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Finestre in vista

Più per necessità di lavoro, che per desiderio personale, sono infine anche io (come già molti altri) passato a Windows Vista. Il mio precedente PC portatile di lavoro è infatti ingloriosamente finito in riparazione a causa di un blocco improvviso, nonché irrimediabilmente irreversibile, del disco fisso. Con qualche sforzo, nonché due giornate di lavoro perse, sono riuscito a recuperare tutti i dati che si trovavano su di esso (questo grazie alla suite di Acronis, stupendo esempio di programmazione tecnica) e a spostarli su un nuovo PC, immancabilmente dotato del nuovo sistema operativo di casa Microsoft.

Inizialmente il desiderio è stato quello di formattare tutto e installare XP, ma date le esigenze di lavoro ho deciso di adottare anche io questo OS, riservandomi di gestire il mio vecchio ambiente di sviluppo (Visual Studio 2003 con framework .NET 1.1) su una virtual machine con Windows XP. La combinazione, su cui inizialmente nutrivo molti dubbi non avendo una vera esperienza di virtualizzazione su Vista, si è dimostrata sinora piuttosto vincente, anche grazie alla Workstation 6.0.2 di VMware, vero leader in questo settore. Tutto il mio operato è dunque ora suddiviso egualmente tra due diversi sistemi operativi, entrambi gestiti in una volta sola con la semplicità del clic richiesto per passare da un programma aperto a un altro. E, al contrario delle mie pessimistiche previsioni, pare che il binomio sia piuttosto stabile e funzionante.

Finestre in vista

Stamani ho avuto anche modo di installare la nuovissima Service Pack 1 di Vista (rilasciata ieri in download e oggi su Windows Update), notando in effetti un probabile, anche se poco verificato, incremento delle prestazioni, soprattutto per quanto riguarda l’esecuzione della virtual machine. Naturalmente per pareri un po’ più approfonditi dovrò aspettare di vedere come si comporterà il tutto nel tempo, soprattutto per quanto riguarda eventuali decadimenti prestazionali.

Per quanto riguarda invece l’interfaccia, devo dire che mi sto trovando molto bene, ma non tanto grazie ai mille orpelli di Aero, che sebbene gradevoli li reputo un surplus, quanto grazie a una generale organizzazione e disposizione con cui mi sono trovato subito a mio agio: mi riferisco naturalmente al nuovo visualizzatore delle risorse, al pannello di controllo (dove però ancora a volte non trovo tutto subito) e a varie altre cose. Dove invece mi ritrovo poco è nella ripetitività e scomodità dello User Access Control (che devo ricordarmi di disabilitare), nella bella ma assolutamente inutile visualizzazione delle finestre in 3D (la combinazione alt-tab resta assai più rapida e immediata) e nel nuovo menu di start, per me molto più comodo nella vecchia versione con apertura delle sotto cartelle in rami distinti tra loro.

In sostanza, al momento mi ritengo piuttosto soddisfatto di questa transizione che, sebbene non voluta, non si è sinora rivelata essere problematica, sia per quanto riguarda l’utilizzo, sia per quanto riguarda la virtualizzazione e l’installazione di componenti e programmi. Magari, però, sono solo stato semplicemente fortunato a non incappare in ostacoli. Ai posteri l’ardua sentenza, come si suol dire!

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