DiarioMail DiarioFeed
Stampa questo post    Invia per e-mail questo post

Surf musicali

Perché ieri ho voluto dedicare uno spazio proprio Seven Nation Army dei The White Stripes? Perché è con questa canzone che ho provato per la prima volta Audiosurf, un interessante gioco “indie” (sviluppato cioè non da software house affermata, ma appunto da qualcuno di “indipendente”) che ha trovato, per sua fortuna e certamente con grande soddisfazione del suo creatore, il consenso di Valve con tanto di pubblicazione e vendita su Steam. Nel giorno di ieri è uscita anche la demo, che prontamente ho provveduto a installare per poter provare con mano questo interessante progetto. Di cosa si tratta?

E’ difficile fornire una descrizione esaustiva di Audiosurf: si direbbe sia un music-game, con una componente grafica a blocchi in avvicinamento che farebbe pensare al più famoso Guitar Hero, si potrebbe anche pensare che sia un racing-game, a causa della navicella che, controllata dal giocatore, corre lungo un circuito. Non è però né l’uno, né l’altro. E’ sicuramente un’esperienza musicale, fortunatamente per una volta non imposta in quanto non vi sono limitazioni nella scelta delle canzoni (ogni MP3, WMA, OGG, ecc… presente sul proprio PC può essere riprodotto). E’ anche un gioco di abilità, dove la maggior destrezza viene premiata con una citazione nelle classifiche mondiali. E’ soprattutto un momento divertente a cui lasciarsi andare all’ascolto “attivo” di una canzone.

Surf musicali

“Attivo” significa che per una volta non si resta passivi ad ascoltare, ma si interagisce. Nella folle corsa, ogni blocco che viene toccato causa infatti un effetto sonoro tipico di una grancassa, un effetto che non è posizionato a caso dal gioco, ma anzi viene messo in punti definiti in base alla canzone stessa, dando la sensazione che appartenga alla ritmica stessa, invece di essere causata dall’utente. In sé la formula di Audiosurf è semplice come non mai: scegli una canzone, il gioco definisce il circuito (sono richiesti solo pochi secondi) con sali e scendi proporzionati ai suoi alti e bassi, parti e prendi più blocchi possibile (secondo una logica variabile). Non vi è dunque alcuna curva di apprendimento e in pochi secondi si padroneggia già quasi tutto.

Non si tratta dunque di un gioco a lungo termine o dall’elevata longevità, ma di qualcosa adatto a momenti di completo relax, ove non pensare a nulla e limitarsi a far collimare suono e immagini come fossero una sola cosa, il tutto non essendo solo degli spettatori (come ad esempio se si guardasse “Fantasia”, capolavoro della Disney degli anni che furono), ma avendo addirittura un ruolo attivo, presente e quasi tangibile grazie ai suoi scatenati dalle proprie azioni. Audiosurf non è solo un gioco come molti altri; è un’idea!

Non ci sono commenti a questo post

Scrivi un commento