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Questo non è un blog di traduzione!

Cosa è il Diario di un traduttore? Io stesso mi sono posto spesso questa domanda senza riuscire a darmi una risposta chiara e univoca, sia nella forma che nel contenuto. In stato di indecisione ho sempre preferito “giocare” con questo blog, confidando pensieri, riflessioni e immagini a me in qualche modo care o fonte di interessamento. Cosa sia, però, non l’ho mai deciso e mi rendo conto che così facendo non ho fatto altro che generare false aspettative, ingannando eventuali lettori. Questo non è un blog di traduzione! E’ un blog personale, uno spazio dove potermi dilungare sulle attività di un gruppo in continuo fermento quale il Game Italian Translation, un luogo di riflessione sul ruolo di traduttore (a me comunque caro) e molte altre cose ancora che pur non hanno alcun legame con la traduzione. Una definizione, come detto sopra, non esiste, né esisterà mai.

Nonostante l’assenza di una risposta a tal dubbio, il Diario ha vissuto (molto in sordina) giorni tranquilli dove questo aspetto era poco influente a fini comunicativi. Non c’era semplicemente l’esigenza di fare un approfondimento. Qualcosa ha però cambiato questa situazione e i dati raccolti dall’infallibile Google Analytics me ne hanno dato conferma: le visite sono aumentate in contemporanea alla pubblicazione di alcuni collegamenti nella parte bassa della pagina, collegamenti a blog tenuti da traduttori internazionali e italiani. Senza volerlo, ciò ha complicato la situazione.

Questo non è un blog di traduzione!

Alcuni hanno infatti interpretato quei collegamenti come se il Diario stesso fosse un blog di traduzione, pubblicandone a loro volta link qui diretti. Da parte mia non posso che essere grato per il gesto e per la segnalazione di questo spazio (che infatti ha visto un incremento delle visite giornaliere), ma da un’altra parte temo che a questo punto possa essere poco chiaro l’intento reale che si cela dietro ad esso. Un intento prettamente liberatorio, non divulgativo. Il mio scopo, soprattutto quando scrivo di traduzioni, non è insegnare qualcosa, porre un paletto che delimiti un’opinione o un presunto “dato di fatto”, ma il mio modo di rapportarmi con altre realtà che spero sappiano anche contraddirmi, correggendo così eventuali errori, sviste e quant’altro.

Se c’è una cosa che credo di aver appreso da cinque anni di Game Italian Translation è il sapere quanto le critiche e il raffronto con altre persone siano non solo importanti, ma addirittura fondamentali! Senza questi aspetti non c’è possibilità di crescita culturale, non si può comprendere quando si sta sbagliando, ma soprattutto perché si è sbagliato. Leggendo il Diario di un traduttore ho però come il timore che questo aspetto possa essere parzialmente andato perduto nel momento in cui esso è stato erroneamente segnalato come blog di traduzione attribuendogli così un significato univoco che mal gli si adatta. Cosa sia dunque questo spazio non saprei ancora dirlo, ma so dire cosa non è, ovvero un’istituzione in campo di localizzazione o un modo per elevarmi a traduttore modello da cui prendere ispirazione. E’ piuttosto vero il contrario: sono io che sono alla ricerca di un’ispirazione.

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