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	<title>Comments on: Il traduttore, etimologia e figura</title>
	<link>http://www.diariotraduttore.com/2007/10/29/il-traduttore-etimologia-e-figura/</link>
	<description>[Pensieri, riflessioni, idee e sogni di un traduttore programmatore alle prese con la vita]</description>
	<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 15:09:06 +0000</pubDate>
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		<item>
		<title>By: Marco/Cav</title>
		<link>http://www.diariotraduttore.com/2007/10/29/il-traduttore-etimologia-e-figura/#comment-78</link>
		<dc:creator>Marco/Cav</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Nov 2007 14:48:41 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.diariotraduttore.com/2007/10/29/il-traduttore-etimologia-e-figura/#comment-78</guid>
		<description>Devo ammettere che io stesso, dopo la stesura del post, ho riconsiderato la questione sotto un differente punto di vista. L'aspetto "leggendario" è certamente intrigante da un punto di vista prettamente semantico, in quanto ritrovo nel legame "traduttore-traditor" alcune delle visioni storiche, in un certo qual senso simile a quella cara a Johann Wolfgang Goethe, che disse:
&lt;blockquote&gt;&lt;em&gt;I traduttori sono simili a zelanti mediatori che esaltano i pregi di una bella donna mezzo velata: fanno nascere l'impulso irresistibile di conoscere l'originale.&lt;/em&gt;&lt;/blockquote&gt;
Oppure a quella di Miguel de Cervantes:
&lt;blockquote&gt;&lt;em&gt;Tuttavia mi pare che il tradurre da una lingua all'altra [...] sia come quando si guarda gli arazzi fiamminghi da rovescio. Le figure si vedono sempre bene, ma attraverso tanti fili che le confondono e non appaiono così nitide e a vivi colori come da diritto.&lt;/em&gt;&lt;/blockquote&gt;
La divisione tra traduzione letterale e "di significato" hanno evidenziato proprio la paura di non poter rendere giustizia all'originale, dando ulteriore significato al possibile "tradimento".
Al di là di queste considerazioni, da un punto di vista più realistico non mi è però possibile non pensare che il vero legame sia come anche da te stesso indicato.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Devo ammettere che io stesso, dopo la stesura del post, ho riconsiderato la questione sotto un differente punto di vista. L&#8217;aspetto &#8220;leggendario&#8221; è certamente intrigante da un punto di vista prettamente semantico, in quanto ritrovo nel legame &#8220;traduttore-traditor&#8221; alcune delle visioni storiche, in un certo qual senso simile a quella cara a Johann Wolfgang Goethe, che disse:</p>
<blockquote><p><em>I traduttori sono simili a zelanti mediatori che esaltano i pregi di una bella donna mezzo velata: fanno nascere l&#8217;impulso irresistibile di conoscere l&#8217;originale.</em></p></blockquote>
<p>Oppure a quella di Miguel de Cervantes:</p>
<blockquote><p><em>Tuttavia mi pare che il tradurre da una lingua all&#8217;altra [&#8230;] sia come quando si guarda gli arazzi fiamminghi da rovescio. Le figure si vedono sempre bene, ma attraverso tanti fili che le confondono e non appaiono così nitide e a vivi colori come da diritto.</em></p></blockquote>
<p>La divisione tra traduzione letterale e &#8220;di significato&#8221; hanno evidenziato proprio la paura di non poter rendere giustizia all&#8217;originale, dando ulteriore significato al possibile &#8220;tradimento&#8221;.<br />
Al di là di queste considerazioni, da un punto di vista più realistico non mi è però possibile non pensare che il vero legame sia come anche da te stesso indicato.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Versipellis</title>
		<link>http://www.diariotraduttore.com/2007/10/29/il-traduttore-etimologia-e-figura/#comment-77</link>
		<dc:creator>Versipellis</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Nov 2007 15:10:04 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.diariotraduttore.com/2007/10/29/il-traduttore-etimologia-e-figura/#comment-77</guid>
		<description>Bisognerebbe chiedere al professor Ceccucci se dicendo "nell'etimologia latina" si riferisse a "traditor" o a "traduttore".
A mio avviso, comunque, una singola intervista risulta una fonte un po' debole per sostenere un'affermazione (soprattutto quando testi specializzati sembrano smentirla). Non voglio far polemica, anzi: l'articolo del "Diario" mi ha stimolato ad informarmi meglio sull'argomento.

