Scoprendo il G.I.T.
Scritto da Daniele “Bibbo” Gaviraghi
Tempo fa ho letto la prima puntata della storia del G.I.T. pubblicata da Marco.
Inizialmente ho letto il post spinto dalla curiosità, volevo capire che cosa avesse spinto un gruppo di persone a creare un sito dedicato alle traduzioni amatoriali di giochi per computer. L’interesse era in parte dettato dal fatto che anche io, sebbene da poco tempo, faccio parte di questo gruppo di appassionati che investe parte del proprio tempo libero per vedere i propri giochi preferiti parlare la nostra lingua. Mi sono subito accorto però di una cosa, quello che scriveva Marco nel suo blog ricalcava parte della mia esperienza personale che mi ha portato a entrare nel gruppo.
Il tutto è nato dal desiderio mio e di mio fratello di tradurre un gioco intitolato Knights of Honor. La mia esperienza differisce da quella testimonia da Marco per un semplice fatto il G.I.T., già esisteva quando mio fratello ha incominciato a chiedersi come fare per tradurre il gioco. Quindi navigando in internet si è imbattuto nel sito e nel manuale per la traduzione che Marco ha pubblicato.
Da lì si può dire che la strada è stata in discesa perché avevamo capito anzitutto che è possibile tradurre un gioco e avevamo un’idea di come muoverci, e poi avevamo trovato un luogo in cui chiedere aiuto e sostegno in caso di necessità.
Pensandoci bene la nostra esperienza differisce da quella del CavaliereOmbra anche per un altro aspetto, la nostra conoscenza dell’informatica è del tutto amatoriale e siamo completamente digiuni di HTML quindi non saremmo stati in grado di costruire un sito come quello del G.I.T., perciò senza l’esperienza di chi ci ha preceduto, molto probabilmente il nostro desiderio di vedere tradotto Knights of Honor sarebbe rimesto un desiderio.
Dopo questa piccola parentesi storica devo per forza affrontare la situazione attuale che è caratterizzata, almeno per quanto mi riguarda, dalla voglia di riprovare la bella sensazione di vedere un titolo in inglese che mano a mano, grazie al mio lavoro, diventa in italiano. Questo desiderio non è legato, come agli inizi, a un particolare titolo, ma parte dal fatto che un gioco che mi appassiona sia solo in inglese.

