Machine translation
Sull’implementazione di sistemi automatizzati di traduzione e sulla ricerca ad essi applicata ho già avuto modo di scrivere in passato (vedere Esperanto digitale e La memoria traduttiva dell’Unione Europea), ma oggi ho letto una notizia che ha nuovamente saputo attrarre la mia attenzione su questo delicato (e comunque quanto mai interessante) argomento. Perché interessante? Come ho scritto in passato, non vedo ancora all’orizzonte alcun algoritmo matematico in grado di analizzare e schematizzare davvero la complessità delle lingue: la traduzione comporta infatti prima di tutto comprensione. Ciò nonostante immagini come il traduttore automatico di Star Trek sono difficili da scacciare dalla mente se si pensa a cosa in un futuro (seppur non vicino) si sarà in grado di compiere tramite l’utilizzo di intelligenze artificiali, reti neurali, e altri sistemi complessi di calcolo.
Google è da tempo che investe in questa direzione tramite l’implementazione di strumenti di traduzione facilmente accessibili dal suo motore di ricerca. Strumenti che ammetto di aver avuto modo di usare soprattutto in occasione di rapide e comprensibili traduzioni dal tedesco all’inglese. I risultati ottenuti, sempre però su testi estremamente semplici composti più che altro da singole frasi da leggere anche separatamente, si sono spesso rivelati essere affidabili e adeguati allo scopo preposto, al contrario di altri applicativi analoghi. Ciò che infatti differenzia Google da altri gruppi, come gli stessi responsabili affermano, è la potenza di calcolo a sua disposizione, una delle più alte di tutto il globo (se non la maggiore… su questo non sono informatissimo) composta da una immensa rete di server in grado di mantenere constantemente attivi tutti i servizi erogati.
Tutta questa potenza, unita a testi dai semplici contesti, può fornire una base per risultati notevoli anche in un ambito tanto delicato quanto quello traduzione automatica. L’idea è dunque quella di unire questi strumenti a dialoghi real-time effettuati tramite chat o messaggistica, e offline tramite e-mail, canali di discussione, ecc… (link alla notizia). Non si tratta comunque di un progetto totalmente nuovo: Machine Translation è infatti qualcosa di molto analogo che, tramite l’inserimento di un contatto nuovo in Windows Live Messenger, permette di avere sempre a disposizione un bot di traduzione. Dall’altro capo della linea non vi è dunque una persona, ma solo un automatismo che date una o più stringhe in ingresso, ne fornisce istantaneamente una versione localizzata.
Certamente siamo ancora molto lontani da ciò che Gene Roddenberry aveva immaginato per il suo universo di fantasia, ma in qualche modo si può dire che la realtà stia davvero cercando di ripercorrere quelle orme, e nessuno può ancora dire cosa ci riserverà il futuro. Per il momento, dunque, il traduttore (quello in carne e ossa) resta ancora una necessità sul cui bagaglio culturale non si può prescindere, nel bene e nel male che ciò comporta.
E che dire delle Language API di Google?
Ammetto di non conoscerle. Facendo una rapida ricerca ho però trovato questo collegamento:
http://code.google.com/apis/ajaxlanguage/
Dubito ancora sul risultato che possa avere una traduzione automatica applicata anche solo ai post di questo spazio, ma comunque come funzionalità pare davvero di facile integrazione (gli esempi disponibili sul sito sono davvero molto chiarificativi).
Grazie per il suggerimento, Luigi.