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La memoria traduttiva dell’Unione Europea

Il DGT Multilingual Translation Memory, è un ambizioso progetto intrapreso dall’Unione Europea che, nell’arco degli anni, si è proposto di approntare un consistente database linguistico che potesse fornire la base per ulteriori sviluppi. Uno dei maggiori problemi con cui l’UE ha a che fare quotidianamente riguarda infatti le differenze non solo culturali, ma anche linguistiche dei vari stati che la compongono. Lo scopo di questo interessante progetto, almeno sulla carta dato che ancora me ne sfuggono ancora reali utilizzi, era quello di creare una base ove partire per poter tradurre testi da una lingua a un’altra.

L’enorme base dati, oggi composta da circa un milione di frasi, ciascuna delle quali disponibile in ventidue lingue differenti e tutte localizzate dai tanti traduttori professionisti (e ci si augura anche capaci) che sono stati coinvolti nelle attività dell’Unione Europea stessa, si propone dunque di fornire un contesto per…

[…] l’elaborazione di sistemi di traduzione automatica in cui il programma di traduzione “impara” a tradurre correttamente e nel loro contesto parole e frasi a partire da testi tradotti da professionisti. I dati possono inoltre contribuire allo sviluppo di altri strumenti linguistici informatizzati come i controllori grammaticali e ortografici, i dizionari on-line e i sistemi di classificazione di testi multilingua. - La Commissione europea rende più facile e accessibile la traduzione assistita da computer, Press Release

La memoria traduttiva dell'Unione Europea

Questo progetto non è certo unico nella sua natura. In molti stanno infatti cercando di individuare una strada che conduca alla traduzione automatizzata, senza però riuscirvi davvero (non ancora, perlomeno): nel mio post Esperanto digitale parlavo di un sistema che voleva cercare di raggiungere tale obiettivo tramite la definizione di ogni possibile significato dei termini di ciascuna lingua, invece che tramite l’uso di frasi come nel caso del DGT Multilingual Translation Memory. Entrambi questi progetti sono comunque interessanti, seppur piuttosto ambiziosi e forse precursori di tempi che ancora devono venire.

La notizia da cui trae ispirazione questo post (raggiungibile qui) è quella del 18 gennaio scorso quando è stato annunciato che tale base dati sarebbe divenuta completamente gratuita, nonché pubblica. Quel che sarà interessante sarà giudicare l’effettiva natura di queste frasi, che data la loro origine legata alle attività comunitarie dell’Unione Europea saranno presumibilmente in buona parte legate all’ambito legale/giudiziario, e quindi i possibili sviluppi che ne potrebbero nascere.

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