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Il cimitero delle favole

Ho già avuto modo in passato di esprimere pareri positivi sulla scena indie dei videogiochi, di quei produttori indipendenti che, seppur sempre in grandi ristrettezze economiche, sono in grado a volte di produrre titoli anomali e distanti dai canoni più tradizionali, in grado cioè di percorrere strade nuove e innovative. E’ il caso dei Tale of Tales, eclettico gruppo belga che è stato in grado di farsi conoscere grazie al suo strano The Endless Forest e al prossimo The Path, titolo horror dalla natura intrigante, capace persino di incuriosire gli autori di Edge, la nota rivista.

La loro ultima opera, pubblicata a sorpresa, è The Graveyard, un non-gioco, esattamente come The Endless Forest: ciò che accomuna queste due creazioni è comunque solo il fatto di non appartenere del tutto alla categoria dei videogiochi, motivo per cui non ne userò oltre il nome, anche se a essere precisi non appartengono ad alcun genere conosciuto, avvicinandosi più a una sfera di sperimentazione verso qualcosa di indefinito e interessante al tempo stesso.

Il cimitero delle favole

The Graveyard non ha alcun gameplay: è solo richiesto al giocatore di far camminare una vecchietta nella direzione di una panchina, sullo sfondo di un grigio cimitero, dove essa si adagerà in cerca di riposo. Un canto malinconico, il lontano latrare di cani, il cinguettio petulante di uccellini primaverili… e un continuo mutare della luce (rigorosamente in bianco e nero) fanno da sfondo a un momento particolarmente laconico e triste che osserva gli ultimi istanti di vita di un personaggio tridimensionale e fittizio quale appunto la vecchietta.

Se si guarda oltre un impatto iniziale atipico e spiazzante (lo spettatore potrebbe essere erroneamente indotto a pensare che ci sia altro… ma altro non c’è) si vede come questo esperimento abbia estremamente cercato di addentrarsi in quella tanto difficile quanto desiderata Uncanny Valley. Quei pochi istanti di grafica 3D, la canzone e tutti i rumori di sottofondo, la luce in continuo mutare, sono tutti elementi che comunicano una cosa sola: il personaggio e quelle sensazioni che si presume esso possa provare in quegli ultimi istanti.

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