso e, passando sopra alla parola il mouse, verrà mostrato un suggerimento.
Tu intendi questo. E’ una funzione completata già dalla prima versione di Wikibabel. Per Aquaria non ho inserito nessuna parola + traduzione perché è un progettino piccolo e voglio vedere come funziona il tutto senza appesantire troppo il sistema. Ma chinque può proporre parole speciali e inserirle nel sistema: verranno visualizzate immediatamente.
Nella pagina della Guida c’è scritto che solo gli admin possono inserire nuove parole nel glossario di traduzione, ma se è una cosa che può fare chiunque, allora meglio così.
Occhio però solo a tenere un versioning (stile appunto Wikipedia).