Blog di Marco "CavaliereOmbra" Macciò
Fondatore e Traduttore Game Italian Translation

Ottima fra le traduzioni quella che ecciterà le stesse passioni nell'anima, e le stesse immagini alla fantasia con lo stesso effetto dell'originale - Ugo Foscolo
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The Fall update #7

May 12, 2008 - Nessuna risposta

Con la prima revisione in corso d’opera ormai quasi conclusa, grazie all’impegno profuso da Daniele “Braga81″, e ancora molto lavoro davanti, mi sono finalmente deciso in questo ultimo periodo a cercare un aiuto da parte di qualcuno che conoscesse bene il gioco, la sua storia, i suoi personaggi e la sua ambientazione e che al tempo stesso avesse il mio stesso desiderio di poterlo un giorno giocare nella nostra lingua.

E’ così che sono entrato in contatto con Alberto “otreblA_Snake_[ITA]”, già offertosi volontario un po’ di tempo addietro (ma in un momento dove ancora pensavo di potercela fare da solo), il quale si è felicemente unito al progetto di The Fall: Last Days of Gaia. La sua ottima conoscenza dei titolo in questione, comprovata dagli aiuti che ha saputo fornire ad altri utenti del forum di GamesRadar, unita a una buona conoscenza della lingua inglese, saprà sicuramente far segnare molti progressi, alcuni dei quali già in corso.

Mentre infatti io cerco di procedere lungo i testi principali del gioco (ancora da terminare, si parla non solo di terminologie, ma anche di tutta quella sfera di dialoghi generici, esclamazioni e via dicendo, che vedono protagonisti i personaggi in occasioni casuali), otreblA_Snake sta lavorando alacremente sui dialogh, locazione per locazione.
E’ ancora prestissimo per fare previsioni circa il completamento, orizzonte che appare ancora invisibile ai nostri occhi, e non nego che non mi dispiacerebbe trovare una terza persona da affiancare al processo traduttivo vero e proprio, ma una ulteriore spinta c’è a dimostrazione che il lavoro e l’impegno continua, pur con le limitazioni che la vita di tutti i giorni ci impone (lavoro in primis, naturalmente).

P.S. Questa notizia, oltre all’ufficializzazione dell’ingresso di otreblA_Snake nel nostro gruppo grazie a questo lavoro, seguirà prossimamente sul sito del gruppo.

La nuova alba di PizzaPizzaMarescià!

May 10, 2008 - Nessuna risposta

Definire cosa PizzaPizzaMarescià sia è relativamente semplice, quali ne siano le origini un po’ meno. Dietro questo strano nomignolo si cela infatti una abbastanza poliedrica compagnia di amici che trascorre un po’ del suo tempo tra ritrovi, serate, vacanze, fiere e qualsiasi altra occasione per stare insieme. Non è una pizzeria, dunque, anche se ce l’hanno già chiesto in molti, ma appunto un modo un po’ originale per attribuire un nome a questi momenti.

Tutto questo si è concretizzato, ormai un paio di anni fa, nella registrazione di un dominio su internet il cui nome (naturalmente) è pizzapizzamarescia.com! In questi giorni, terminato il trasferimento del dominio su server americani, gli stessi che ospitano il mio caro Diario, molto più affidabili di altri sperimentati in passato, abbiamo iniziato alacremente a lavorare sulla nuova organizzazione di questo spazio.

La nuova alba di PizzaPizzaMarescià!

Data l’esperienza maturata su WordPress, che mi permette tutt’ora di gestire con grande efficienza i miei pensieri su questo spazio, abbiamo subito puntato su di questo per il sito principale, adottando invece pbpBB per quanto riguarda il forum. Il materiale che stiamo raccogliendo (e che in soli 6 giorni di attività, ad oggi, annovera al suo interno già parecchie foto, filmati, diario e molto altro ancora) riguarda le nostre attività degli ultimi anni: le vacanze in Francia, Spagna, Portogallo e Stati Uniti, simboli e loghi che contraddistinguono il nostro gruppo (tutti disegnati da Briosh, il grafico della compagnia), … A fianco di questo materiale c’è naturalmente uno spazio per noi, per raccontarci giorno dopo giorno e parlarci anche a distanza di chilometri e anche se uno al lavoro e l’altro a casa.

