Non sparate sul traduttore
Tratto dal comunicato stampa F.I.T. (Fédération Internationale des Traducteur) sulla Giornata Mondiale della Traduzione, tenutasi il 30 settembre scorso in occasione della festa di San Gerolamo, protettore dei traduttori (traduzione italiana a cura di AITI):
“… Dopo le sue affermazioni scandalose, tutti i presenti si sono alzati in segno di protesta, ma nonostante i pressanti tentavi compiuti dall’alta diplomazia, Berlusconi non si è degnato di presentare le proprie scuse. E naturalmente ha tentato di dare la colpa all’interprete. ‘La mia battuta non voleva essere offensiva,’ avrebbe detto Berlusconi secondo un comunicato AP. ‘Era una battuta ironica, forse la traduzione non ne ha saputo cogliere l’ironia’.”
“…Il Presidente stava scherzando,’ ha dichiarato [un portavoce del Cremlino] alla BBC: ‘Il russo è una lingua molto complicata, talvolta può essere molto difficile coglierne le sfumature. Dubito che una traduzione possa rendere il significato della battuta.”
Questi sono solo due episodi fra tanti: è una vecchia abitudine dei politici quella di attribuire le loro gaffe al traduttore o all’interprete per salvare la faccia. Ma pochi ci credono, i traduttori scrollano le spalle e la vita continua.
La storia ha già conosciuto numerosi martiri della traduzione e le professioni linguistiche stanno diventando sempre più pericolose. In alcune parti del mondo i traduttori e gli interpeti rischiano letteralmente la vita semplicemente facendo il loro mestiere. Nel 2006 sono morti in Iraq qualcosa come 261 traduttori e interpreti e molti altri in Afghanistan. In altri luoghi i traduttori sono stati incriminati o hanno ricevuto minacce di morte per aver tradotto le opere di autori come Salman Rushdie. Uno di loro è stato assassinato.

Quello del traduttore è un mestiere rischioso. I traduttori e gli interpreti hanno un’enorme responsabilità come mediatori linguistici e culturali: un malinteso nella traduzione può avere conseguenze catastrofiche. Senza questi esperti della traduzione, dell’interpretazione e della terminologia, capirsi sarebbe impossibile nel nostro mondo globalizzato.
Dalla traduzione per l’esercito sui campi di battaglia a quella sussurrata nell’orecchio di un dignitario in visita, alla traduzione specializzata del libretto di istruzioni della vostra prossima automobile, al sottotitolaggio di una notizia per il telegiornale, il lavoro dei mediatori linguistici è presente in ogni parte del globo, in ogni aspetto della vita. La nostra società dipende in misura crescente dai professionisti delle lingue. I grandi governanti del mondo sanno bene che il traduttore non è un capro espiatorio pronto a farsi sparare addosso quando le cose vanno storte. Al contrario, conoscono il vero valore di questo professionista e sanno che la perspicacia delle sue domande e dei suoi commenti contribuisce all’elaborazione dei messaggi, scritti o orali, la cui chiarezza e pertinenza fanno onore all’immagine e alla reputazione delle organizzazioni che dirigono.
La Fédération Internationale des Traducteurs ha scelto come tema per la Giornata Mondiale della Traduzione 2007 lo slogan “Non sparate sul traduttore!”, con cui intende attirare l’attenzione sui pericoli affrontati dai traduttori e dagli interpreti in tutto il mondo e sui rischi cui si espongono coloro che ritengono superfluo rivolgersi ad un professionista per ottenere un servizio linguistico. Ricorrere ad un professionista significa avere la certezza di trasmettere il messaggio nella sua integrità, indipendentemente dalla lingua utilizzata.