Messaggi non richiesti
spam
n.
Unsolicited e-mail, often of a commercial nature, sent indiscriminately to multiple mailing lists, individuals, or newsgroups; junk e-mail.
tr.v. spammed, spam·ming, spams
1. To send unsolicited e-mail to.
2. To send (a message) indiscriminately to multiple mailing lists, individuals, or newsgroups. - the Free Dictionary
Questa mattina aprendo il mio blog, come molte altre giornate, mi sono trovato davanti a una sorpresa. Non che in fondo si tratti davvero di qualcosa di cui rimanere stupito, ma l’ampiezza della sorpresa è stata per la prima volta di natura davvero considerevole. Lo spam, quell’informazione non desiderata e spessissimo fastidiosa, è una costante per chiunque utilizzi internet con una certa frequenza, sia sulla propria casella e-mail, sia su altro mezzi quali a esempio un blog. Un blog come appunto il Diario di un traduttore!

La sorpresa di stamani è infatti consistita in un’ottantina di commenti contenenti parole come “loan”, “cash”, “casino” e quant’altro sia soliti associare allo spam. Una quantità di post tali non si era mai verificata prima, forse grazie alla ancora bassa visibilità di questo spazio che quindi si autodifendeva da iniziative di questo tipo. Di norma, infatti, registravo uno o due commenti di tipo pubblicitario (indesiderato) al mese, ovvero nulla su cui valesse davvero la pena pensarci su. La questione è ora però radicalmente cambiata. Cancellati gli oltre ottanta messaggi da me trovati (operazione che grazie agli autori di WordPress è comunque davvero piuttosto rapida) me ne sono arrivati di nuovi, dando inizio a una gara, in tempo reale, del tipo “sarò più veloce io o loro?”.
Non avendo alcuna voglia di partecipare a una competizione come quella sopra, la soluzione è stata naturalmente quella di bloccare l’IP da cui provenivano gli annunci (il tracing me ne ha localizzato l’origine in quel di Panama), facendo così del tutto tacere questa fonte molesta. Questo provvedimento è però assolutamente parziale e non risolve il problema, per il quale ho però deciso di attrezzarmi con la creazione di alcuni filtri che arbitrariamente cataloghino come “spam” o come “in attesa di moderazione” commenti contenenti termini di natura ambigua. Sinora questo non era appunto mai stato necessario, ma forse col blog che cresceva era solo questione di tempi prima che ciò avvenisse.