Ci sarebbero ancora molte altre cose da dire su questo sito, su come abbiamo personalizzato la grafica, su come abbiamo approntato il nostro YouTube privato (il cui nome è, simpaticamente, PizzaTube), su come tutte le sere dopo essere tornati a casa da lavoro abbiamo dedicato il nostro tempo per conseguire questo piccolo, ma per noi significativo, traguardo… ma non è questo il luogo adatto per farlo, quanto lo stesso PizzaPizzaMarescià Road!

Pending losing registrar approval

May 2, 2008 - Nessuna risposta

Ad aprire questo dominio, ormai svariati mesi fa, ci ho messo davvero poco. Un paio di conferme, l’inserimento dei miei dati e il Diario di un traduttore era operativo e pronto ad assumere il ruolo per cui era stato ideato. Quando poco più di un mese fa decisi di allargare le possibilità di un altro dominio, gestito con alcuni amici, e dunque di trasferirlo dal ben poco flessibile Aruba, al ben più professionale BlueHost (lo stesso registar che ospita questo blog) non immaginavo assolutamente ciò a cui stavo andando incontro. Avevo infatti in mente quei due stessi clic a cui ero già andato incontro, ma la realtà si è presto complicata.

Un trasferimento di dominio implica innanzitutto dover dialogare non con una società, bensì con due… o, peggio, tre. Sofrtunatamente, infatti, pare che acquistando un dominio su Aruba, il vero registar non sia la stessa Aruba, bensì Tucows, il tutto senza la dovuta trasparenza con l’utente. Il processo riguarda in primis Aruba, dunque Tucows (la società che detiene il domnio) e infine BlueHost e, come è facile immaginare, nessuna delle tre dialoga molto bene con le altre. Nemmeno Aruba e Tucows che, “spartendosi” la gestione dei domini, dovrebbero invece essere molto legate tra loro.

Il trasferimento su BlueHost ha avuto inizio da una richiesta sul registar di destinazione. A questa prima richiesta (il cui pagamento è stato immediatamente bloccato sulla carta di credito) se ne è dovuta affiancare una seconda, perché stranamente la prima non fa fede. Quest’ultima non è però stato possibile farla senza che fosse sbloccato il dominio originale su Aruba, operazione che restituisce al proprietario una sorta di token di autenticazione da usare successivamente. Sbloccato il dominio pensavo di poter finalmente procedere, ma così non è stato.

Pending losing registrar approval

Restava infatti da autenticare il mio profilo su BlueHost, passaggio che mi ha chiesto due giorni nell’arco dei quali l’account da me già pagato è stato disabilitato causa mancanza di un dominio ad esso associato (e ci credo, stavo ancora cercando di sottomettere la richiesta). Dopo aver contattato uno svariato numero di volte l’assistenza, aver inviato token di autenticazione, foto di patente e carta di credito (quest’ultima non senza qualche remora, dato che non mi piace mandare in giro per internet una copia integrale di essa) finalmente ho potuto procedere e fare la richiesta vera e proprio.

Con questa operazione pensavo di aver finito, e il fatto di essere rientrato in possesso dell’account mi aveva ridato fiducia, salvo poi entrare in un’altra fase di empasse nota come “Pending Losing Registrar Approval”. In questo particolare momento è necessario aspettare che l’attuale registar decida di liberare il dominio e acconsentire dunque al trasferimento, il tutto o in maniera automatica (come mi auguro facciano presto) o tramite richiesta di conferma (ancora? non basta quanto sopra) al proprietario. E’ difficile però che in questa situazione mi giunga una tale richiesta: Aruba ha infatti confermato di non richiedere nulla, mentre se fosse Tucows a volerlo fare non potrebbe dato che non vi è alcun contatto tra me e loro (come scritto sopra, il dominio è stato acquistato presso Aruba, non presso Tucows).

La conferma ultima di Tucows potrebbe metterci anche 7 giorni (credo lavorativi) ad arrivare e c’è da scommetterci che non ci metteranno un solo giorno in meno. Mi auguro comunque che procedano in automatico, perché altrimenti si rischierebbe di incorrere in ulteriori problemi e conseguenti perdite di tempo. Il tutto contornato da una piccola e leggera beffa dato che il dominio, rinnovato au Aruba lo scorso 21 aprile, risultava nei giorni scorsi scaduto per Tucows (sempre causa cattiva comunicazione tra le due aziende). Non vedo davvero l’ora che tutto questo pasticcio (un po’ all’italiana e un po’ no) veda il suo traguardo.