Ave atque vale</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bisognerebbe chiedere al professor Ceccucci se dicendo &#8220;nell&#8217;etimologia latina&#8221; si riferisse a &#8220;traditor&#8221; o a &#8220;traduttore&#8221;.<br />
A mio avviso, comunque, una singola intervista risulta una fonte un po&#8217; debole per sostenere un&#8217;affermazione (soprattutto quando testi specializzati sembrano smentirla). Non voglio far polemica, anzi: l&#8217;articolo del &#8220;Diario&#8221; mi ha stimolato ad informarmi meglio sull&#8217;argomento.</p>
<p>Ave atque vale</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Marco/Cav</title>
		<link>http://www.diariotraduttore.com/2007/10/29/il-traduttore-etimologia-e-figura/#comment-76</link>
		<dc:creator>Marco/Cav</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Nov 2007 11:45:40 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.diariotraduttore.com/2007/10/29/il-traduttore-etimologia-e-figura/#comment-76</guid>
		<description>L'origine del termine molto probabilmente si deve in effetti ad altre terminologie, e certamente i latini si rifacevano a termini quali "interpres", ma trovo molto interessante la tesi del "traditor" associato alla figura del traduttore in epoche successive. Una tale visione in effetti potrebbe combaciare con la concezione tipica dell'epoca rinascimentale, quando si venne meglio a definire la differenza tra traduzione letterale (poi nota come "mot à mot") e traduzione in base al significato ("libre"). Vari autori di quell'epoca vedevano di fatto nell'opera del traduttore un tradimento nei confronti dell'originale, innescando un dibattito che proseguì per svariati anni (e in qualche modo continua anche oggi).
La stessa visione appartiene a Piero Ceccucci, Professore di letterature portoghese e brasiliana, nonché curatore e traduttore di alcuni libri, il quale scrive:

&lt;blockquote&gt;&lt;em&gt;In realtà il "traduttore" è un "traditor", nella etimologia latina, nella misura in cui compie l'atto di "trasmettere", "trasferire" un testo da una lingua all'altra. Il traduttore - al di là del significato etimologico - deve essere necessariamente un traditore dal momento che deve rendere "trasmissibile" e "recepibile" un testo in un'altra lingua e in un altro contesto. Deve, cioè, trasformare il testo originale, rendendolo nella lingua di arrivo in maniera tale da prefigurare e realizzare, in un processo di immedesimazione linguistico-culturale con l'autore, un nuovo testo come l'avrebbe plausibilmente scritto l'autore stesso, se avesse utilizzato la lingua di approdo.&lt;/em&gt;&lt;/blockquote&gt;

