Fluttuazioni amatoriali
Che fine ha fatto la gloriosa scena delle traduzioni amatoriali? Questo pensiero di tanto in tanto mi torna in mente: ormai sono svariati anni che coltivo questa passione, per l’esattezza dagli ultimi giorni del 2002 (il Game Italian Translation è nato ufficialmente il 17 gennaio 2003, ma io avevo iniziato qualche settimana prima a fare verifiche sui testi di Clive Barker’s Undying), e ormai oltre 5 anni sono passati da allora. Nell’arco di questi anni ho avuto pertanto la fortuna di vedere e conoscere molte persone anch’esse interessate a questo argomento, e ho potuto ammirarne le sempiterne fluttuazioni. Fermarsi a ricordare il passato, invece di pensare al futuro, può sembrare a volte uno spreco di tempo, ma secondo me è importante fare periodicamente il punto della situazione, per vedere cosa è cambiato e come è cambiato, cercando così di capire cosa sta accadendo intorno al Game Italian Translation, oltre che al suo interno.
L’aspetto che maggiormente è in evidenza è proprio l’assenza di evidenza: dove infatti una volta le traduzioni attiravano molta gente e persino l’interesse di riviste nazionali (come The Games Machine o Giochi per il Mio Computer), oggi ne attirano un po’ meno. Ciò non significa che vi sia una vera caduta del fenomeno, tutt’altro. Se è infatti vero che meno persone se ne interessano, è pur vero che chi continua a farlo è motivato da una passione maggiore, non nata sull’entusiasmo di un momento, ma su un interesse che è solitamente destinato a perdurare nel tempo. E’ però altresì vero che quell’attenzione esterna che una volta veniva dedicata al fenomeno, oggi è scemata, potendo così dare l’erronea impressione che stia calando il sipario.
Proprio in questi giorni alcuni frequentatori del forum del G.I.T. hanno chiesto informazioni su progetti che solo alcuni anni fa erano in corso da parte di gruppi attivi e produttivi, come il fu VGameTT (col quale cooperammo grazie a Tidus per il conseguimento della traduzione di Delta Force: Black Hawk Down e della sua espansione Team Sabre) o il fu Italian Daggerfall Reloaded. Il tutto senza dimenticare l’indimenticabile portale di Dewos, Neonemesis, che tanto ha saputo dare a questa scena, l’Italian Translation Project (ITP) che seppe condurre lavori stupendi, i quali riuscirono a ricoprire un ruolo trainante per molto aspiranti traduttori, e i tanti altri gruppi o singole persone che operavano racchiuse in comunità.

Come dicevo sopra, è però sbagliato considerare la scena traduttiva amatoriale come decaduta, dato che in realtà è ancora piuttosto popolata: comunità come Clomax Dominion, OldGamesItalia e The Black Hole Reloaded richiamano ancora molti traduttori, mentre altri operano più o meno singolarmente come ad esempio Dewos e Baccello che hanno ripreso in mano un paio di loro lavori su DewosBlog.it o Ragfox che dopo le grandi fatiche su Fallout si dedica ancora a qualche progetto sul suo Progetto TIFONE. In quanto ai gruppi di traduzione, invece, il conteggio delle presenze pare essersi abbassato un po’, con Game Italian Translation, Tir-Evolution, Figli di Gaucci e SadNES cITy Translations a resistere in maniera più stabile. Naturalmente invito chiunque legga questo post a indicarmi eventuali mancanze a quanto sopra (è molto probabile che qualche dimenticanza mi sia sfuggita).
Ciò che mi auguro è dunque non tanto che la scena cresca ancora (anche se questo è certamente sempre auspicabile), quanto che ritrovi quell’interesse da parte di persone ad essa esterne, lo stesso interesse che cinque o quattro anni ha saputo causare un’espansione davvero considerevole del fenomeno che ha sì avvicinato persone trasportare dall’entusiasmo, e quindi prive di quella passione necessaria per rendere il tutto durevole, ma ha anche attribuito meriti e visibilità a coloro che tanto hanno saputo dare all’ambito videoludico italiano, chiedendo davvero pochissimo in cambio. Sono, insomma, in attesa della prossima fluttuazione che saprà far tornare ai suoi apici “storici” le traduzioni amatoriali e i suoi protagonisti (maggiori o minori che siano).