My Mii

April 29, 2008 - Nessuna risposta

My Mii

P.S. Per qualche motivo a me sconosciuto (ma legato principalmente al tool da me utilizzato), la replica del mio Mii non è venuta fedelissima alla sua controparte su Wii, la quale è contraddistinta da un viso meno allungato e più “simpatico”.

UE pro PEGI

April 28, 2008 - Nessuna risposta

UE pro PEGINiente scontri con il PEGI, niente sovrapposizioni che alimentino fantomatiche commissioni che svolgano un lavoro già compiuto da altri, nessuna perdita di tempo inutile che danneggi un mercato rispetto agli altri, ma anzi un rafforzamento di ciò che già esiste e opera da anni con un successo per la classificazione dei videogiochi e la protezione dei minori (news di Punto-Informatico).

Questo è quanto la Commissione Europea ha deciso in merito a singole iniziative come il disegno di legge 3014, ad opera dell’ormai nostro precedente governo. Una risposta dunque che vuole essere univoca, sottolineando come certe politiche debbano essere adottate non singolarmente da ogni paese di questo continente, ma nella sua integrità. Il PEGI è un ente europeo e come tale può e deve svolgere un lavoro che possa essere condiviso da ogni stato, Italia inclusa, senza la necessità di sovrapporre in loco a quanto da esso svolto un’ulteriore fase di analisi (non meglio precisata, peraltro) il cui scopo sarebbe solo quello di retificare le decisioni già prese in altra sede.

Nessuno spreco inutile di soldi, insomma, e questa volta a dirlo non sono gli utenti tramite una petizione, bensì la stessa Unione Europea, la quale però riconosce al tempo stesso che non è sufficiente far rispettare la catalogalizzazione in tutti i paesi europei, ma che è necessario rafforzarne l’identità, anche se non pare ancora chiaro come. Non vi è infatti accenno nel discorso del commissario UE a misure tali da vincolare i negozianti a far rispettare le valutazioni del PEGI, un po’ come dovrebbe avvenire con la vendita di sigarette, ma solo atte a far conoscere maggiormente il loro significato, sensibilizzando in primis i genitori e le famiglie. Ciò che, in altre parole, l’AESVI si è già proposto di fare da tempo sul nostro territorio.

A proposito della “sensibilizzazione” ci sono comunque da fare un paio di considerazioni: se è vero che senza una limitazione vera e propria che proibisca a un minore di acquistare giochi ritenuti inadatti alla sua età non ci sarà mai un vero controllo, è pur vero che anche in sua presenza sarà possibile per genitori meno attenti di provvedere al posto dei figli nell’acquisto di tali prodotti (come purtroppo spesso accade). Le due condizioni sono dunque singolarmente necessarie, ma non sufficienti.

Si dovrà attendere le prossime mosse dell’Unione Europea per capire meglio quali sono le vere intenzioni della commissione e quali i procedimenti che verranno messi in atto. Nel frattempo non si può che guardare con curiosità la nuova iniziativa dal nome di PEGI Online, la quale cerca di allargare i criteri attualmente già in uso anche al gioco online, che in quanto tale è più difficile da classificare (basti pensare ad esempio agli MMORPG dove il mondo di gioco, e dunque la comunità che lo popola, è in continua evoluzione e mutazione). Non più dunque solo un’etichetta stampata su una scatola, ma direttamente un’informazione dinamica e ormai facilmente accessibile.

Post collegati: Italia vs PEGI

Ancora Nintendo, ancora Wii

April 26, 2008 - Nessuna risposta

Ciò che Nintendo sta facendo con la sua ultima console, Wii, ha quasi dell’incredibile. Il modo in cui questa casa, con una lunga tradizione nel campo dei videogiochi, sia riuscita ad avere un successo così grande, ma soprattutto immediato, non ha eguali, né paragoni. Leggere notizie come questa non stupisce ormai nemmeno più, e basta girare per negozi alla ricerca di materiale per questa console per rendersi conto di quanto essa sia bramata dal pubblico.

L’ultimo esempio, solo in ordine temporale, è Wii Fit, ovvero una sorta di bilancia associata ad attività di svago e sport da effettuare direttamente davanti alla televisione. Annunciata per il 24 Aprile, la Balance Board è arrivata nei negozi con un giorno di anticipo, facendo registrare nell’arco di nemmeno 24 ore vendite tali da poter quasi scatenare un prematuro esaurimento scorte. Mercoledì sera (a dunque poche ore dall’avvenuta distribuzione) ho potuto io stesso constatare in un GameStop come su 25 copie arrivate, ormai ne fossero disponibili solo 8.