Anche Ceccucci ammette che l'origine del termine si deve al concetto di "trasmettere", "trasferire" ("traduco"), ma non esclude l'associazione con "traditor" intravedendo un nesso logico nell'attività del traduttore.
Se dovessi comunque riconsiderare ora quanto ho scritto nel post sopra, devo dire che evidenzierei maggiormente l'aspetto suggestivo della derivazione, lasciando al contempo valido il collegamento.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;origine del termine molto probabilmente si deve in effetti ad altre terminologie, e certamente i latini si rifacevano a termini quali &#8220;interpres&#8221;, ma trovo molto interessante la tesi del &#8220;traditor&#8221; associato alla figura del traduttore in epoche successive. Una tale visione in effetti potrebbe combaciare con la concezione tipica dell&#8217;epoca rinascimentale, quando si venne meglio a definire la differenza tra traduzione letterale (poi nota come &#8220;mot à mot&#8221;) e traduzione in base al significato (&#8221;libre&#8221;). Vari autori di quell&#8217;epoca vedevano di fatto nell&#8217;opera del traduttore un tradimento nei confronti dell&#8217;originale, innescando un dibattito che proseguì per svariati anni (e in qualche modo continua anche oggi).<br />
La stessa visione appartiene a Piero Ceccucci, Professore di letterature portoghese e brasiliana, nonché curatore e traduttore di alcuni libri, il quale scrive:</p>
<blockquote><p><em>In realtà il &#8220;traduttore&#8221; è un &#8220;traditor&#8221;, nella etimologia latina, nella misura in cui compie l&#8217;atto di &#8220;trasmettere&#8221;, &#8220;trasferire&#8221; un testo da una lingua all&#8217;altra. Il traduttore - al di là del significato etimologico - deve essere necessariamente un traditore dal momento che deve rendere &#8220;trasmissibile&#8221; e &#8220;recepibile&#8221; un testo in un&#8217;altra lingua e in un altro contesto. Deve, cioè, trasformare il testo originale, rendendolo nella lingua di arrivo in maniera tale da prefigurare e realizzare, in un processo di immedesimazione linguistico-culturale con l&#8217;autore, un nuovo testo come l&#8217;avrebbe plausibilmente scritto l&#8217;autore stesso, se avesse utilizzato la lingua di approdo.</em></p></blockquote>
<p>Anche Ceccucci ammette che l&#8217;origine del termine si deve al concetto di &#8220;trasmettere&#8221;, &#8220;trasferire&#8221; (&#8221;traduco&#8221;), ma non esclude l&#8217;associazione con &#8220;traditor&#8221; intravedendo un nesso logico nell&#8217;attività del traduttore.<br />
Se dovessi comunque riconsiderare ora quanto ho scritto nel post sopra, devo dire che evidenzierei maggiormente l&#8217;aspetto suggestivo della derivazione, lasciando al contempo valido il collegamento.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Versipellis</title>
		<link>http://www.diariotraduttore.com/2007/10/29/il-traduttore-etimologia-e-figura/#comment-75</link>
		<dc:creator>Versipellis</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Nov 2007 22:48:07 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.diariotraduttore.com/2007/10/29/il-traduttore-etimologia-e-figura/#comment-75</guid>
		<description>La somiglianza "traditor - traduttore" è senza dubbio suggestiva, ma ho dei dubbi che il secondo termine derivi direttamente dal primo. Le mie fonti (Piangiani e Bianchi-Lelli), mi danno come origine etimologica di "tradurre" il verbo latino "traduco", nel suo significato di "far passare", "condurre di là".
A tale verbo, seppur ritrovabile in Gellio (..."vocabulum Graecum in linguam Romanam traducere."), ne erano tuttavia preferiti altri (sempre nell'ambito del "volgere in altra lingua"), quali: "converto" e "transfero" (da cui l'inglese "translation"). Giustamente hai scritto che il termine latino per "traduttore" è "interpres".

"Traditor" deriva invece da "Trado", nel suo significato di "consegnare" e "tramandare". Abbiamo così il Traditor = Traditore ("colui che consegna", come troviamo anche in Tacito, I-II sec. d.C - Settimio Severo verrà dopo). Gli scrittori ecclesiastici davano al termine anche il significato di "maestro" ("colui che trasmette, che tramanda").

Nonostante il detto popolare reciti "Traduttore, traditore", la mia tesi è quindi che i due termini abbiano origini etimologiche ben distinte.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La somiglianza &#8220;traditor - traduttore&#8221; è senza dubbio suggestiva, ma ho dei dubbi che il secondo termine derivi direttamente dal primo. Le mie fonti (Piangiani e Bianchi-Lelli), mi danno come origine etimologica di &#8220;tradurre&#8221; il verbo latino &#8220;traduco&#8221;, nel suo significato di &#8220;far passare&#8221;, &#8220;condurre di là&#8221;.<br />
A tale verbo, seppur ritrovabile in Gellio (&#8230;&#8221;vocabulum Graecum in linguam Romanam traducere.&#8221;), ne erano tuttavia preferiti altri (sempre nell&#8217;ambito del &#8220;volgere in altra lingua&#8221;), quali: &#8220;converto&#8221; e &#8220;transfero&#8221; (da cui l&#8217;inglese &#8220;translation&#8221;). Giustamente hai scritto che il termine latino per &#8220;traduttore&#8221; è &#8220;interpres&#8221;.</p>
<p>&#8220;Traditor&#8221; deriva invece da &#8220;Trado&#8221;, nel suo significato di &#8220;consegnare&#8221; e &#8220;tramandare&#8221;. Abbiamo così il Traditor = Traditore (&#8221;colui che consegna&#8221;, come troviamo anche in Tacito, I-II sec. d.C - Settimio Severo verrà dopo). Gli scrittori ecclesiastici davano al termine anche il significato di &#8220;maestro&#8221; (&#8221;colui che trasmette, che tramanda&#8221;).</p>
<p>Nonostante il detto popolare reciti &#8220;Traduttore, traditore&#8221;, la mia tesi è quindi che i due termini abbiano origini etimologiche ben distinte.</p>
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