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Piccoli Game Italian Translation crescono

Ispirato dai discorsi di ieri, oggi voglio riprendere il “viaggio” intrapreso lo scorso 18 luglio, quando ho cercato di raccogliere e ordinare gli eventi (o meglio, le circostanze) che avevano dato vita al G.I.T.!
Ma come è diventato quel gruppo che conosciamo oggi? Non certo solo da quell’idea (solitaria) originale che aveva avuto quel personaggio di cui parlavo nel mio post precedente, bensì da una combinazione di fattori anche completamente indipendenti tra loro. Sto parlando, se non fosse chiaro (e scommetto che non lo è… sono stato abbastanza “criptico” in effetti) di individui, gli stessi individui che hanno plasmato il gruppo come se fosse stata una statua di morbida cera.
Alla fine del mio post precedente (sempre quello linkato sopra), il nostro protagonista era ancora del tutto solo, a cercare di tradurre al meglio delle sue possibilità quel fantastico gioco che rispondeva al nome di Clive Barker’s Undying. Non era però totalmente isolato, in quanto aveva già costruito un primo tentativo di sito dove comunicare anche agli altri il suo lavoro. Un sito amatoriale di quel tipo è però molto difficilmente raggiungibile, dato che nessuno lo conosce. Occorreva quindi far conoscere il tutto anche all’esterno.
L’idea gli venne quasi subito: da tempo era un lettore di The Games Machine, nota rivista del settore, e così scrisse una e-mail alla redazione annunciando le sue intenzioni. Sinceramente non credeva che qualcuno avrebbe letto (tanto meno risposto) il suo messaggio, ma non vedeva alcun motivo per non tentare.
Con suo massimo stupore, un entusiasmante Stefano Gaburri pubblicò una news sulla home page del neonato TGMOnline, a cui seguì una segnalazione sulla rivista del mese successivo: davvero molto più di quanto si era aspettato quel ragazzo.

Cappella Sistina

Ora che il progetto non era più segreto non mancarono interessamenti da altri fan del gioco creato da Clive Barker, alcuni dei quali desiderosi di aiutare e di fornire tutto il loro aiuto alla causa. Fu così che iniziarono ad affluire persone nel gruppo, tra cui due ragazzi che col nostro protagonista avevano condiviso la gestione di un altro sito (Return to Castle Wolfenstein Italia, oggi semi-defunto): Alessandro “Sasha” Crimaldi e Stefano “An4chr0n” Trivellato. A loro si unirono presto anche altri, come Micartu e Doppiapunta (oggi nei Figli di Gaucci Productions), Andrea “Andreafog” Ferraro e Andrea “InSIDiAS” Mantuano (quest’ultimo sempre disponibile in tutto questo tempo).
Insomma, ormai la voce si era sparsa: dopo TGM, anche NGI, Multiplayer.it e il vecchio Nemesis riportarono la notizia.
Questo però fu allo stesso tempo una benedizione (con l’ingresso istantaneo di nuova gente nel gruppo), ma allo stesso tempo un problema organizzativo non indifferente. Il nostro protagonista non era infatti abituato a dover gestire un gruppo di questo tipo; questo, unito al fatto che (causa università lontana da casa) non aveva molto tempo da trascorrere su internet, lo convinse che la cosa migliore era suddividere il lavoro in parti eque per poi riunire il tutto. Sfortunatamente non tutto andò come previsto, ma le basi di un gruppo erano comunque state fondate e (al di là di ogni aspettativa) erano anche piuttosto solide.
Clive Barker’s Undying fu tradotto, Deadly Dozen fu incominciato… e tutti gli ingranaggi iniziarono a muoversi come in un complesso macchinario da “tempi moderni”. Quel genere di macchinario, per intenderci, che non si può facilmente fermare una volta che è stato avviato.
Cosa successe dopo? Raccontare ogni singolo evento credo mi porterebbe via un anno di vita, e sinceramente avrebbe poco senso (la storia del G.I.T. è comunque scritta nelle tante news immagazzinate sul nostro sito). Alcuni partirono (la vita reale chiede sempre il suo tempo), altri arrivarono con tutto il loro entusiasmo, e così sarà finché il gruppo vivrà.
Ci sono ancora molte cose da raccontare, ma per oggi credo che possa essere sufficiente così. Diciamo che questa “saga” del G.I.T. non è ancora finita… una terza puntata dovrà ancora essere scritta, e magari anche una quarta sul futuro (chissà)!

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