Ancora Nintendo, ancora Wii

Dove Wii Fit ha avuto ancor più successo è comunque nell’espansione del concetto di social gaming, che qui trova una ulteriore (incredibile) valvola di sfogo. Dopo aver infatti convinto alcuni amici a provare anche questa, io e loro ci siamo trovati subito attratti dalle possibilità e capacità ludiche di questo strumento: giochi di equilibrio, di bilanciamento, attività di Yoga, ecc… sono tutti studiati in maniera talmente divertente da risultare come non mai adatti all’intrattenimento di gruppo.

Nessuna altra console ha saputo prima d’ora creare intorno a sé un’atmosfera tale, basandosi non sulla classica modalità multigiocatore via internet, bensì sulla vera essenza del gioco tra amici, che deve essere divertente e facilmente accessibile senza bisogno di leggersi lunghi manuali cartacei. Non sarà ciò che molti considerano una “piattaforma hardcore” (termine che sinceramente non ho mai apprezzato, in quanto secondo me sintomo di una fetta di giocatori ancora alla ricerca di uno status-simbol che li distingua come “giocatori d’elite”… il nerd di una volta, insomma), ma è esattamente ciò che ormai stavo cercando da anni a questa parte.

Circuiti e manie

April 22, 2008 - Nessuna risposta

TrackMania è semplice! Nessuna pretesa di realismo, nessun sorpasso al millimetro o sportellata per battere un rivale particolarmente ostico. Solo alcune vetture di fantasia e la pista, il tutto con salti, capottamenti, derapate e accelerazioni tutt’altro che legate alle più comuni leggi fisiche, anche se si salta a oltre 200 Km orari da 30 metri di altezza. Solo divertimento, puro e semplice e tanti record da far segnare.

La formula che ha reso questa (già lunga, dato il numero di episodi che l’ha vista protagonista) serie è proprio questa sua natura scanzonata e spensierata, dove il giocatore non debba concentrarsi su ammortizzatori, freni a disco e setup della vettura, ma solo sulla ricerca della precisione millimetrica che porti a stabilire un nuovo record (personale o meno che sia). Classifiche globali e locali (si parte dal generico “World” per arrivare sino alla propria regione d’abitazione) censiscono infatti la posizione di ciascun partecipante a queste folli corse, con tanto di medaglie, tempi migliori, posizioni e replay.

Circuiti e manie

Nel mio caso TrackMania, nella sua versione United Forever su Steam (piattaforma che nella sua genialità apprezzo sempre più), è riuscito a risvegliare quella che era una passione spenta ormai da tanti tempo, ovvero quella per i giochi di corse. Questo genere, che tanto avevo apprezzato soprattutto ai tempi dei vari Grand Prix dell’indimenticabile Geoff Crammond, aveva infatti perso per me ogni attrattiva da ormai svariati anni, forse proprio in concomitanza della perdita di ogni interesse verso il mondo della Formula 1 e quindi delle corse in generale.

La formula del successo di questo gioco non si ferma comunque a classifiche, comunità e sfide divertenti, ma è arricchita anche da un editor in-game di una semplicità senza pari, che permette con pochissimi sforzi di disegnare le proprie piste dando sfogo alla fantasia. Insomma, sono rimasto davvero rapito da tutto questo e il mio profilo su Steam ne è testimone, il quale (soprattutto a causa delle ore spese su TrackMania) mi ha simpaticamente etichettato come “Morto che cammina”.

P.S. Nel caso trovaste su TrackMania un tempo registrato a nome [MP.IT] CavaliereOmbra, sappiate che è mio!

WordPress 2.3.3

April 20, 2008 - Nessuna risposta

Con molto ritardo dalla sua uscita, ho quest’oggi finalmente aggiornato il Diario alla versione 2.3.3 di WordPress, la piattaforma che mi permette di gestire qui i miei pensieri. Questa versione introduce perlopiù qualche correzione minore, e pertanto non comporterà alcun vero cambiamento strutturale, né per me, né per i visitatori. Come qualcuno noterà, non si tratta comunque di un aggiornamento vero e proprio, in quanto è già stata rilasciata da svariati giorni la 2.5, che introduce molte novità soprattutto dal lato amministratore . Il passaggio in questo caso non è però semplice, e pertanto mi riservo di affrontarlo nei tempi a seguire (molto a seguire), probabilmente accompagnandolo da un re-design completo sia a livello di contenuti, sia a livello di grafica.

WordPress 2.3.3

Community translation

April 17, 2008 - 9 risposte

Quest’oggi, sfogliando il web in maniera un po’ stanca, mi sono imbattuto in qualcosa di interessante che tradizionalmente si riporta sotto il nome di “community translation” o “social translation”. L’idea non è nuova ed è già stata usata più volte e in più ambiti, ma è un’idea che ancora (almeno in Italia) nessuno aveva applicato al mondo della traduzione di videogiochi.

Ancor prima di entrare nel dettaglio dell’iniziativa da cui nasce lo spunto riflessivo di questo post, mi preme però esprimere un concetto: una buona pianificazione è per me un prerequisito necessario per qualunque progetto volesse raggiungere una certa qualità. Naturalmente questa condizione è necessaria, ma non sufficiente dato che anche una corretta organizzazione può portare a risultati altalenanti. Ciò nonostante se essa viene a mancare si rischia confusione, assenza di coordinazione e di conseguenza una traduzione di bassa qualità.

L’idea alla base di una “community translation” è quella di rendere disponibili su internet tutti i testi riguardanti un progetto da localizzare. Ciascun utente, in maniera molto simile a quanto accade su Wikipedia, si può registrare e può dunque partecipare alla traduzione, contribuendo a una causa comune. L’insidia che è dietro l’angolo è la gestione di terminologie che si ripetono, l’esigenza di un glossario che non sia solo comune, ma anche in divenire e costantemente aggiornato in base alla natura del contesto e, infine, naturalmente la verifica delle capacità linguistiche delle persone che decidessero di offrirsi volontarie.

Community translation

Il risparmio dato dunque dalla fase traduttiva, che vedrebbe coinvolte molte più persone rispetto a un team chiuso, rischierebbe di ritorcersi contro gli autori in fase di verifica e revisione, che in determinati casi può essere persino più costosa di una ritraduzione. Condurre un’iniziativa di questo tipo è dunque sicuramente molto impegnativo, se non dal lato traduttivo almeno da quello organizzativo.

WikiBabel è il titolo dell’iniziativa di cui parlavo a inizio post. Si tratta di un progetto avviato da Dewos, chi conosce il mondo delle traduzioni amatoriali quasi certamente conoscerà questo nome, dove attualmente sono raggruppati i file relativi a The Bard’s Tale. Le funzionalità di questo spazio, ancora in beta, sono piuttosto ben realizzate: un motore di ricerca che consenta di vedere come altri traduttori hanno localizzato frasi e termini, il tutto con sempre visibile il confronto testo originale/testo tradotto, e un forum che permetta a tutte le figure coinvolte di poter dialogare tra loro. Ciò nonostante restano ancora i dubbi di cui sopra, soprattutto per quanto riguarda coloro che decidessero di agire in maniera più “isolata”.

E’ comunque un’iniziativa che reputo molto interessante per vari motivi, soprattutto a causa dell’attenzione che potrebbe portare su di sé, contribuendo così a dare nuova linfa alle traduzioni amatoriali. Sarà altresì interessante vedere come risponderanno gli utenti e quale sarà l’esito del primo lavoro di “comunità”. Per il momento mi limito a fare un “in bocca al lupo” a Dewos per il suo (ambizioso) progetto.

P.S. Un piccolo aggiornamento a quanto scritto sopra. WikiBabel è anche opera di Baccello, altro nome decisamente conosciuto in questo ambito!

Now You’re a Hero

April 7, 2008 - Nessuna risposta

Autore: Henrik Nåmark
Gioco: You Have To Burn The Rope

Congratulations
you managed to kill that boss you see
the Grinning Colossus
you’re the hero we all wish we could be

You made it through the tunnel
then you grabbed that fire on the wall
you jumped up above him
then you burned the rope and saved us all
you burned the rope and saved us all
you burned the rope and saved us

Now you’re a hero
you managed to beat the whole damn game
we’re happy you made it
but how are you gonna spend the rest of this day
maybe watch a video
maybe press refresh and start again

Now you’re a hero
you managed to beat the whole damn game
we’re happy you made it
but how are you gonna spend the rest of this day
maybe watch a video
maybe press refresh and start again

Yes it’s over now
we didn’t want to make a longer game
this is it I swear it’s true
oh ohh

Now you’re a hero
you managed to beat the whole damn game
we’re happy you made it
but how are you gonna spend the rest of this day
maybe watch a video
maybe press refresh and start again